Sentenza n. 945/2026 - Venezia, Sezione 1
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Treviso, Sezione Lavoro, che aveva riconosciuto il diritto alla Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente per gli anni scolastici 2019/2020-2023/2024
Esito
Favorevole al resistente (ministero)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La ricorrente ha proposto un giudizio di ottemperanza per ottenere l'esatta esecuzione della sentenza n. 438/2024 del Tribunale di Treviso, passata in giudicato, che aveva accertato il suo diritto all'assegnazione della Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente, del valore annuo di 500 euro, per cinque anni scolastici, con conseguente riconoscimento di 2.500 euro da erogare tramite il sistema della Carta elettronica. Deduceva l'inerzia del Ministero, nonostante la notificazione della sentenza l'11 dicembre 2024 e il decorso del termine di 120 giorni previsto dall'art. 14 del d.l. n. 669/1996. Chiedeva l'attivazione della Carta con accredito dell'importo riconosciuto e la nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriore inerzia. Nel corso del giudizio, il difensore ha dichiarato che la ricorrente aveva ottenuto il pagamento delle somme e ha chiesto la declaratoria di cessazione della materia del contendere, con compensazione delle spese.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a. La dichiarazione del difensore, resa prima della camera di consiglio, attestava il venir meno dell'interesse alla pronuncia, ma non era accompagnata dalla prova dell'effettiva soddisfazione del credito né dell'epoca del pagamento mediante emissione della Carta elettronica. Per tale ragione il giudice ha pronunciato l'improcedibilità, anziché la cessazione della materia del contendere, che presupponeva una verifica dell'integrale soddisfazione della pretesa. Il Collegio ha inoltre rilevato che la richiesta di compensazione manifestava il disinteresse della ricorrente a una decisione sulle spese fondata sulla soccombenza virtuale. Pertanto non ha disposto nulla sulle spese di lite; il contributo unificato è rimasto a carico della ricorrente. La mancata costituzione del Ministero ha impedito ogni diversa regolazione delle spese.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse
La sopravvenuta carenza di interesse, anche dichiarata dalla parte ricorrente prima della decisione, impone una pronuncia di rito di improcedibilità.
art. 14 d.l. 31 dicembre 1996, n. 669, convertito dalla l. 28 febbraio 1997, n. 30
termine di 120 giorni previsto per l'esecuzione forzata nei confronti di Pubbliche Amministrazioni
La disposizione è richiamata dalla ricorrente quale presupposto per l'attivazione dell'esecuzione nei confronti del Ministero, ma non è oggetto di una decisione di merito.
art. 1, comma 121, l. 13 luglio 2015, n. 107
Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado
È la base normativa del diritto alla Carta elettronica riconosciuto nella sentenza del giudice ordinario della cui esecuzione era stata chiesta l'ottemperanza.
Massime di principio
- In applicazione del principio della domanda, la parte ricorrente può rinunciare alla pronuncia sul merito dichiarando, tramite il difensore, il sopravvenuto venir meno dell'interesse ad agire fino al momento in cui la causa è trattenuta in decisione; il giudice deve allora dichiarare l'improcedibilità, non potendo sostituirsi alla parte nella valutazione della permanenza dell'interesse.
- La cessazione della materia del contendere richiede la dimostrazione dell'integrale soddisfazione della pretesa azionata; la mera dichiarazione della parte di avere ricevuto quanto dovuto, priva di prova dell'effettivo pagamento e della sua collocazione temporale, giustifica la declaratoria di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse.
- La dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse può riguardare anche la regolazione delle spese: se la parte chiede espressamente la compensazione e il resistente non si è costituito, il giudice può non disporre sulle spese, lasciando il contributo unificato a carico della parte ricorrente.
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