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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 8557/2022 del 14/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Brescia che aveva confermato la responsabilità penale e disposta la confisca per equivalente per il reato previsto dall'art. 2 d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74; il ricorrente deduceva, tra l'altro, l'utilizzo illegittimo di un fax intercettato in altro procedimento (mancato deposito delle intercettazioni, mancata acquisizione dell'originale), l'utilizzabilità di un foglio manoscritto allegato alla consulenza tecnica, travisamento della prova sulla provenienza della merce e presunta ammissione del fatto, errata applicazione dell'art. 2 d.lgs. 74/2000 rispetto al dolo specifico (art. 42 c.p.), mancato riconoscimento delle attenuanti generiche (art. 133 c.p.) e vizi nella statuizione sulla confisca per equivalente (quantificazione e possibilità della confisca diretta).

La decisione

La Corte di cassazione ha in gran parte rigettato il ricorso: i primi tre motivi relativi all'utilizzo del fax e alle intercettazioni sono stati ritenuti infondati (la mancata trasmissione degli atti di intercettazione in altro procedimento non determina l'inutilizzabilità; la copia del fax e la sua riproduzione sono state ritenute utilizzabili); il motivo sul manoscritto allegato alla consulenza è stato respinto perché il documento è stato regolarmente acquisito con la perizia; i rilievi sulla prova documentale e testimoniali (provenienza della merce e presunta ammissione) sono stati in massima parte considerati non sindacabili in sede di legittimità o inammissibili per genericità; il motivo relativo alla qualificazione dell'illecito ai sensi dell'art. 2 d.lgs. 74/2000 è stato dichiarato inammissibile per manifesta infondatezza (la fattispecie punisce anche sovrafatturazione o inesattezze di quantità); le doglianze sulle attenuanti generiche sono state ritenute insindacabili in sede di legittimità ove motivate in fatto; invece il motivo relativo alla confisca per equivalente è stato accolto nei termini in cui la Corte d'appello ha disposto la confisca per equivalente senza motivare l'impossibilità della confisca diretta nei confronti della R.B. Srl: su questo punto la sentenza è stata annullata e la causa rinviata ad altra sezione della Corte d'appello di Brescia per nuovo esame. Inoltre la sentenza è stata annullata senza rinvio limitatamente al reato relativo all'anno d'imposta 2010 perché estinto per prescrizione (il fatto si è prescritto il 18 novembre; sono stati considerati i giorni di sospensione legati alla pandemia e la pronuncia della Corte costituzionale sull'art. 83 d.l. n. 18/2020). Nel resto il ricorso è stato rigettato.

Norme richiamate

  • d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74, art. 2

    La fattispecie di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti comprende sia l'inesistenza oggettiva, sia l'inesistenza soggettiva (quantitativi inferiori) sia la sovrafatturazione qualitativa; il giudice ha ritenuto che la falsa indicazione di elementi passivi (provvigioni) fosse finalizzata all'evasione fiscale.

  • art. 270 cod. proc. pen.

    La mancata trasmissione/deposizione degli atti di intercettazione provenienti da altro procedimento non determina automaticamente l'inutilizzabilità delle informazioni; la Cassazione ha confermato l'orientamento secondo cui tale omissione non è sanzionata con inutilizzabilità.

  • art. 271 cod. proc. pen.

    Richiamata per chiarire che le sanzioni previste sono tassative e che l'omissione del deposito non rientra tra le ipotesi che determinano automaticamente l'inutilizzabilità.

  • art. 234 cod. proc. pen.

    Disciplina della prova documentale: la copia fotostatica, se idonea ad accertare i fatti, ha valore probatorio; principio esteso anche alla documentazione trasmessa con la consulenza peritale.

  • art. 112 cod. proc. pen.

    La disciplina degli atti processuali sulla documentazione è analoga a quella della prova documentale; l'acquisizione di una perizia comporta l'acquisizione dei documenti allegati.

  • art. 228 cod. proc. pen.

    Attribuisce al perito il potere di compiere le operazioni necessarie per rispondere ai quesiti e giustifica l'acquisizione, con la perizia, degli allegati ritenuti utili.

  • art. 501 cod. proc. pen.

    Consente al perito e al consulente tecnico di consultare e acquisire documenti durante l'esame dibattimentale; motivo per cui i documenti allegati alla consulenza sono stati considerati regolarmente acquisiti.

  • art. 493-bis cod. proc. pen.

    Norma richiamata implicitamente in relazione alla possibilità di chiedere la stampa integrale di documenti intercettati; il ricorrente non ha esperito tale richiesta nel processo.

  • art. 133 cod. pen.

    Disciplina delle circostanze attenuanti generiche: il giudice del merito deve motivare positivamente il riconoscimento; la Cassazione sindaca solo la correttezza formale e l'adeguatezza della motivazione.

  • art. 12-bis (comma secondo) d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74 / art. 322-ter cod. pen. (previgente)

    Principio consolidato: in reati tributari la confisca del profitto o per equivalente deve essere disposta salvo che sia possibile la confisca diretta; la confisca per equivalente è subordinata all'impossibilità di confiscare i beni costituenti il profitto nella sfera patrimoniale dell'ente/diverso soggetto.

  • art. 83, comma 9, d.l. n. 18/2020 e art. 25 Cost.

    La Corte costituzionale ha dichiarato in parte illegittima la norma che prevedeva la sospensione della prescrizione per i procedimenti rinviati durante la pandemia oltre i limiti stabiliti, con conseguente impatto sul decorso della prescrizione per il reato relativo al 2010: la Cassazione ha applicato tale principio e dichiarato estinto per prescrizione quel reato.

Massime di principio

  • La mancata trasmissione degli atti di intercettazione da altro procedimento non comporta automaticamente l'inutilizzabilità delle informazioni: la parte che eccepisce deve anche aver richiesto gli strumenti processuali idonei (es. art. 493-bis) per contestare l'uso delle riproduzioni.
  • Le copie di documenti (anche fotostatiche o riprodotte in comunicazioni/denunce) possono avere valore probatorio se il loro contenuto è ritenuto genuino e idoneo all'accertamento; l'assenza dell'originale non esclude automaticamente l'utilizzabilità.
  • I documenti allegati a una consulenza tecnica acquisita nel dibattimento si intendono regolarmente acquisiti e utilizzabili, purché la loro acquisizione sia menzionata nel verbale d'udienza.
  • In sede di legittimità non è possibile rinnovare la lettura dei fatti e delle prove fatta dal giudice di merito salvo vizio di travisamento della prova o motivazione illogica; il ricorso deve offrire una critica specifica e argomentata della decisione impugnata.
  • La confisca per equivalente, nei reati tributari, è ammissibile solo se previa verifica e dimostrazione dell'impossibilità di effettuare la confisca diretta dei proventi nella sfera patrimoniale dell'ente o del soggetto che ha beneficiato del reato; l'omessa motivazione su questo punto determina annullamento e rinvio.
  • Le circostanze attenuanti generiche richiedono motivazione positiva; il rifiuto può essere adeguatamente giustificato dal giudice con il richiamo all'assenza negli atti di elementi favorevoli o per la gravità complessiva della condotta e della personalità del reo.
  • Le modifiche normative introdotte per periodi particolari (es. sospensioni per emergenza) possono avere effetti sulla decorrenza della prescrizione e vengono sindacate anche alla luce di pronunce costituzionali sulla irretroattività delle norme penalmente sfavorevoli.

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