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Sentenza

Sentenza n. 667/2026 - Salerno, Sezione 2

per l'annullamento a) - del provvedimento n. -OMISSIS- (num. gen. -OMISSIS-) notificato al ricorrente in data -OMISSIS-, con il quale il Responsabile Tecnico dell'area Urbanistica e Territorio del Comune di Casaluce, dopo aver richiamato l'ordinanza di demolizione n. -OMISSIS-, mai conosciuta prima, ha disposto l'acquisizione gratuita al patrimonio comunale dell'unità immobiliare sita al piano terzo del fabbricato di maggiore consistenza, sito in Casaluce alla via -OMISSIS-, p.lla -OMISSIS- b) - di ogni altro atto preordinato, connesso e consequenziale, comunque lesivo della posizione soggettiva del ricorrente, ivi compreso - se e per quanto occorra - il verbale di accertamento di inottemperanza della P.L. del 20 maggio -OMISSIS-, anch'esso conosciuto solo ora.

Giustizia amministrativa202501468

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento di accatastamento e trascrizione dell’acquisizione gratuita al patrimonio comunale di un’unità immobiliare abusiva, con contestuale ordine di sgombero

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il provvedimento comunale con cui è stata formalizzata l’acquisizione gratuita al patrimonio comunale dell’unità immobiliare sita al terzo piano di un fabbricato, acquisizione derivante dall’inottemperanza della dante causa a una precedente ordinanza di demolizione. Ha dedotto: l’omessa notifica nei propri confronti dell’ordinanza demolitoria; l’insufficienza del verbale di accertamento dell’inottemperanza a fondare l’acquisizione gratuita; la mancata individuazione delle aree da acquisire quali pertinenze urbanistiche. Il ricorrente ha inoltre contestato l’acquisizione della quota sul bene comune non censibile.

La decisione

Il TAR ha rigettato il ricorso, ritenendo infondate tutte le censure e qualificando l’atto impugnato come vincolato. È incontestato che l’ordinanza di demolizione fosse stata notificata alla madre del ricorrente, dante causa ed erede, che essa fosse rimasta inadempiuta sino al decesso della destinataria e che quest’ultima fosse stata condannata con sentenza penale definitiva per tale inottemperanza. Decorso inutilmente il termine di novanta giorni dalla notifica dell’ordinanza di demolizione, l’immobile è stato acquisito di diritto al patrimonio comunale, anteriormente alla successione ereditaria; il ricorrente ha quindi acquistato a non domino e non poteva contestare la successiva formalizzazione dell’acquisizione per omessa notifica personale dell’ordinanza. Il giudice ha inoltre ritenuto incontestata la coincidenza tra l’oggetto dell’abuso e quello dell’acquisizione: la quota sul bene comune non censibile concerneva soltanto la frazione di proprietà sui beni comuni dell’intero fabbricato, quali tetto e scale. Il verbale di accertamento e la delimitazione delle pertinenze non sono stati ritenuti idonei a invalidare l’acquisizione già prodottasi di diritto. Spese compensate, con statuizione di nulla per le spese.

Norme richiamate

  • art. 31 d.P.R. 380/2001

    L’inutile decorso del termine di novanta giorni dalla notifica dell’ordinanza di demolizione determina l’acquisizione di diritto dell’immobile abusivo al patrimonio comunale, in caso di mancata ottemperanza.

  • Cons. Stato, Ad. plen., 11 ottobre 2023, n. 16

    Richiamata per affermare che l’acquisizione al patrimonio comunale si produce di diritto una volta inutilmente decorso il termine assegnato con l’ordinanza di demolizione.

Massime di principio

  • L’acquisizione gratuita dell’immobile abusivo al patrimonio comunale si produce di diritto per effetto dell’inottemperanza all’ordine di demolizione protratta oltre il termine assegnato, senza che la successiva formalizzazione catastale o trascrittiva costituisca il momento genetico dell’acquisizione.
  • Quando l’ordinanza di demolizione sia stata notificata al dante causa e sia rimasta ineseguita sino al decorso del termine previsto, l’acquisizione dell’immobile si perfeziona anteriormente alla successione ereditaria; l’erede che subentra successivamente non acquista il bene dal precedente titolare, ma a non domino.
  • La mancata notifica personale dell’ordinanza di demolizione all’erede non impedisce di opporre a quest’ultimo l’acquisizione già perfezionatasi prima dell’apertura della successione.
  • La quota sui beni comuni non censibili dell’edificio, come tetto e scale, costituisce una frazione della proprietà sui beni comuni dell’intero fabbricato e non un’autonoma porzione abusiva ulteriore rispetto all’unità immobiliare oggetto dell’acquisizione, ove vi sia coincidenza tra abuso e bene acquisito.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniEfficacia ed esecuzione del provvedimento
RamiEdiliziaProcedimento amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizioneAcquisizione gratuita al patrimonio comunale
IstitutiEfficacia ed esecutorietàPrincipio di legalità e tipicità

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