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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 43840/2022 del 18/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la conferma della condanna (pronunciata dopo giudizio abbreviato) per più reati (artt. 453, 455, 336, 612, 635, 582 c.p., alcuni aggravati ex art. 71 D.lgs. 159/2011, e art. 75 D.lgs. 159/2011). Sono articolati sei motivi: 1) violazione di legge per presunta indisponibilità e mancato accesso da parte della difesa ai supporti informatici contenenti registrazioni di intercettazioni ritenute decisive; denuncia anche dell'inutilizzabilità delle intercettazioni per mancata convalida tempestiva; 2) vizio di motivazione per presunta equivocata interpretazione di una intercettazione che avrebbe portato all'addebito di un ordinativo di danaro contraffatto mentre nell'abitazione sarebbero state trovate solo quattro banconote false; 3) errore nel ritenere più episodi autonomi di spendita di denaro falso (quando le banconote sarebbero state acquistate in unica soluzione); 4) mancato riconoscimento dell'attenuante della particolare tenuità (art. 62 n. 4 c.p.) dato che il danno complessivo sarebbe modesto (circa 1.000 euro) e il profitto circa 500 euro; 5) vizio di motivazione sul reato di minaccia a pubblico ufficiale (sostenendo che la minaccia sarebbe avvenuta dopo la conclusione della perquisizione e fosse reazione, non ostacolo); 6) vizio di motivazione sul reato di violenza a pubblico ufficiale (sostenendo che i fatti documentati non provano atti di violenza o costrizione e che la banconota distrutta non era contraffatta, dunque il sequestro illegittimo).

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso nel suo complesso. Ha dichiarato inammissibile il primo motivo per genericità e per mancata prova da parte della difesa dell'avvenuta tempestiva richiesta e del mancato accesso ai supporti, richiamando l'onere probatorio della parte che lamenta un fatto negativo. Ha ritenuto il secondo motivo inammissibile perché tenta una rivalutazione del materiale probatorio; ha confermato la correttezza dell'interpretazione dei fatti da parte dei giudici del merito. Il terzo motivo è stato ritenuto infondato: la Corte ha richiamato la natura autonoma di ciascuna spendita ai fini dell'art. 455 c.p. e la possibilità di configurare più reati in continuazione. Il quarto motivo (tenuità) è stato inammissibile poiché gli importi dichiarati superano la nozione di particolare tenuità e la difesa non ha fornito elementi probatori convincenti. Il quinto e il sesto motivo sono stati respinti come deduzioni di mera alternativa interpretativa del compendio probatorio correttamente valutato dal giudice di merito; inoltre la Corte ha ritenuto legittimo il sequestro della banconota anche se poi risultata genuina, nel contesto in cui è stato effettuato.

Norme richiamate

  • Codice Penale - art. 453

    Norma relativa alla falsificazione di denaro; la Corte ha confermato l'addebito nelle sue valutazioni di merito, pur rilevando che la difesa non ha dimostrato l'errore di interpretazione delle intercettazioni.

  • Codice Penale - art. 455

    Reato di spendita o messa in circolazione di denaro falso: la Cassazione ricorda che ciascuna singola spendita costituisce, ai fini della tutela, un atto autonomo punibile e che più spese possono costituire reati distinti, anche se le banconote erano state acquistate unitariamente; i reati possono essere considerati in continuazione.

  • Codice Penale - art. 336

    Norma richiamata tra i capi di imputazione (oltraggio o resistenza a pubblico ufficiale o simili a seconda del contesto); la Corte ha ritenuto legittima la valutazione dei fatti operata dal giudice di merito.

  • Codice Penale - art. 612

    Minaccia (o estorsione, a seconda del comma contestato) a pubblico ufficiale: la Corte ha ritenuto insussistenti le censure difensive sulla temporalità e natura della condotta, confermando la valutazione dei giudici di merito.

  • Codice Penale - art. 635

    Distruzione, soppressione o deterioramento di cose altrui (richiamata tra i capi); valutata nel complesso probatorio dai giudici di merito e non revisionata dalla Cassazione.

  • Codice Penale - art. 582

    Lesioni (se contestata con questo articolo): richiamata tra i reati per i quali è stata confermata la responsabilità, secondo la valutazione del merito.

  • D.lgs. 159/2011 - art. 71

    Circostanza aggravante richiamata dalla Corte per alcuni reati commessi nell'ambito di attività illecite organizzate; la Corte ha confermato l'applicazione ove ritenuta pertinente dal giudice di merito.

  • D.lgs. 159/2011 - art. 75

    Ulteriore norma richiamata tra i capi d'imputazione; interpretazione confermata nel contesto della motivazione di merito.

  • Codice di Procedura Penale - artt. 266 e ss. e 89 disp. att. c.p.p. (testo anteriore alle modifiche del D.lgs. 216/2017)

    Norme processuali relative alle intercettazioni: la Corte ha applicato le disposizioni vigenti al tempo dei fatti e ha ricordato che la difesa deve provare la tempestiva richiesta e il mancato accesso ai supporti per prospettare la nullità o inutilizzabilità.

  • Codice Penale - art. 62 n. 4

    Attenuante della particolare tenuità del fatto: la Corte afferma che le somme e i profitti indicati dalla difesa (circa 1.000 euro di danno e 500 di profitto) eccedono la nozione di particolare tenuità e la difesa non ha fornito prova idonea a beneficiare dell'attenuante.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sez. 2, n. 51935 del 28/09/2018, Pannofino; Sez. 2, n. 43772 del 03/10/2013, Bathiri e altre)

    Principi giurisprudenziali richiamati: onere della parte che allega un fatto negativo (es. mancato reperimento di registrazioni) di provare la relativa negatività tramite prova positiva; obbligo di dettagliare e provare l'inutilizzabilità delle intercettazioni (indicando decreti, date e incidenza sul compendio probatorio).

Massime di principio

  • Quando si denuncia la mancata disponibilità di registrazioni di intercettazioni, la difesa deve provare di avere tempestivamente richiesto l'accesso e di essere stata effettivamente negata; la mera asserzione è insufficiente.
  • Per ottenere la dichiarazione di inutilizzabilità delle intercettazioni è necessario indicare con precisione i decreti, le date e dimostrare l'effettiva incidenza sul materiale probatorio; senza ciò il motivo è generico e inammissibile.
  • In materia di spendita di denaro falso (art. 455 c.p.) ogni singola spendita è considerata fattispecie autonoma: anche se le banconote sono state acquistate in un'unica soluzione, ogni atto di immissione in circolazione può costituire reato distinto, valutabile in continuazione.
  • L'attenuante della particolare tenuità (art. 62 n. 4 c.p.) è di rigida interpretazione: importi e profitto invocati devono essere provati e rientrare effettivamente nella portata della norma; importi nell'ordine di qualche migliaio di euro difficilmente giustificano l'applicazione.
  • La Corte di Cassazione non rivaluta librettamente il merito: se la motivazione del giudice di merito è logica e non illogica, le censure che prospettano una lettura alternativa del medesimo materiale probatorio sono inammissibili o infondate.
  • Il sequestro preventivo di elementi probatori (es. banconote) è legittimo anche se, in un secondo momento, il singolo elemento si rivela genuino, se il contesto e gli elementi di fatto giustificavano il sequestro.

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