Sentenza del 27/09/2022 n. 28070 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il Comune di Salerno notificava avviso di accertamento ICI per l'anno 2010 relativo a terreni censiti nel territorio comunale, qualificati come aree edificabili e valutati in base alla Delib. Giunta Comunale 23.02.2007 n. 240 al valore di 94,92 Euro/mq; veniva chiesto il pagamento di imposta, sanzioni e interessi (tot. 26.396,00 Euro). La contribuente impugnava l'atto in primo e secondo grado deducendo: (i) difetto parziale di legittimazione passiva in relazione a lotti per i quali era stato trasferito il diritto di superficie a terzi; (ii) illegittima determinazione del valore venale senza verifica del reale valore di mercato e dei vincoli che riducono l'edificabilità; (iii) applicazione di sanzioni e interessi nonostante mancata comunicazione del cambiamento di destinazione urbanistica (art. 31, comma 20 L. 289/2002); (iv) carente o omessa motivazione della decisione di merito.
La decisione
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso. I primi due motivi sono stati giudicati inammissibili per carenze di deduzione e per essere, in sostanza, tentativo di riedizione del merito: la Corte non ha potuto rivalutare la congruità della stima comunale (valore fissato dalla Delibera) in sede di legittimità. Il terzo motivo (mancata comunicazione del cambiamento di destinazione urbanistica) è stato ritenuto infondato perché la mancata comunicazione non è sanzionata automaticamente con l'annullamento dell'atto e non era provato alcun pregiudizio al diritto di difesa. Il quarto motivo (motivazione insufficiente) è stato respinto: la motivazione della Commissione regionale era ritenuta non apparente e sufficiente al minimo costituzionale, avendo indicato che la Delibera comunale riportava motivati e specifici criteri di stima e che il PUC era conoscibile. Conseguentemente il ricorso è stato rigettato, la ricorrente condannata alle spese di giudizio e al versamento eventuale di contributo unificato.
Norme richiamate
D.Lgs. n. 504 del 1992
art. 1, comma 2; art. 3; art. 5, comma 5
Il valore venale degli immobili per la determinazione dell'imposta è riferito ai criteri di cui all'art. 5; la determinazione comunale può essere richiamata quale parametro di riferimento se congrua.
D.Lgs. n. 446 del 1997
art. 58; art. 52; art. 59, comma 1, lett. g)
Modifiche e disposizioni in materia tributaria richiamate a supporto della corretta applicazione delle norme fiscali coinvolte nell'accertamento.
Costituzione
art. 53; art. 111, comma 6
Richiamati principi costituzionali relativi al sistema tributario e al giusto processo; la Corte verifica compatibilità delle garanzie procedurali.
L. n. 289 del 2002
Prevede l'obbligo di comunicazione al contribuente della qualificazione urbanistica quale area edificabile; la mancata comunicazione non determina automaticamente l'invalidità dell'atto se non dimostrato un pregiudizio al diritto di difesa.
D.Lgs. n. 472 del 1997
Norme sul sistema sanzionatorio tributario richiamate con riferimento alla legittimità delle sanzioni applicate.
L. n. 212 del 2000
Richiami alle norme sul procedimento tributario e tutela del contribuente; utilizzate per valutare il rispetto dei principi di buona fede e diritto di difesa.
D.Lgs. n. 546 del 1992
Norme processuali tributarie riguardanti i motivi di ricorso in cassazione e il sindacato di legittimità.
Codice di Procedura Civile
art. 132, comma 1, n. 4; art. 360, comma 1, nn. 3 e 4
Disciplina i motivi di nullità per omesso esame e i vizî di diritto denunciabili in cassazione (violazione di legge e carenza/mancanza di motivazione).
D.P.R. n. 115 del 2002
Previsione del versamento aggiuntivo del contributo unificato nelle ipotesi indicate; la Corte ne dà atto.
D.M. n. 55 del 2014
Parametri per la liquidazione delle spese di giudizio applicati nella sentenza.
Massime di principio
- La determinazione comunale del valore venale (Delibera) è indice rilevante e può essere tenuta come parametro, purché non manifestamente illogica: il giudice di merito valuta la congruità e la Corte di Cassazione non riforma il merito della valutazione se la motivazione non è assente o apparente.
- La mancata comunicazione al contribuente del cambiamento di destinazione urbanistica (art. 31 L. 289/2002) non annulla automaticamente l'accertamento: il contribuente deve dimostrare il concreto pregiudizio al diritto di difesa per ottenere effetti favorevoli.
- Le eccezioni di legittimazione passiva o di fatto devono essere chiaramente dedotte nei gradi di merito e documentate; in Cassazione l'assenza di un preciso sviluppo probatorio o di un chiaro passaggio processuale rende il motivo inammissibile.
- In sede di legittimità non è consentito chiedere una nuova valutazione tecnico-contabile del valore dei beni: contestazioni fondate su valutazioni di fatto o sulla discrezionalità della stima comunale sono improprie e devono essere svolte nei gradi di merito con idonea prova.
- Per contestare sanzioni e interessi è efficace dimostrare l'assenza di conoscibilità dell'atto o il concreto pregiudizio al diritto di difesa; altrimenti la loro applicazione rimane legittima se il provvedimento urbanistico è pubblicamente conoscibile.
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