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Cassazione Penale, Ordinanza n. 01515/2025 del 13/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione dichiara il ricorso inammissibile. Ne consegue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della cassa delle ammende.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Il ricorso è proposto nell'interesse dell'imputato avverso la sentenza della Corte di appello di Caltanissetta del 3 aprile 2024. L'unico motivo dedotto contesta l'erronea applicazione della recidiva e la mancanza di motivazione sul punto. La Corte di cassazione rileva però che tale censura è inammissibile perché la questione non era stata dedotta in appello; pertanto non può essere scrutinata in sede di legittimità la mancata valutazione di un profilo non sottoposto al giudice di secondo grado.

Norme richiamate

  • recidiva

    La censura sulla recidiva è stata ritenuta non esaminabile in cassazione perché non dedotta con l'appello; il motivo, quindi, non può essere proposto per la prima volta in sede di legittimità.

Massime di principio

  • È inammissibile in cassazione il motivo che introduca per la prima volta una questione non devoluta al giudice di appello.
  • La mancanza di motivazione su un profilo non dedotto in appello non è censurabile in sede di legittimità, poiché il controllo della Cassazione presuppone la previa devoluzione della questione al giudice del merito.
  • La deduzione della recidiva richiede specifica contestazione nei gradi di merito; in difetto, la relativa doglianza non può essere utilmente proposta per la prima volta in cassazione.

Come è indicizzato

MaterieCircostanze del reato
RamiParte generale
IstitutiRecidiva

Testo integrale

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