Sentenza n. 779/2026 - Salerno, Sezione 2
per l’accesso mediante visione ed estrazione di copia conforme all’originale, ai sensi degli artt. 22 e ss. della L. n. 241/1990, “del certificato di destinazione d’uso dei locali presuntivamente rilasciata in data 05.12.2006”.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego tacito sull’istanza di accesso al certificato di destinazione d’uso dei locali, asseritamente rilasciato il 5 dicembre 2006, e agli atti del relativo procedimento
Esito
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il diniego tacito formatosi sull’istanza di accesso, chiedendo l’accertamento del proprio diritto alla visione e all’estrazione di copia del certificato di destinazione d’uso e dei documenti formati nel relativo procedimento. L’accesso era stato richiesto perché il certificato era stato prodotto dal controinteressato in precedenti giudizi tra le parti e la relativa conoscenza era ritenuta necessaria per verificarne l’esistenza e la veridicità, in funzione della tutela giudiziale dei propri interessi e diritti, anche nell’ambito di un giudizio pendente davanti al Consiglio di Stato. Il controinteressato ha contestato l’ammissibilità e la fondatezza della domanda, deducendo l’assenza di una dimostrazione concreta e attuale della necessità difensiva: il certificato sarebbe già conoscibile attraverso il fascicolo del giudizio di primo grado, l’incidenza della documentazione sulla difesa non sarebbe stata specificamente argomentata e l’accesso sarebbe stato utilizzato per contestare la posizione urbanistica del vicino, trasformandosi in un controllo generalizzato sull’operato comunale.
La decisione
Il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, rilevando che il Comune, durante la pendenza del giudizio, aveva comunicato il ritrovamento del certificato e aveva invitato il ricorrente a recarsi presso gli uffici per la visione e l’estrazione di copia. Il ricorrente ha poi depositato il verbale di rilascio della documentazione e, in camera di consiglio, ha dichiarato che tutta la documentazione richiesta era stata esibita. L’interesse sostanziale all’accesso è stato quindi integralmente soddisfatto mediante il comportamento spontaneo dell’amministrazione, rendendo non più necessaria una pronuncia giudiziale sulla domanda di accesso. Le spese sono state compensate, in considerazione delle concrete modalità di svolgimento della vicenda e dell’esibizione documentale intervenuta in corso di causa.
Norme richiamate
artt. 22 ss. l. 241/1990
per l’accesso mediante visione ed estrazione di copia conforme all’originale
La domanda di accesso agli atti è stata proposta ai sensi della disciplina generale dell’accesso documentale; la sentenza non ha esaminato nel merito i relativi presupposti, poiché l’esibizione intervenuta in corso di causa ha fatto venir meno l’interesse alla decisione.
Massime di principio
- La cessazione della materia del contendere deve essere dichiarata quando, durante la pendenza del giudizio, l’amministrazione adotta spontaneamente un comportamento o un provvedimento favorevole che realizza integralmente l’interesse sostanziale perseguito dal ricorrente, facendo venir meno la necessità di una pronuncia giudiziale.
- Nelle controversie sull’accesso, l’esibizione integrale della documentazione richiesta da parte dell’amministrazione durante il giudizio determina la cessazione della materia del contendere, purché il ricorrente riconosca che l’interesse all’ostensione è stato completamente soddisfatto.
- In caso di cessazione della materia del contendere per esibizione sopravvenuta dei documenti, la compensazione delle spese può essere disposta valutando concretamente le modalità e la tempistica della condotta dell’amministrazione e dello svolgimento della controversia.
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