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Cassazione Civile, Ordinanza n. 33685/2022 del 16/11/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (società)

La controversia

La controversia nasce da un avviso di accertamento TOSAP per l'anno 2009, relativo all'occupazione abusiva di suolo pubblico in relazione agli stalli ubicati nelle cosiddette "zone blu". La società aveva impugnato l'atto sostenendo di svolgere solo la gestione delle aree di sosta in base a un contratto di servizio con il Comune, senza assumere la qualità di concessionaria del suolo pubblico e senza quindi realizzare il presupposto impositivo della tassa. In primo grado il ricorso era stato accolto; in appello il Comune aveva dedotto la violazione degli artt. 38, comma 1, 39 e 49, comma 1, lett. a), del d.lgs. n. 507 del 1993, sostenendo che la società fosse una concessionaria e dunque soggetto passivo della TOSAP, e che non operasse l'esenzione prevista per gli enti pubblici. La Commissione tributaria regionale aveva invece rigettato l'appello, ritenendo che la società fosse una mera sostituta del Comune e che l'unico occupante del suolo pubblico fosse il Comune stesso. Il Comune ha quindi proposto ricorso per cassazione con un unico motivo ex art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c., denunciando falsa applicazione delle norme sulla TOSAP e sostenendo che la CTR avesse applicato erroneamente i requisiti dell'imposizione e una non dovuta esenzione; la società intimata non si è costituita in cassazione.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso del Comune. Ha ritenuto che il motivo fosse privo di autosufficienza perché il ricorrente non aveva adeguatamente allegato e illustrato gli elementi di fatto e la documentazione necessari a dimostrare che la società non fosse una semplice appaltatrice del servizio di gestione della sosta, ma una concessionaria del servizio e quindi soggetto passivo della TOSAP. In particolare, il Comune non aveva prodotto né il contratto né la convenzione richiamati a sostegno della propria tesi, sicché non era possibile verificare la natura del rapporto tra le parti e il presupposto impositivo invocato. Nulla è stato disposto sulle spese, perché la società intimata non si è costituita. È stato inoltre dato atto, ai sensi dell'art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002, della sussistenza dei presupposti per l'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c.

    La censura di violazione o falsa applicazione di legge è scrutinabile solo se il motivo è specifico, completo e riferito alla decisione impugnata, nel rispetto dell'onere di autosufficienza del ricorso per cassazione.

  • artt. 38, comma 1; 39; 49, comma 1, lett. a), d.lgs. n. 507 del 1993

    Sono le disposizioni invocate per sostenere la soggezione a TOSAP e l'asserita insussistenza dell'esenzione; la Corte non entra nel merito della loro applicazione perché dichiara inammissibile il motivo.

  • art. 49, comma 1, lett. a), d.lgs. n. 507 del 1993

    Prevede l'esenzione per le occupazioni effettuate, tra gli altri, dallo Stato, dalle regioni, dalle province, dai comuni e loro consorzi; il ricorrente sosteneva che tale esenzione non spettasse alla società.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002

    La Corte dà atto dei presupposti processuali per il versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato da parte del ricorrente principale.

  • art. 13, comma 1-bis, d.P.R. n. 115 del 2002

    Richiamato in collegamento con il raddoppio del contributo unificato dovuto in caso di definizione negativa del ricorso.

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione deve contenere motivi specifici, completi e riferiti alla decisione impugnata; la mera deduzione della violazione di legge non basta se non è sorretta da un'adeguata esposizione dei fatti e delle ragioni di censura.
  • Chi invoca la tassazione per occupazione di suolo pubblico deve allegare e illustrare in modo puntuale i fatti costitutivi del presupposto impositivo, compresa la natura del rapporto in base al quale il soggetto utilizza l'area pubblica.
  • Quando la pretesa impositiva o la sua contestazione dipendono dal contenuto di un contratto o di una convenzione, il ricorrente deve produrre e indicare specificamente i documenti su cui fonda la censura; in difetto, il motivo è inammissibile per difetto di autosufficienza.
  • L'asserita qualità di concessionario o di semplice appaltatore del servizio rileva ai fini dell'individuazione del soggetto passivo della TOSAP, ma tale qualificazione deve risultare dagli atti richiamati e prodotti in giudizio.

Come è indicizzato

MaterieContenzioso tributarioRicorso per cassazione
RamiTributiProcesso civile
IstitutiOnere della prova

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