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Sentenza

Sentenza n. 72/2026 - Latina, Sezione 2

accertamento dell'illegittimità del silenzio-inadempimento serbato dal Comune di Latina sull’istanza dei ricorrenti datata 28 gennaio 2025 avente ad oggetto l'accertamento dell'inesistenza del vincolo boschivo e la certificazione di erronea perimetrazione di area boscata ai sensi degli artt. 16, c. 2 e 39, c. 4, lett. a, c. 5 e 6 delle N.T.A. del P.T.P.R. vigente.

Giustizia amministrativa202500593

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Latina, Sez. IISentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio-inadempimento del Comune di Latina sull'istanza di accertamento dell'inesistenza del vincolo boschivo e di certificazione dell'erronea perimetrazione dell'area boscata

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I ricorrenti hanno proposto un'azione avverso il silenzio-inadempimento del Comune di Latina, lamentando la mancata decisione sull'istanza del 28 gennaio 2025 diretta all'accertamento dell'inesistenza del vincolo boschivo e alla certificazione dell'erronea perimetrazione dell'area boscata, ai sensi degli artt. 16, comma 2, e 39, commi 4, lettera a), 5 e 6, delle N.T.A. del P.T.P.R. vigente. Il Comune si è costituito chiedendo il rigetto del ricorso. Nelle more del giudizio, ha depositato la nota del 16 ottobre 2025, comunicata al difensore dei ricorrenti, con la quale ha espresso il proprio orientamento sull'istanza, ritenendo correttamente apposto, valido ed efficace il vincolo boschivo.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. La nota comunale del 16 ottobre 2025 ha costituito un provvedimento espresso sull'istanza dei ricorrenti e ha fatto venir meno il silenzio-inadempimento oggetto del giudizio. Secondo il principio consolidato richiamato dal Collegio, nei ricorsi contro il silenzio-inadempimento l'adozione, nelle more del processo, del provvedimento richiesto determina il venir meno dell'utilità della pronuncia sul silenzio e quindi l'improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse, indipendentemente dal fatto che il provvedimento sia favorevole o sfavorevole al ricorrente. Le spese di lite sono state integralmente compensate tra le parti.

Norme richiamate

  • art. 16, comma 2, N.T.A. del P.T.P.R.

    La disposizione è richiamata quale base normativa dell'istanza diretta all'accertamento dell'inesistenza del vincolo boschivo.

  • art. 39, comma 4, lettera a), N.T.A. del P.T.P.R.

    La disposizione è richiamata quale base normativa della richiesta di certificazione relativa alla perimetrazione dell'area boscata.

  • art. 39, commi 5 e 6, N.T.A. del P.T.P.R.

    Le disposizioni sono richiamate quali ulteriori fondamenti normativi dell'istanza dei ricorrenti.

  • art. 35, comma 1, lettera c), c.p.a.

    Richiamato nel provvedimento tra le norme processuali applicabili alla definizione del giudizio.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamato nel provvedimento tra le norme processuali applicabili alla definizione del giudizio.

Massime di principio

  • Nel giudizio proposto contro il silenzio-inadempimento della pubblica amministrazione, l'adozione nelle more del processo di un provvedimento espresso sull'istanza del ricorrente fa venir meno l'interesse alla pronuncia sul silenzio e determina l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse.
  • La sopravvenuta carenza di interesse ricorre quando, dopo la proposizione del ricorso, intervengono fatti che eliminano l'utilità concreta della decisione giurisdizionale; nel giudizio avverso il silenzio, tale effetto consegue all'adozione del provvedimento richiesto, anche se il contenuto del provvedimento è sfavorevole al ricorrente.

Come è indicizzato

MaterieTermini e notificazione del ricorso
RamiProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesse

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