Ordinanza n. 103/2026 - Potenza, Sezione 1
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: permesso di soggiorno per motivi di giustizia, qualificato come permesso per casi speciali, emesso dalla Questura
Esito
Favorevole al resistente (ministero)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il titolo di soggiorno emesso dalla Questura, chiedendone l’annullamento previa sospensione cautelare. Dalla motivazione dell’ordinanza emerge che la controversia riguarda il presupposto per il rilascio del permesso di soggiorno per casi speciali previsto dall’art. 18-ter del d.lgs. n. 286/1998. Il ricorrente sosteneva, in sostanza, che tale istituto potesse essere attivato anche in presenza di una fattispecie delittuosa diversa da quella espressamente indicata dalla norma, mediante assimilazione ermeneutica ad altre ipotesi di reato.
La decisione
Il TAR ha respinto la domanda cautelare. A un sommario esame, ha ritenuto insussistente il fumus boni iuris, condividendo la valutazione della Questura secondo cui non risultava integrato il fondamentale presupposto dell’art. 18-ter del d.lgs. n. 286/1998, ossia la commissione, in danno del lavoratore straniero, del reato previsto dall’art. 603-bis c.p. Il giudice ha inoltre escluso che le condizioni di attivazione dell’istituto potessero essere ampliate in via interpretativa mediante l’assimilazione di tale reato ad altre fattispecie delittuose. È stato ritenuto insussistente anche il periculum in mora, poiché il ricorrente risultava comunque titolare di un valido titolo che legittimava la sua permanenza nel territorio dello Stato. Le spese della fase cautelare sono state compensate.
Norme richiamate
art. 18-ter d.lgs. n. 286/1998
permesso di soggiorno per "Casi Speciali"
Il rilascio del permesso per casi speciali richiede, secondo la valutazione cautelare del TAR, la sussistenza del presupposto specifico costituito dalla commissione, in danno del lavoratore straniero, del reato previsto dall’art. 603-bis c.p.; tale presupposto non può essere esteso in via ermeneutica a fattispecie delittuose diverse.
art. 603-bis c.p.
reato di cui all’art. 603-bis cod. pen.
La fattispecie incriminatrice costituisce, nel caso esaminato, il presupposto tipico per l’attivazione del permesso di soggiorno per casi speciali previsto dall’art. 18-ter d.lgs. n. 286/1998.
art. 55 c.p.a.
domanda di sospensione dell’esecuzione del provvedimento impugnato
La tutela cautelare è stata valutata verificando sommariamente il fumus boni iuris e il pregiudizio grave e irreparabile.
Massime di principio
- Ai fini del rilascio del permesso di soggiorno per casi speciali previsto dall’art. 18-ter del d.lgs. n. 286/1998, il presupposto della commissione, in danno del lavoratore straniero, del reato previsto dall’art. 603-bis c.p. ha carattere specifico e non può essere ampliato in via interpretativa mediante l’assimilazione ad altre fattispecie delittuose.
- In sede cautelare, il fumus boni iuris è escluso quando l’atto amministrativo abbia correttamente ritenuto mancante il presupposto tipico previsto dalla legge per il rilascio del titolo di soggiorno richiesto.
- Il periculum in mora non è provato quando il ricorrente, pur contestando il titolo oggetto del giudizio, disponga comunque di un valido titolo che legittima la permanenza nel territorio dello Stato.
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