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Ordinanza

Ordinanza n. 34/2026 - Potenza, Sezione 1

Giustizia amministrativa202500421

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Basilicata, Sez. IOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: mancata ammissione alla prova orale di una procedura concorsuale e successivi atti relativi alla revisione in autotutela della valutazione dei titoli

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (amministrazione procedente)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il provvedimento di convocazione Formez PA e alcuni verbali della commissione esaminatrice, nonché, con motivi aggiunti, le note regionali e il verbale n. 8 relativi alla successiva determinazione parzialmente satisfattiva sull’istanza di revisione in autotutela della valutazione di alcuni titoli. La domanda cautelare era diretta a ottenere la sospensione degli atti e, in sostanza, l’ammissione alla prova orale. Le censure riguardavano la valutazione dei titoli, della prova scritta di contenuto pratico e della prova scritta teorica, il cui giudizio di insufficienza aveva impedito l’ammissione all’orale. Il ricorrente sosteneva la sufficienza del proprio elaborato e deduceva una disparità di trattamento rispetto alla valutazione della prova di altro candidato, oltre a prospettare travisamento e illogicità.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare. Richiamando la precedente ordinanza cautelare, ha rilevato che le censure sui titoli e sulla prova scritta pratica erano irrilevanti, poiché la non ammissione alla prova orale era fondata esclusivamente sull’esito negativo della prova scritta teorica. Ha inoltre ritenuto che le contestazioni relative al giudizio di insufficienza investissero un inammissibile sindacato di merito sulla discrezionalità della commissione, essendo basate sulla mera elencazione dei contenuti dell’elaborato e sul confronto con la prova di un altro candidato, senza concreti indici di disparità di trattamento, travisamento o illogicità. È stato escluso anche il periculum in mora grave e irreparabile: le prove concorsuali si erano già integralmente svolte e doveva prevalere l’interesse pubblico all’immissione in servizio dei vincitori, indipendentemente dalla tempistica degli adempimenti finali. Nulla è stato disposto sulle spese, non essendosi costituite le controparti.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La domanda cautelare è stata esaminata alla luce dei presupposti del fumus boni iuris e del periculum in mora.

Massime di principio

  • Nella contestazione della mancata ammissione alla prova orale di un concorso, le censure relative alla valutazione dei titoli o di una diversa prova scritta sono irrilevanti quando l’esclusione sia fondata esclusivamente sul mancato raggiungimento del punteggio minimo nella prova scritta teorica.
  • Il giudice amministrativo non può sostituire la propria valutazione a quella della commissione esaminatrice sulla sufficienza di un elaborato, se le contestazioni si risolvono nella mera valorizzazione dei contenuti della prova senza indicare concreti elementi di travisamento, illogicità o disparità di trattamento.
  • Il confronto con la valutazione attribuita alla prova di un altro candidato non dimostra di per sé la disparità di trattamento: occorre allegare concreti indici sintomatici che evidenzino l’ingiustificata difformità dei giudizi.
  • Quando le prove concorsuali si sono già integralmente svolte, l’interesse pubblico all’immissione in servizio dei vincitori può prevalere nella fase cautelare, escludendo la sussistenza di un periculum in mora grave e irreparabile.

Come è indicizzato

MaterieConcorsi pubbliciTutela cautelare
RamiPubblico impiego e concorsiProcesso amministrativo
SottomaterieProve e valutazione delle commissioni
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaTutela cautelareEccesso di potere

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