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Sentenza

Sentenza n. 5916/2026 - Napoli, Sezione 5

Giustizia amministrativa202301999

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: decreto prefettizio del 14 febbraio 2023 che aveva confermato il divieto del 2 gennaio 2020 di detenere armi, munizioni e materie esplodenti, nonché il parere contrario della Questura di Caserta alla revoca

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (ministero e prefettura)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il decreto della Prefettura di Caserta che confermava il precedente divieto di detenere armi, munizioni e materie esplodenti, chiedendone l’annullamento insieme agli atti presupposti e connessi, compreso il parere contrario della Questura alla revoca. Il testo non espone i singoli motivi di illegittimità dedotti. Dopo il ricorso, la Prefettura ha riesaminato la posizione e restituito al ricorrente il porto d’armi; questi ha quindi dichiarato di rinunciare al giudizio per sopravvenuta carenza d’interesse.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto d’interesse, non estinto per rinuncia. La dichiarazione di rinuncia non rispettava le formalità dell’art. 84 c.p.a. e non consentiva quindi una pronuncia estintiva; tuttavia, la restituzione del porto d’armi e la dichiarazione del ricorrente costituivano elementi univoci dai quali desumere la sopravvenuta carenza d’interesse ai sensi dell’art. 84, comma 4, c.p.a. Spese compensate, in considerazione dell’evoluzione della vicenda e della natura processuale della decisione.

Norme richiamate

  • art. 84 c.p.a.

    la parte può rinunciare al ricorso in ogni stato e grado della controversia, mediante dichiarazione sottoscritta da essa stessa o dall’avvocato munito di mandato speciale e depositata presso la Segreteria, o mediante dichiarazione resa in udienza e documentata nel relativo verbale;

    La rinuncia al ricorso è idonea a determinare l’estinzione solo se effettuata nelle forme prescritte; una dichiarazione irrituale non produce tale effetto, ma può valere come elemento per accertare la sopravvenuta carenza d’interesse ai sensi del comma 4.

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    per quanto detto, il ricorso vada dichiarato improcedibile, ai sensi degli artt. 35, comma 1, lett. c), e 85, comma 9, c.p.a., con compensazione delle spese di lite avuto riguardo all’evoluzione procedimentale e processuale della vicenda, nonché alla natura in rito della presente decisione.

    La sopravvenuta carenza d’interesse comporta la declaratoria d’improcedibilità del ricorso.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    per quanto detto, il ricorso vada dichiarato improcedibile, ai sensi degli artt. 35, comma 1, lett. c), e 85, comma 9, c.p.a., con compensazione delle spese di lite avuto riguardo all’evoluzione procedimentale e processuale della vicenda, nonché alla natura in rito della presente decisione.

    La norma è richiamata quale base della declaratoria d’improcedibilità conseguente alla sopravvenuta carenza d’interesse.

Massime di principio

  • La rinuncia al ricorso determina l’estinzione del processo solo se effettuata nel rispetto delle formalità previste dall’art. 84 c.p.a.; in mancanza, il giudice non può dichiarare l’estinzione per rinuncia.
  • Anche una dichiarazione irrituale di rinuncia può costituire un qualificato e univoco argomento di prova della sopravvenuta carenza d’interesse, valutabile insieme ai fatti o agli atti intervenuti dopo la proposizione del ricorso ai sensi dell’art. 84, comma 4, c.p.a.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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