Cassazione Penale, Sentenza n. 24366/2023 del 07/06/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti proponevano ricorso per cassazione avverso la conferma in appello della condanna per disastro ambientale (art. 449 c.p. in relazione all'art. 434 c.p.) relativa allo sversamento di sostanze inquinanti nella Darsena Servizi di Porto Torres (fino al 19/01/2011). I motivi erano nove e vertono, in sintesi, su: 1) violazione del principio di correlazione accusa-sentenza perché la sentenza avrebbe ritenuto l'inquinamento della matrice aria quando l'imputazione riguardava solo il mare; 2) omessa o erronea valutazione di prova decisiva (relazione tecnica Colombo/Dragoni) e travisamento dei dati circa la correlazione benzene acqua/aria; 3) errata applicazione degli artt. 40 cpv., 434 e 449 c.p. e carenza di prova della posizione di garanzia e del nesso causale rispetto alle omissioni; 4) insufficiente motivazione sulla riferibilità della contaminazione alla Syndial e sui dati tecnici (barriera idraulica, fonti della contaminazione); 5) mancata acquisizione di prove richieste in appello circa iniziative poste in essere dai ricorrenti dopo le segnalazioni; 6-8) censure analoghe e specifiche sulle singole posizioni di Saggese, Papate e Cappellazzo (temporaneità degli incarichi, poteri di spesa e responsabilità concrete); 9) vizio sulle statuizioni civili per assenza di prova di danno eccessiva delle provvisionali.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi: ha ritenuto infondati i motivi principali (in particolare il primo, il terzo, il sesto e il nono) e inammissibili gli altri (secondo, quarto, quinto, settimo e ottavo). La Corte ha confermato la valutazione dei giudici di merito sulla riconducibilità della contaminazione alla Syndial e sulla prevedibilità/prevenibilità del disastro in relazione ai ruoli, alle attribuzioni e alle omissioni dei ricorrenti; ha ritenuto legittima la ricostruzione che ha collegato l'inquinamento delle acque alla contaminazione dell'aria per la volatilità del benzene; ha escluso che vi sia stata indebita mutazione del fatto oggetto d'accusa o pregiudizio del diritto di difesa; ha affermato che in sede di cassazione non sono ammesse nuove valutazioni di merito sulle prove né la rinnovazione istruttoria richiesta, salvo il caso di manifeste lacune nella motivazione che qui non sussistevano. Conseguentemente i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e al rimborso delle spese delle parti civili come liquidato.
Norme richiamate
art. 449 cod. pen. (disastro ambientale)
La Corte conferma che il reato richiede la produzione di un pericolo per la pubblica incolumità derivante da un evento ambientale; tale pericolo può essere accertato anche sulla base di ragionamenti logici e massime di esperienza e non necessariamente dal superamento di indici normativi vincolanti
art. 434 cod. pen. (getto pericoloso di cose)
Richiamato in rapporto al disastro ambientale quale fattispecie collegata allo sversamento di sostanze inquinanti; la Corte ha valutato la sussistenza del nesso causale tra condotte omissive dei responsabili e la persistenza dell'inquinamento
art. 521 co. 2 e art. 522 co. 1 cod. proc. pen. (correlazione imputazione-sentenza)
La Corte ribadisce che la violazione sussiste solo se vi è trasformazione radicale del fatto tale da impedire la difesa; la diversa qualificazione o il riferimento a matrici ambientali connesse (aria vs mare) non configura mutamento se l'imputato ha potuto difendersi sul materiale probatorio relativo
art. 40 cod. pen. (posizione di garanzia), cpv.
La posizione di garanzia può derivare da specifici ruoli, attribuzioni e doveri organizzativi: la Corte ha ritenuto che dai documenti di servizio e dagli ordini di servizio emergessero compiti idonei a configurare obblighi di attivazione e vigilanza
art. 603 cod. proc. pen. (integrazione istruttoria in giudizio abbreviato)
Nel giudizio abbreviato la facoltà di integrazione dell'istruttoria è limitata: la mancata acquisizione di prove sopravvenute è sindacabile in cassazione solo se emergono manifeste lacune, illogicità o contraddizioni nella motivazione del giudice di merito, circostanza non riscontrata qui
d.lgs. 152/2006 art. 311 e art. 185 cod. pen. (aspetti civili e danno ambientale)
La Corte ha ritenuto legittima la liquidazione di provvisionali e del risarcimento per danni patrimoniali e non patrimoniali degli enti locali e delle associazioni, riconoscendo che possono configurarsi danni diversi da quello ambientale e che la quantificazione in sede penale è discrezionale
d.lgs. 81/2008 e d.lgs. 155/2010 (richiamati in discussione tecnica)
Discussi dalle parti per individuare i limiti di riferimento per la valutazione del rischio da benzene; la Corte ha precisato che l'accertamento del pericolo per l'incolumità pubblica non richiede necessariamente il richiamo a specifici limiti normativi del settore ma può fondarsi su valutazioni tecniche e di esperienza
Massime di principio
- Il principio di corrispondenza tra accusa e sentenza è violato solo se vi è una trasformazione radicale del fatto che impedisca di esercitare la difesa; variazioni nella qualificazione giuridica o l'ulteriore evidenziazione di effettistiche connesse non implicano automaticamente nullità se il materiale probatorio era noto e dibattuto
- In sede di cassazione non è consentita la rinnovazione della valutazione delle prove di merito né una diversa lettura degli elementi istruttori, salvo che emergano lacune manifeste, illogicità o contraddizioni nella motivazione del giudice di merito
- La posizione di garanzia può derivare da ruoli, ordini di servizio e attribuzioni interne: responsabilità omissive possono essere riconosciute se è dimostrabile che il soggetto, per funzioni e competenze, poteva e doveva attivarsi per impedire o mitigare il rischio
- L'accertamento del pericolo per la pubblica incolumità in reati ambientali può fondarsi anche su ragionamenti logici, massime di esperienza e valutazioni tecniche aggregate; non è sempre necessario il riferimento al superamento di precisi limiti normativi per qualificare il rischio
- Nei procedimenti con giudizio abbreviato la richiesta di acquisizione di prove in appello è soggetta a limiti: l'omessa acquisizione è sindacabile in cassazione solo in presenza di effettive lacune o manifeste illogicità nella motivazione impugnata
- Le associazioni, gli enti locali e altri soggetti collettivi possono chiedere e ottenere risarcimenti per danni patrimoniali e non patrimoniali derivanti da disastri ambientali; le provvisionali concesse in sede penale sono discrezionali e la loro entità non è sindacabile in cassazione
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 7 giu 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 24353/2023 del 07/06/2023
- Sentenza penale · 7 giu 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 24355/2023 del 07/06/2023
- Sentenza penale · 7 giu 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 24356/2023 del 07/06/2023
- Sentenza penale · 7 giu 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 24357/2023 del 07/06/2023
- Sentenza penale · 7 giu 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 24358/2023 del 07/06/2023
- Sentenza penale · 7 giu 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 24359/2023 del 07/06/2023
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →