Sentenza n. 4369/2026 - Napoli, Sezione 3
per l’ottemperanza al giudicato discendente dalle sentenze n. 78520/2010 del 22 novembre 2010 emessa dal Giudice di Pace di Napoli, n. 36247/2013 del 22 ottobre 2013 emessa dal Giudice di Pace di Napoli e n. 776/2017 del 20 gennaio 2017 emessa dal Tribunale di Napoli.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl TAR ha preso atto della dichiarazione del ricorrente e ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, non essendo più necessario esaminare la domanda di ottemperanza. In considerazione dell'andamento complessivo della vicenda contenziosa e del comportamento processuale delle parti, ha disposto l'integrale compensazione delle spese processuali. Il contributo unificato è rimasto a carico del ricorrente.
Atto impugnato: Giudicato discendente da tre sentenze del Giudice di Pace di Napoli e del Tribunale di Napoli, fatto valere mediante ricorso per ottemperanza
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente aveva promosso un giudizio di ottemperanza ai sensi dell'art. 114 c.p.a. per ottenere l'esecuzione del giudicato discendente dalle sentenze n. 78520/2010 del Giudice di Pace di Napoli, n. 36247/2013 del Giudice di Pace di Napoli e n. 776/2017 del Tribunale di Napoli. Nel corso del giudizio, con dichiarazione depositata il 15 dicembre 2025, ha dichiarato il venir meno dell'interesse all'ulteriore coltivazione del ricorso.
Norme richiamate
art. 114 c.p.a.
La disposizione costituisce la base processuale del giudizio di ottemperanza, ma la sopravvenuta carenza di interesse dichiarata dal ricorrente impedisce la prosecuzione dell'esame della domanda.
Massime di principio
- La dichiarazione del ricorrente di sopravvenuta cessazione dell'interesse alla coltivazione del giudizio determina l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse, senza necessità di esaminare nel merito la domanda proposta.
- In caso di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse, il giudice può compensare integralmente le spese quando sussistano giusti e particolari motivi desunti dall'andamento della controversia e dal comportamento processuale delle parti.
Come è indicizzato
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