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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 4223/2023 del 01/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione contro la conferma, in appello, della condanna per il reato di favoreggiamento aggravato dell'immigrazione clandestina (d.lgs. n.286/1998, art.12): il ricorrente ha dedotto vizi relativi alla prova della clandestinità delle persone trasportate, alla qualificazione giuridica del fatto (richiesta di riqualificazione nella fattispecie meno grave prevista dall'art.12, comma 5‑bis), alla sussistenza dell'aggravante di cui all'art.12, comma 3, lett. a) e al diniego delle circostanze attenuanti generiche. La sentenza impugnata aveva confermato che l'imputato, in concorso con altri, organizzava e trasportava stranieri irregolari dietro corrispettivo, usando documenti contraffatti, ospitandoli presso il proprio domicilio; rilevanti intercettazioni, accertamenti di polizia e materiale sequestrato (taccuini contabili, foto, documenti, presenza di stranieri, cointestazione conto corrente) sono stati ritenuti idonei a provare la partecipazione e la consapevolezza dell'imputato.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso infondato e lo ha respinto. È stata confermata la condanna inflitta in primo grado e in appello: reato di favoreggiamento aggravato dell'immigrazione clandestina con aggravanti (uso di documenti contraffatti, numero delle persone e finalità di profitto), pena complessiva determinata in anni quattro e mesi sette di reclusione e multa di euro 83.334 (con interdizione dai pubblici uffici per 5 anni), nonché il rigetto delle richieste di riqualificazione del fatto, di esclusione delle aggravanti e di riconoscimento delle attenuanti generiche. La Corte ha ritenuto legittima la valutazione probatoria basata su intercettazioni, attività di osservazione/pedinamento e materiale sequestrato; ha ribadito i limiti del sindacato in sede di legittimità (specialmente in presenza di doppia conforme) e ha confermato la valutazione negativa sulla concessione delle attenuanti per assenza di resipiscenza ed elementi positivi. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali conformemente all'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • d.lgs. n.286/1998 (Testo unico sull'immigrazione), art.12

    art.12, commi 1, 3, 3-bis, 3-ter, 5-bis

    Le circostanze indicate nel comma 3 del'art.12 sono qualificati come aggravanti del reato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina; l'uso di documenti contraffatti, l'ingresso/permamenza di cinque o più persone e l'agire al fine di trarne profitto aggravano la responsabilità. La Corte ha applicato tali aggravanti ritenendo provata la finalità di lucro e l'utilizzo di documenti falsi.

  • d.l. n.137/2020, art.23

    art.23 d.l. n.137 del 2020

    Norma richiamata per la procedura di deposito delle conclusioni scritte del Pubblico ministero e del difensore; utilizzata per registrare le conclusioni nella fase di cassazione.

  • codice di procedura penale, art.606

    art.606, comma 1, lett. b) ed e)

    Disposizioni indicate come fondamento dei motivi di cassazione (vizio di motivazione e travisamento della prova, erronea applicazione della legge penale). La Corte ha ritenuto i motivi riferibili a ricostruzioni di merito non ammissibili in cassazione ove non emergano macroscopici travisamenti provatori.

  • disp. att. cod. proc. pen., art.173

    art.173 disp. att. cod. proc. pen.

    Richiamato per i limiti di riproduzione dei motivi nel ricorso per cassazione; il ricorso è stato recepito nei limiti di tale disposizione.

  • codice penale, art.133

    Principi relativi alle circostanze attenuanti generiche: il giudice del merito valuta la loro sussistenza come fatto e la motivazione è insindacabile se non contraddittoria. Qui la Corte ha ritenuto assenti gli elementi positivi/di resipiscenza necessari per concederle.

  • codice di procedura penale, art.616

    Norma richiamata per la condanna alle spese di lite a seguito del rigetto del ricorso per cassazione.

Massime di principio

  • In presenza di una "doppia conforme" (conferma della condanna da parte di primo grado e appello) il sindacato della Corte di Cassazione sui fatti è molto limitato: per ottenere l'annullamento è necessario provare un travisamento della prova evidente e dimostrabile mediante atti specificamente indicati che siano decisivi.
  • Prove come intercettazioni telefoniche, rapporti e attività di osservazione/pedinamento, nonché materiali sequestrati (taccuini contabili, foto, documenti, presenza di stranieri in casa, rapporti bancari) possono concorrere a dimostrare la consapevolezza e la partecipazione all'attività di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.
  • L'aggravante ex art.12, comma 3 (uso di documenti contraffatti, numero elevato di persone, finalità di profitto) si applica quando emerge dalla prova che l'attività è organizzata, rivolta al lucro e ha impiegato mezzi falsificatori o ha favorito un numero rilevante di persone.
  • La richiesta di riqualificazione del fatto in una fattispecie meno grave richiede elementi probatori idonei a mutare la valutazione dei fatti; in assenza di tale prova la mera possibilità alternativa di ricostruzione non è sufficiente in cassazione.
  • Il riconoscimento delle attenuanti generiche dipende dalla presenza di elementi positivi o di resipiscenza valutati dal giudice del merito; la loro assenza giustifica il diniego e tale valutazione è difficilmente censurabile in sede di legittimità.
  • Per efficacemente impugnare una condanna in Cassazione occorre indicare con precisione atti o elementi documentali che dimostrino il travisamento probatorio in modo netto, e non limitarsi a una diversa rivalutazione dei fatti già discussi nei gradi di merito.

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