Sentenza n. 3211/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 5
per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Quinta) n. 06435/2024, resa tra le parti,
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Sentenza del TAR Lazio, Sez. V, n. 6435/2024, che aveva respinto il ricorso contro l'annullamento in autotutela dell'assegnazione di un alloggio ERP
Esito
Favorevole al resistente (amministrazioni resistenti)
Prevale l’amministrazione
La controversia
L'originario ricorrente aveva impugnato la determinazione dirigenziale del Dipartimento delle Politiche Abitative di Roma Capitale con cui era stata annullata in autotutela l'assegnazione dell'alloggio di edilizia residenziale pubblica in suo favore. Dopo il rigetto del ricorso da parte del TAR, ha proposto appello. Nel corso del giudizio d'appello ha dichiarato la sopravvenuta carenza di interesse, evidenziando che Roma Capitale, con successiva determinazione dirigenziale n. 175 del 21 gennaio 2026, gli aveva attribuito la legittimazione ad abitare nell'immobile.
La decisione
Il Consiglio di Stato ha dichiarato improcedibile l'appello per sopravvenuto difetto di interesse. La dichiarazione dell'appellante è stata ritenuta vincolante in applicazione del principio dispositivo, poiché il successivo provvedimento amministrativo aveva attribuito all'interessato la legittimazione ad abitare l'immobile, facendo venir meno l'interesse alla decisione sull'impugnazione dell'originario annullamento dell'assegnazione. Il giudice ha precisato che l'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., relativo alla sopravvenuta carenza di interesse, si applica anche al giudizio d'appello in virtù del rinvio interno previsto dall'art. 38 c.p.a. Le spese sono state integralmente compensate in ragione della peculiarità della vicenda e della limitata attività difensiva svolta.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
il giudice amministrativo deve dichiarare improcedibile il ricorso quando nel corso del giudizio sopravviene il difetto di interesse delle parti alla decisione
La sopravvenuta carenza di interesse, anche dichiarata dalla parte appellante in conseguenza di un successivo provvedimento amministrativo satisfattivo, impone la declaratoria di improcedibilità del ricorso.
art. 38 c.p.a.
Il rinvio interno alle disposizioni che disciplinano il processo di primo grado rende applicabile anche al giudizio d'appello la disciplina dell'improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse prevista dall'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
Massime di principio
- La sopravvenienza, nel corso del giudizio amministrativo, di un provvedimento che attribuisce al ricorrente la situazione giuridica o il risultato sostanziale perseguito determina il venir meno dell'interesse alla decisione e comporta la declaratoria di improcedibilità del ricorso.
- L'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a. si applica anche al giudizio d'appello in virtù del rinvio interno previsto dall'art. 38 c.p.a.
- In applicazione del principio dispositivo, il giudice amministrativo deve prendere atto della dichiarazione della parte circa la sopravvenuta carenza di interesse quando essa risulti coerente con la sopravvenienza di un atto amministrativo satisfattivo.
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