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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18841/2024 del 13/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Ravenna del 12/10/2023 che aveva rigettato l'istanza di riesame avverso il decreto di convalida del sequestro disposto dal GIP, relativo al sequestro urgente del 4/08/2023 per i reati indicati agli artt. 8 d.lgs. n. 74/2000 (emissione di fatture per operazioni inesistenti) e artt. 216 e 223 L. fall. (bancarotta fraudolenta patrimoniale). Il ricorrente propone sei motivi: (1) omessa motivazione sulla tardività della notifica, inutilizzabilità di atti e incompletezza del fascicolo; (2) violazione dei termini di decisione (artt. 324 e 309 c.p.p.) per emissione dell'ordinanza oltre il termine; (3) mancata valutazione della sopravvenuta prescrizione del reato fiscale di cui all'art. 8 d.lgs. 74/2000; (4) inutilizzabilità degli atti d'indagine effettuati dopo il termine massimo previsto dall'art. 407 c.p.p.; (5) illegittima convalida di decreto di sequestro urgente non ancora eseguito (violazione artt. 321 e correlati); (6) insufficiente motivazione circa il nesso eziologico tra beni sequestrati e presunto profitto del reato e contestata attribuzione al ricorrente della disponibilità del conto della Graiani Formaggi s.r.l.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha richiamato il limite di ammissibilità dei ricorsi contro ordinanze in materia di sequestro (solo per violazione di legge e vizi motivazionali radicali) e valutato analiticamente le censure: ha ritenuto generiche molte delle doglianze per mancata indicazione di atti specifici; ha affermato l'irrilevanza, ai fini di nullità, della omessa o tardiva notifica del decreto (producendo solo lo slittamento del termine d'impugnazione); ha escluso l'incompletezza del materiale probatorio trasmesso dalla Procura e quindi l'eventuale lesione del diritto di difesa; ha dichiarato irrilevante la questione della prescrizione rispetto al reato fiscale perché il reato fondante il vincolo è la bancarotta fraudolenta del 26/10/2017, non ancora prescritta; ha ritenuto prospettata in modo sufficiente la riferibilità della società Graiani Formaggi s.r.l. all'indagato in ragione della partecipazione riconducibile a lui; ha chiarito aspetti procedurali: il termine di dieci giorni per il riesame decorre dopo la sospensione feriale salvo rinuncia espressa; la censura sull'art. 407 è generica se non sono indicati gli atti specifici contestati; la richiesta di convalida del sequestro d'urgenza può essere proposta anche prima dell'esecuzione o contestualmente alla medesima; la generica affermazione di estraneità del titolare formale delle somme è indeducibile. Per questi motivi la Corte ha confermato l'ordinanza impugnata e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 8 d.lgs. n. 74/2000

    Norma che punisce l'emissione di fatture per operazioni inesistenti; nella vicenda la Corte ha ritenuto che questo reato non fosse il principale fondamento del sequestro, essendo invece centrale la bancarotta fraudolenta, con conseguente esclusione della questione prescrizionale rispetto al sequestro.

  • art. 216 e art. 223 Legge fallimentare

    Riferiti alla bancarotta fraudolenta patrimoniale; la Corte ha confermato che il reato su cui si fonda il vincolo reale è la bancarotta commessa il 26/10/2017, per la quale non è maturata la prescrizione.

  • art. 407 c.p.p., comma 3

    Prevede limiti temporali per le indagini preliminari e possibili effetti di inutilizzabilità di atti oltre i termini; la Corte ha ritenuto la censura generica e inammissibile in mancanza di indicazione puntuale degli atti contestati.

  • artt. 324 e 309 c.p.p.

    Norme relative ai termini e alle modalità del procedimento di riesame e decisione; la Corte ha ricordato che il termine di dieci giorni per il riesame decorre dopo la sospensione feriale salvo rinuncia espressa, e ha ritenuto infondata la doglianza sul superamento del termine.

  • art. 321 c.p.p.

    Disciplina la convalida e i presupposti del sequestro; la Corte ha ritenuto che il Tribunale abbia adeguatamente motivato il nesso tra beni e reato e la riferibilità delle disponibilità all'indagato, respingendo le censure sul punto.

Massime di principio

  • I ricorsi in Cassazione contro ordinanze in materia di sequestro sono ammessi solo per violazione di legge o vizi motivazionali gravi: censure generiche o non specificate rischiano l'inammissibilità.
  • La tardiva o omessa notifica di un decreto di sequestro non determina automaticamente la nullità del provvedimento; incide solo sul termine di impugnazione dell'interessato.
  • Quando il vincolo reale è fondato su più ipotesi di reato, rileva ai fini della prescrizione il reato effettivamente ritenuto a fondamento del sequestro (quello indicato come causa del vincolo), non ogni reato contestato nella fase istruttoria.
  • Per contestare l'inutilizzabilità di atti ai sensi dell'art. 407 c.p.p. è necessario indicare con precisione quali atti e quando sono stati compiuti; formulazioni generiche impediscono il sindacato di legittimità.
  • La richiesta di convalida del sequestro d'urgenza può essere proposta anche prima o contestualmente all'esecuzione entro i termini previsti (48 ore), e ciò non ne inficia la legittimità.
  • La mera formalità della titolarità di somme o conti (intestazione societaria) non esclude che tali disponibilità possano essere riferite all'indagato se sussistono elementi fattuali che ne dimostrino la riconducibilità.

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