Ordinanza n. 2477/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Ordinanza cautelare del TAR Toscana n. 58/2026, che aveva respinto la domanda cautelare contro la nota di avvio del procedimento di decadenza di due concessioni di suolo pubblico
Esito
Favorevole al ricorrente (operatori commerciali)
Prevale il privato
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato la nota comunale di avvio del procedimento di decadenza di due concessioni di suolo pubblico relative ai posteggi n. 8 e n. 9, ubicate in Via Panicale e facenti parte del Raggruppamento turistico San Lorenzo. L'avvio del procedimento era fondato sull'art. 43, comma 5, del Regolamento per il Commercio del Comune, che prevede la decadenza della concessione nei confronti di chi esercita attività commerciale su suolo pubblico in situazioni di sfruttamento del lavoro nero o mediante forme contrattuali improprie. La disciplina regolamentare non contempla la successiva regolarizzazione dei rapporti quale elemento idoneo a modificare l'esito del procedimento. In sede cautelare, il TAR aveva escluso la sussistenza del periculum in mora, ritenendo che l'operatore interessato potesse continuare l'attività commerciale in forma itinerante, essendo precluso soltanto l'utilizzo del posteggio in concessione. Gli appellanti hanno contestato tale valutazione, evidenziando il legame funzionale tra la concessione del suolo pubblico e l'autorizzazione commerciale di tipo A e i pregiudizi derivanti dalla perdita della sede di esercizio.
La decisione
Il Consiglio di Stato ha accolto l'appello e riformato l'ordinanza cautelare del TAR. Ha ritenuto sussistente il legame di dipendenza funzionale tra la concessione del suolo pubblico e l'autorizzazione commerciale di tipo A, poiché quest'ultima, senza il posteggio mediante il quale l'attività viene esercitata, non potrebbe concretamente operare. Ha inoltre considerato che l'attività commerciale costituisce fonte di sostentamento dell'operatore e della sua famiglia, ravvisando quindi esigenze cautelari meritevoli di tutela. La tutela è stata accordata non mediante una sospensione espressa dell'atto o del procedimento, ma attraverso la sollecita fissazione dell'udienza di merito ai sensi dell'art. 55, comma 10, c.p.a. Le spese del doppio grado sono state compensate.
Norme richiamate
art. 43, comma 5, del Regolamento per il Commercio del Comune di Firenze
“in situazioni di sfruttamento del c.d. “lavoro nero” o con l’utilizzo di forme contrattuali improprie”
La disposizione prevede la decadenza della concessione di suolo pubblico in presenza delle situazioni indicate e non contempla la successiva regolarizzazione quale elemento idoneo a modificare l'esito del procedimento.
art. 55, comma 10, c.p.a.
Consente, nell'ambito della tutela cautelare, la sollecita fissazione dell'udienza di merito; nel caso concreto è stato utilizzato come misura di tutela delle esigenze cautelari degli appellanti.
art. 62 c.p.a.
Richiamato quale disposizione regolatrice dell'appello cautelare.
Massime di principio
- Ai fini della valutazione del periculum in mora, la concessione di un posteggio su suolo pubblico e l'autorizzazione commerciale di tipo A possono presentare un legame di dipendenza funzionale tale per cui la perdita del posteggio incide concretamente sulla possibilità di esercitare l'attività autorizzata, anche se l'operatore conserva in astratto la possibilità di svolgere commercio itinerante.
- La perdita della sede commerciale in concessione può integrare un pregiudizio cautelare rilevante quando l'attività costituisce fonte di sostentamento dell'operatore e della sua famiglia.
- La sollecita fissazione dell'udienza di merito ai sensi dell'art. 55, comma 10, c.p.a. può costituire una forma adeguata di tutela cautelare quando la controversia richiede una rapida definizione, senza necessità di disporre una sospensione immediata dell'atto impugnato.
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