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Sentenza

Sentenza n. 520/2026 - L'aquila, Sezione 1

per l'annullamento - del decreto del 24 marzo 2023, rep. 329/2023, prot. n. 36553, con il quale il Rettore dell’Università degli Studi dell’Aquila ha approvato la selezione di cui ai decreti rettorali n. 1379/2022 del 15 dicembre 2022, prot. n. 144106, e n. 20/2023 del 9 gennaio 2023, prot. n. 2554, recanti “Bando di selezione per l’ammissione ad anni di corso successivi al primo per i corsi di laurea di Area Medica e di Area Sanitaria a.a. 2022/2023”; - di ogni altro atto connesso, preordinato e conseguente, in particolare di quelli relativi alla prova scritta della procedura selettiva, svoltasi in data 10 marzo 2023.

Giustizia amministrativa202300179

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Abruzzo - L'Aquila, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: decreto rettorale di approvazione della selezione per l'ammissione ad anni di corso successivi al primo nei corsi di laurea di Area Medica e di Area Sanitaria, nonché gli atti della prova scritta

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (università)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Le ricorrenti hanno impugnato il decreto rettorale del 24 marzo 2023, con cui l'Università degli Studi dell'Aquila ha approvato la selezione disciplinata dai bandi relativi all'ammissione ad anni di corso successivi al primo per i corsi di laurea di Area Medica e di Area Sanitaria, nonché gli atti connessi, in particolare quelli relativi alla prova scritta del 10 marzo 2023. Il testo non espone i motivi di illegittimità dedotti nel ricorso. Successivamente, con memoria del 25 marzo 2026, le ricorrenti hanno dichiarato di non avere più interesse alla decisione.

La decisione

Il TAR ha preso atto della dichiarazione espressa delle ricorrenti di non avere più interesse alla decisione, intervenuta prima che la causa fosse trattenuta in decisione. Ha ritenuto che, in applicazione del principio dispositivo in senso ampio, il ricorrente disponga dell'azione fino a tale momento e possa rinunciare alla decisione dichiarando il sopravvenuto difetto di interesse. In assenza di repliche o diverse richieste delle controparti, il giudice non può decidere il merito né sostituirsi alla parte nella valutazione dell'interesse ad agire, ma deve dichiarare l'improcedibilità del ricorso. Le spese di lite sono state compensate per giusti motivi.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.

    La disposizione è richiamata quale fondamento della declaratoria di improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamato dal giudice nel quadro processuale della decisione.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato in relazione alla trattazione della causa nell'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato.

Massime di principio

  • Quando il ricorrente dichiara espressamente di non avere più interesse alla decisione prima che la causa sia trattenuta in decisione, il giudice amministrativo deve dichiarare l'improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse, salvo diverse richieste delle altre parti.
  • Nel processo amministrativo, il principio dispositivo in senso ampio attribuisce al ricorrente la disponibilità dell'azione fino al momento in cui la causa è trattenuta in decisione; il giudice non può procedere d'ufficio nel merito né sostituirsi alla parte nella valutazione dell'interesse ad agire quando questa abbia manifestato di non voler più ottenere una decisione.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

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