Sentenza n. 6164/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 4
per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania, Salerno, Sezione Seconda, 15 maggio 2025, n. 881.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: sentenza del TAR Campania, Sezione staccata di Salerno, che aveva dichiarato improcedibile l'impugnazione del diniego relativo a una PAS e annullato una disposizione delle NTA del PUC comunale
Esito
Favorevole al ricorrente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Una società aveva presentato una PAS per la realizzazione di un impianto fotovoltaico da 1,98 MWac. Il Comune aveva negato il titolo, richiamando, da un lato, una disposizione delle NTA del PUC che vietava gli impianti fotovoltaici nelle aree agricole produttive salvo quelli su coperture di edifici o serre autorizzate e, dall'altro, la ricadenza di parte dell'intervento in un ambito di trasformazione produttivo attuabile mediante PUA. La società aveva impugnato sia il diniego sia la disposizione urbanistica, deducendo, tra l'altro, l'incompetenza comunale a individuare aree non idonee per impianti da fonti rinnovabili, il carattere generalizzato e aprioristico del divieto, il contrasto con l'art. 20, comma 8, lett. c-ter), n. 3), d.lgs. 199/2021, l'irrilevanza della necessità del PUA alla luce dell'art. 6, comma 9-bis, d.lgs. 28/2011 e il difetto di motivazione sul mancato accoglimento delle osservazioni presentate dopo il preavviso di diniego. Il TAR aveva dichiarato improcedibile l'impugnazione del diniego per sopravvenienza di una nuova determinazione confermativa, ma aveva accolto il ricorso contro la disposizione delle NTA, ritenendo il Comune incompetente a individuare le aree non idonee. Il Comune ha appellato la sentenza deducendo, in via principale, la violazione dell'art. 35 c.p.a. e dell'art. 100 c.p.c., sostenendo che la sopravvenuta carenza di interesse avrebbe dovuto comportare l'improcedibilità anche dell'impugnazione della disposizione urbanistica, impugnata soltanto in funzione dell'annullamento del diniego. In via subordinata ha sostenuto la legittimità della disposizione, quale regola urbanistica proporzionata e ragionevole sulle modalità di realizzazione degli impianti, e non quale divieto generalizzato.
La decisione
Il Consiglio di Stato ha accolto l'appello ritenendo fondato e assorbente il primo motivo. L'interesse ad agire deve sussistere per tutta la durata del giudizio ed esige un'utilità personale, concreta e attuale derivante dall'accoglimento della domanda. Nel caso concreto, la società aveva impugnato la disposizione delle NTA esclusivamente perché essa era stata applicata nel diniego relativo alla propria PAS e al solo fine di ottenere l'eliminazione dell'atto negativo. Una volta divenuta improcedibile l'impugnazione del diniego per sopravvenuta carenza di interesse, è venuto meno anche l'interesse concreto e attuale a contestare la disposizione urbanistica. Il TAR non avrebbe quindi potuto esaminare e accogliere la domanda di annullamento delle NTA, poiché ciò avrebbe comportato un controllo astratto sulla legittimità della disciplina comunale. La sentenza di primo grado è stata riformata e il ricorso originario è stato dichiarato improcedibile nella sua integralità. Le spese di entrambi i gradi sono state compensate.
Norme richiamate
art. 35 c.p.a.
La sopravvenuta carenza dell'interesse alla decisione comporta l'improcedibilità della domanda; nel caso concreto tale conseguenza riguarda l'intero ricorso di primo grado.
art. 39, comma 1, c.p.a.
Rende applicabile nel processo amministrativo il rinvio esterno alle norme del codice di procedura civile, tra cui l'art. 100 c.p.c.
art. 100 c.p.c.
L'interesse ad agire è condizione dell'azione e deve permanere fino alla decisione; deve tradursi in un'utilità personale, concreta e attuale derivante dall'accoglimento della domanda.
art. 20, comma 1-bis, d.lgs. 199/2021
È richiamato dal Comune quale base normativa della contestata disciplina urbanistica, ma la questione della sua applicazione non viene esaminata nel merito per l'improcedibilità integrale del ricorso.
art. 20, comma 8, lett. c-ter), n. 3), d.lgs. 199/2021
È stato invocato dalla società per sostenere l'idoneità ex lege dell'area alla localizzazione dell'impianto, ma la relativa censura non viene decisa.
art. 6, comma 9-bis, d.lgs. 28/2011
È stato invocato dalla società per sostenere la realizzabilità diretta dell'impianto nonostante la previsione del PUA, ma la questione non viene esaminata.
art. 10-bis l. 241/1990
È richiamato in relazione al preavviso di diniego e alla dedotta insufficienza della motivazione sulle osservazioni, censura rimasta assorbita.
art. 33, comma 6, NTA del PUC del Comune di Polla
Non è consentita la installazione di impianti fotovoltaici tranne che in copertura di edifici o serre regolarmente autorizzate
La legittimità sostanziale della disposizione non è stata scrutinata, poiché il relativo ricorso è stato dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse.
Massime di principio
- L'interesse ad agire nel processo amministrativo deve sussistere non solo al momento della proposizione del ricorso, ma fino alla decisione, e richiede un'utilità personale, concreta e attuale derivante dall'eventuale accoglimento della domanda.
- Quando una disposizione generale o urbanistica è impugnata esclusivamente perché applicata in un provvedimento lesivo, l'interesse a contestarla può sussistere solo in funzione dell'utilità concretamente perseguibile mediante l'eliminazione di quel provvedimento.
- La sopravvenuta carenza di interesse all'impugnazione del provvedimento applicativo determina, in assenza di una distinta utilità concreta e attuale, anche l'improcedibilità della domanda proposta contro la disposizione presupposta o applicata.
- Il processo amministrativo, quale processo di giurisdizione soggettiva, non può essere utilizzato per ottenere un controllo astratto o generalizzato sulla legalità dell'azione amministrativa in assenza di un interesse concreto e attuale.
- L'interesse strumentale all'annullamento di un atto può essere tutelato soltanto quando sia collegato a una posizione giuridica attiva protetta e la sua soddisfazione dipenda necessariamente dalla riedizione dell'attività amministrativa; non è sufficiente un vantaggio meramente ipotetico o eventuale.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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