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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17488/2022 del 04/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato il decreto del Tribunale di Chieti che, in sede di procedura di prevenzione, aveva assegnato a ciascuno dei due nuclei familiari un'unità abitativa e aveva determinato un'indennità di occupazione pari a 1.000,00 euro mensili per ciascun nucleo. I ricorrenti hanno dedotto erronea applicazione di legge: hanno sostenuto che, considerando le loro condizioni economiche successive al sequestro e l'esistenza dell'emergenza abitativa, l'assegnazione avrebbe dovuto essere disposta senza alcuna indennità, essendo tutte le loro disponibilità (immobiliari, mobiliari e finanziarie) sottoposte a vincolo di prevenzione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso nei limiti indicati, annullando il decreto impugnato e rinviando al Tribunale di Chieti per nuovo giudizio. La Corte ha richiamato l'art. 40, comma 2-bis, d.lgs. n.159/2011 (che rinvia ai contenuti dell'art.47, co.2, legge fallimentare) e ha affermato che, sebbene il Tribunale abbia discrezionalità nell'imporre un'indennità per il mantenimento del possesso, tale scelta deve essere congruamente motivata rispetto alla condizione economica attuale del soggetto e del nucleo familiare. Inoltre l'indennità non può essere semplicemente parametrata al valore di mercato/canone: va considerata la natura non speculativa e solidaristica dell'uso provvisorio e applicati correttivi equitativi. Nel caso di specie la motivazione del Tribunale di Chieti è risultata insufficiente (mancanza di analisi concreta sulla sostenibilità dell'indennità e mera correlazione al valore di mercato), pertanto è stato disposto l'annullamento con rinvio per nuova valutazione.

Norme richiamate

  • d.lgs. n.159 del 2011, art. 40, comma 2-bis

    Stabilisce che la proroga del possesso può essere autorizzata in presenza di bisogno abitativo e pone a carico del beneficiario il pagamento di una indennità "eventualmente determinata", rinviando ai contenuti dell'art.47 co.2 della legge fallimentare

  • legge fallimentare, art. 47, comma 2

    Consente il mantenimento del possesso dell'immobile adibito ad abitazione fino alla data della confisca definitiva; funzione di parametro richiamato dall'art.40 d.lgs.159/2011

  • Cass. Sez. VI, n. 20566 del 01/07/2020

    Giurisprudenza che afferma che l'autorizzazione alla proroga dello sgombero richiede l'effettiva assenza di proprietà immobiliari fruibili non sottoposte a vincolo; riafferma il principio del bisogno abitativo quale condizione per la proroga

Massime di principio

  • La concessione della proroga del possesso in procedure di prevenzione richiede la verifica di un effettivo bisogno abitativo; non è ammessa se esistono immobili disponibili non soggetti a vincolo.
  • Il Tribunale ha discrezionalità nell'imporre un'indennità per il mantenimento del possesso, ma tale scelta deve essere adeguatamente motivata con riferimento alla sostenibilità economica attuale del nucleo familiare.
  • L'indennità non deve essere automaticamente equiparata al valore di mercato o al canone locativo: va considerata la natura provvisoria e solidaristica dell'uso e applicati correttivi equitativi.
  • La mancanza di una concreta analisi sulla capacità di pagamento rende la decisione annullabile in sede di legittimità; la Corte verifica la congruenza e sufficienza della motivazione.
  • Se tutte le disponibilità del beneficiario sono vincolate dalla misura di prevenzione, è più probabile che l'indennità venga ridotta o esclusa, salvo motivazione convincente del contrario.
  • In situazioni analoghe è consigliabile documentare accuratamente la situazione patrimoniale e reddituale post-sequestro per ottenere riduzioni o esenzioni dell'indennità, e il giudice deve motivare espressamente eventuali scostamenti dal principio di equità.

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