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Sentenza

Sentenza n. 704/2026 - L'aquila, Sezione 1

per l'ottemperanza DEL GIUDICATO formatosi sulla sentenza n. 485/2024 del Tribunale di Teramo, Sezione Lavoro, pubblicata in data 11.09.2024 riguardante Bonus Carta Elettronica Docente.

Giustizia amministrativa202500589

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Abruzzo, Sez. ISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: inerzia del Ministero nell'esecuzione della sentenza del Tribunale di Teramo, Sezione Lavoro, n. 485/2024, che aveva riconosciuto il diritto della docente al beneficio della Carta elettronica del docente per le annualità indicate in ricorso, per complessivi 1.000 euro

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha proposto ricorso per ottemperanza ai sensi dell'art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a., deducendo che la sentenza del Tribunale di Teramo, Sezione Lavoro, pubblicata l'11 settembre 2024 e passata in giudicato, aveva accertato il suo diritto, in relazione ai contratti a tempo determinato, al beneficio annuo di 500 euro previsto per l'aggiornamento e la formazione del personale docente, e aveva condannato il Ministero a erogare un buono elettronico per complessivi 1.000 euro oltre alle spese processuali. La sentenza era stata notificata al Ministero il 13 settembre 2024 per l'esecuzione e, secondo la ricorrente, era inutilmente decorso il termine di 120 giorni per l'esecuzione forzata nei confronti delle pubbliche amministrazioni. Ha chiesto l'attuazione del giudicato, il pagamento delle somme dovute con accessori e la nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriore inerzia. Il Ministero si è costituito con atto di stile. Prima della decisione, la ricorrente ha dichiarato di avere ottenuto integralmente il beneficio, chiedendo la cessazione della materia del contendere e insistendo per le spese.

La decisione

Il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, rilevando che la ricorrente aveva attestato l'integrale soddisfazione della pretesa e che il Ministero aveva quindi ottemperato al giudicato. Non ha disposto la nomina del commissario ad acta né ulteriori misure esecutive, essendo venuta meno la necessità di dare attuazione coattiva alla sentenza. Ha posto le spese a carico del Ministero per soccombenza virtuale, poiché l'adempimento è avvenuto solo dopo la proposizione del ricorso; le ha liquidate in 800 euro, oltre accessori di legge, con distrazione in favore dei difensori dichiaratisi antistatari. L'importo è stato ridotto del 50% in ragione della natura seriale del contenzioso e dello scaglione fino a 1.000 euro.

Norme richiamate

  • art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a.

    l’istante agisce in ottemperanza ai sensi dell’art. 112 comma 2 lett. c) del c.p.a. per conseguire l’attuazione della sentenza del Tribunale di Teramo, in funzione di giudice del lavoro, indicata in epigrafe

    La disposizione è richiamata quale base dell'azione di ottemperanza diretta a ottenere l'attuazione del giudicato.

  • art. 1 l. 107/2015

    recante accertamento del diritto della ricorrente, in relazione ai contratti stipulati a tempo determinato, di usufruire del beneficio economico di euro 500,00 annui tramite la c.d. “carta elettronica” per l’aggiornamento e la formazione del personale docente, di cui all’art. 1, L. n. 107/2015

    La disposizione è indicata come fonte del beneficio della Carta elettronica del docente riconosciuto dal giudicato, la cui integrale erogazione ha determinato la cessazione della materia del contendere.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, l'integrale soddisfazione della pretesa azionata, intervenuta prima della decisione, determina la cessazione della materia del contendere.
  • Se l'amministrazione adempie al giudicato soltanto dopo la proposizione del ricorso per ottemperanza, la soccombenza virtuale giustifica la sua condanna alle spese del giudizio.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di liteEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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