Cassazione Penale, Sentenza n. 25608/2023 del 14/06/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
La Corte di Appello di L'Aquila ha sollevato conflitto di competenza perché lo stesso imputato, Lorenzo Valente, è sottoposto a due procedimenti pendenti davanti a Corti d'appello diverse: a L'Aquila per una pluralità di fatti qualificati come furti aggravati e a Bari per fatti riconducibili agli stessi episodi ma qualificati come ricettazioni. La Corte di Appello di L'Aquila ha ritenuto sussistere un conflitto ai sensi dell'art. 28, comma 1, lett. b) c.p.p. e, ai sensi dell'art. 30 c.p.p., ha trasmesso gli atti alla Corte superiore per la decisione sul conflitto. Il Procuratore generale ha chiesto che fosse riconosciuta la competenza della Corte di Appello di L'Aquila.
La decisione
Il conflitto è stato dichiarato ammissibile e rilevante. La Corte ha accertato l'identità ontologica del fatto tra i due procedimenti, rilevando corrispondenza storico-naturalistica della condotta (anche se con diversa qualificazione giuridica). In applicazione delle norme sulla competenza territoriale (art. 8 c.p.p.), e considerato che il luogo di consumazione dei reati indicato nelle imputazioni ricade nel circondario della Corte di Appello di L'Aquila (Comune di Vasto), la Corte ha dichiarato la competenza della Corte di Appello di L'Aquila e ha ordinato la trasmissione degli atti a quella Corte per la prosecuzione del giudizio.
Norme richiamate
art. 28 cod. proc. pen. (comma 1, lett. b))
La norma disciplina il conflitto di competenza tra giudici ordinari quando più uffici sono chiamati a conoscere del medesimo fatto; qui è stata invocata per denunciare la contemporanea pendenza di procedimenti riguardanti la stessa condotta.
art. 30 cod. proc. pen. (comma 1)
Prevede la rimessione alla Corte suprema degli atti necessari per la risoluzione del conflitto di competenza; la Corte d'appello di L'Aquila ha trasmesso gli atti sulla base di questa norma.
art. 31 cod. proc. pen.
Regola la comunicazione tra uffici giudiziari nei casi di conflitto; è stata richiamata nella fase procedurale per la richiesta di osservazioni all'altro ufficio (Corte di Appello di Bari), osservazioni che però non sono pervenute.
art. 8 cod. proc. pen.
Stabilisce la competenza per territorio in base al luogo di consumazione del reato; applicando questo criterio la Corte ha individuato la competenza nella Corte di Appello di L'Aquila (circondario comprensivo del Comune di Vasto).
Giurisprudenza (Sez. U, n. 34655/2005 Donati e altri precedenti citati)
La pronuncia richiama principi consolidati sulla "identità ontologica" del fatto (corrispondenza di condotta, evento, nesso causale, circostanze di tempo, luogo e persona) come criterio per riconoscere il conflitto positivo di competenza e ribadisce che la risoluzione deve seguire le regole di competenza del codice, non la mera priorità procedurale.
Massime di principio
- Il conflitto positivo di competenza sussiste quando in sedi diverse si procede contro la stessa persona per lo stesso fatto inteso nella sua identità ontologica (condotta, evento, nesso causale, tempo, luogo, persona), anche se la qualificazione giuridica differisce.
- La valutazione dell'identità del fatto richiede un confronto sistematico delle imputazioni, non basato sulla mera denominazione giuridica (es. furto vs ricettazione), ma sulla corrispondenza storico-naturalistica della condotta e delle circostanze.
- Quando ricorre conflitto positivo, la decisione non può fondarsi sulla priorità temporale del procedimento: si applicano le norme ordinarie di competenza (es. art. 8 c.p.p. per il luogo di consumazione) per concentrare i procedimenti davanti al giudice competente.
- La rimessione degli atti alla Corte di legittimità ai sensi dell'art. 30 c.p.p. è la procedura per risolvere la stasi determinata dal conflitto; l'assenza di osservazioni da parte dell'altro ufficio non pregiudica la decisione.
- La regola sul ne bis in idem non sostituisce il meccanismo dei conflitti di competenza: la concentrazione dei procedimenti evita contrasti tra giudicati e tutela il corretto esercizio della giurisdizione.
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