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Sentenza

Sentenza del 06/03/2017 n. 105 - Comm. Trib. Reg. per l'Umbria

Detrazioni - Recupero patrimonio edilizio - Controllo formale - Ammissibilità - Cedibilità - Non sussiste - Buona fede - Sanzione - Non irrogabile

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale il privato

La controversia

L'Agenzia delle Entrate ha contestato la spettanza delle detrazioni per interventi di recupero del patrimonio edilizio relativi al rifacimento del tetto in eternit, recuperandole mediante controllo formale ex art. 36-ter del D.P.R. n. 600/1973. La contestazione riguardava principalmente il fatto che le fatture dei lavori erano intestate esclusivamente a una delle due società, mentre l'altra aveva pagato il 50% del costo tramite un riaddebito interno. L'Agenzia sosteneva inoltre l'incompletezza della documentazione catastale e l'erronea riferibilità delle spese all'intervento fotovoltaico.

La decisione

La Commissione Tributaria Regionale ha ritenuto legittimo l'utilizzo del controllo formale, poiché il disconoscimento delle detrazioni era fondato sull'esame delle dichiarazioni, delle fatture e della documentazione prodotta. Ha però distinto le posizioni delle società. La società intestataria delle fatture, che aveva sostenuto direttamente i costi dei lavori, è stata riconosciuta quale soggetto ammesso alla detrazione. Nei suoi confronti l'appello dell'Agenzia è stato respinto. L'altra società, pur avendo sostenuto economicamente il 50% della spesa, non era intestataria delle fatture né committente dei lavori: il riaddebito interno non è stato ritenuto fiscalmente idoneo a trasferirle la detrazione, avente natura personale e non cedibile in assenza di una specifica previsione normativa. Nei suoi confronti l'appello è stato quindi accolto quanto al recupero della detrazione. Tuttavia, la sanzione è stata annullata per riconosciuta buona fede, poiché la società aveva effettivamente sostenuto pro quota i costi, sebbene avesse applicato erroneamente la disciplina. Le spese di lite sono state compensate.

Norme richiamate

  • Art. 36-ter del D.P.R. n. 600/1973

    Gli uffici possono: "escludere in tutto o in parte le detrazioni d'imposta non spettanti in base ai documenti richiesti ai contribuenti".

    Il controllo formale è legittimo anche quando l'Ufficio deve valutare, sulla base delle dichiarazioni, delle fatture e dei documenti prodotti, la spettanza di detrazioni per interventi edilizi. Non è necessario ricorrere sempre a un accertamento ordinario.

  • Art. 2, comma 1, lettera b), del D.M. 19 febbraio 2007

    Soggetto ammesso alla detrazione è il soggetto che sostiene le spese e dispone del titolo idoneo sull'immobile.

    Ai fini della detrazione rileva il soggetto che risulta formalmente committente e intestatario delle fatture, oltre che effettivo sostenitore del costo. Il mero pagamento pro quota mediante un accordo interno non attribuisce automaticamente il diritto alla detrazione.

  • Legge n. 449/1997

    La detrazione per interventi di recupero del patrimonio edilizio spetta secondo i presupposti sostanziali e documentali previsti dalla normativa, inclusa la corretta individuazione del soggetto che ha sostenuto la spesa.

  • Art. 1, commi 344-349, della legge n. 296/2006

    La disciplina delle detrazioni può applicarsi anche alle società nei casi previsti dalla normativa, ma resta necessario rispettare i requisiti soggettivi e documentali relativi alle spese sostenute.

  • Art. 10, comma 2, della legge n. 212/2000, Statuto dei diritti del contribuente

    Le sanzioni non sono irrogabili quando il contribuente ha agito in buona fede e l'errore deriva da condizioni oggettive di incertezza o da un'erronea applicazione della normativa, purché non vi sia intento fraudolento. Nel caso concreto, la buona fede è stata riconosciuta perché la società aveva realmente sostenuto la propria quota di spesa.

Massime di principio

  • Il controllo formale ex art. 36-ter del D.P.R. n. 600/1973 può essere utilizzato per recuperare detrazioni quando la verifica si basa su dati dichiarati, fatture e documenti richiesti al contribuente, anche se l'Ufficio deve compiere valutazioni giuridiche sulla spettanza del beneficio.
  • Per le detrazioni edilizie è essenziale che il soggetto che intende beneficiarne sia correttamente individuato nelle fatture e nella documentazione dei lavori e risulti effettivamente sostenitore della spesa.
  • Un accordo interno di ripartizione o riaddebito dei costi tra comproprietari non trasferisce automaticamente il diritto alla detrazione, se la detrazione è personale e manca una specifica norma che ne consenta la cessione.
  • La comproprietà sostanziale dell'immobile o del bene interessato dai lavori non è, da sola, sufficiente a legittimare la detrazione in capo a un soggetto che non risulta committente o intestatario delle fatture.
  • L'assenza del diritto alla detrazione non comporta necessariamente l'applicazione delle sanzioni: se il contribuente ha sostenuto realmente la spesa e ha agito senza intento fraudolento, può essere riconosciuta la buona fede e la sanzione può essere annullata.
  • Per ridurre il rischio di contestazioni, ciascun soggetto che intende detrarre la propria quota dovrebbe risultare direttamente nelle fatture, nei pagamenti e nella documentazione relativa ai lavori, con puntuale indicazione dell'immobile e del titolo di possesso.

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