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Ordinanza

Ordinanza n. 223/2026 - Firenze, Sezione 2

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, - del provvedimento Prot. 74934 della Direzione Attività Economiche e Turismo del Comune di Firenze, del 24.02.2026, notificato in data 25.02.2026, che ordina la chiusura dell'esercizio di vicinato e conseguente decadenza del titolo abilitativo all'esercizio di commercio al dettaglio in sede fissa di generi alimentari (mq 143,97) e non alimentari (mq 140) posta in Via Sant'Antonino 9-11 rr di cui alla comunicazione di subingresso n. 10331/2024/suap del 30/09/2024, per sospensione dell'attività oltre il periodo massimo consentito; - nonché di ogni ulteriore provvedimento presupposto, conseguente e comunque connesso, anche se di estremi ignoti.

Giustizia amministrativa202600592

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Toscana - Firenze, Sez. IIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento che ordina la chiusura dell'esercizio di vicinato e dichiara la decadenza del titolo abilitativo per sospensione dell'attività oltre il periodo massimo consentito

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ha impugnato il provvedimento comunale del 24 febbraio 2026, notificato il giorno successivo, con cui è stata disposta la chiusura dell'esercizio di vicinato di generi alimentari e non alimentari e la conseguente decadenza del titolo abilitativo relativo all'attività commerciale, in ragione della sospensione dell'esercizio oltre il periodo massimo consentito. È stata proposta domanda cautelare di sospensione dell'efficacia dell'atto. Dal testo emerge che l'attività è rimasta sospesa per oltre dodici mesi, dal 15 novembre 2024 fino a dicembre 2025, senza riavvio, e che la richiesta di proroga è stata presentata tardivamente, dopo il completamento del periodo rilevante ai fini della decadenza.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare. Ha ritenuto, in sede sommaria, che la sospensione dell'attività abbia superato il limite di dodici mesi e che la richiesta di proroga sia stata presentata tardivamente, quando il periodo massimo era già decorso. Ha inoltre rilevato che la declaratoria di decadenza appare atto vincolato per l'Amministrazione e non sembra avere natura sanzionatoria, derivando dal verificarsi dei presupposti di legge. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la domanda cautelare collegiale; la domanda di sospensione è stata respinta all'esito della valutazione sommaria del fumus e della situazione dedotta.

Massime di principio

  • La decadenza di un titolo abilitativo conseguente alla sospensione dell'attività oltre il periodo massimo previsto dalla legge ha natura vincolata quando risultano integrati i presupposti normativi.
  • La richiesta di proroga presentata dopo il decorso del periodo massimo di sospensione non impedisce, in linea di principio, il perfezionamento della decadenza del titolo abilitativo.
  • La decadenza del titolo abilitativo derivante automaticamente dal superamento del periodo massimo di sospensione non ha carattere sanzionatorio, ma costituisce effetto del verificarsi dei presupposti di legge.

Come è indicizzato

MaterieCommercio e grandi strutture di venditaInvalidità del provvedimento
RamiCommercio e attività produttiveProcedimento amministrativo
IstitutiTutela cautelareDiscrezionalità amministrativa e tecnica

Testo integrale

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