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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 44607/2022 del 23/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del 29/09/2021 che aveva rigettato l'istanza di affidamento in prova al servizio sociale e dichiarato inammissibile la richiesta di detenzione domiciliare. Il ricorrente deduceva violazioni ex art. 606, comma 1, lett. b) ed e) c.p.p., violazione dell'art. 27, comma 3, Cost. e dell'art. 47 della L. 26 luglio 1975, n. 354 (ordinamento penitenziario), nonché vizi di motivazione, sostenendo che il Tribunale non avesse valutato elementi favorevoli (es. buona condotta) e si fosse limitato a evidenziare il mancato risarcimento alla vittima

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza. Ha ritenuto che il Tribunale di sorveglianza avesse motivato correttamente il rigetto, fondandosi su elementi quali l'entità della pena residua (che eccedeva il limite per la detenzione domiciliare) e il rifiuto del ricorrente di restituire il denaro estorto all'anziana vittima nonostante la disponibilità di mezzi almeno parziali. La Suprema Corte ha confermato che la valutazione prognostica sull'opportunità delle misure alternative è riservata al giudice di merito e che la motivazione del Tribunale è adeguata, logica e sufficiente. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma (euro 3.000) alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • Codice di procedura penale

    art. 606, comma 1, lett. b) ed e)

    Gli artt. indicati regolano i motivi di ricorso per cassazione; la Corte ha ritenuto che le censure mosse fossero manifestamente infondate e non idonee a superare il vaglio di ammissibilità e di merito della cassazione

  • Costituzione della Repubblica Italiana

    Il principio costituzionale della funzione rieducativa della pena è stato richiamato come parametro; tuttavia la Corte ha confermato che l'applicazione delle misure alternative richiede un giudizio prognostico motivato sul comportamento e sulla personalità del condannato

  • Legge 26 luglio 1975, n. 354 (ordinamento penitenziario)

    L'art. 47 disciplina l'affidamento in prova al servizio sociale; la Corte ha interpretato la norma nel senso che la concessione richiede un giudizio prognostico basato sull'osservazione e sul trattamento individualizzato e che l'ingiustificato rifiuto di riparare il danno è un elemento negativo valutabile per negare l'affidamento

  • Codice di procedura penale

    Norma che consente la condanna per spese e somme in caso di ricorso infondato o colposo; la Corte ha applicato tale articolo per condannare il ricorrente alle spese e a una somma alla Cassa delle ammende

Massime di principio

  • La concessione di misure alternative (affidamento in prova, detenzione domiciliare) è un giudizio prognostico riservato al giudice di merito e deve essere motivata sulla base dell'osservazione del comportamento e del percorso trattamentale individuale
  • L'assenza di risarcimento del danno non impedisce automaticamente l'affidamento in prova, ma l'ingiustificato rifiuto di riparare il danno costituisce un elemento negativo legittimamente valutabile dal giudice
  • La detenzione domiciliare è esclusa se la pena residua eccede i limiti previsti dalla normativa; l'entità della pena residua è un elemento decisivo
  • In sede di legittimità il sindacato della Corte è limitato a verificare la completezza, l'adeguatezza e la logicità della motivazione del giudice di merito, non a riesaminare i fatti o a sostituire valutazioni prognostiche
  • Il giudice deve considerare le concrete condizioni economiche del condannato quando valuta la mancata riparazione del danno; la semplice mancanza di pagamento non vale come prova di ravvedimento solo se giustificata dall'impossibilità economica

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