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Sentenza

Sentenza del 20/09/2017 n. 1980 - Comm. Trib. Reg. per la Toscana

Accertamento imposte - Attività istruttoria - Attività di mero controllo effettuata negli uffici dell'amministrazione finanziaria - Controllo in senso lato - Applicabilità art. 12, comma 7, L. n. 212/2000 - Non sussiste.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La controversia riguarda l'applicabilità del termine di sessanta giorni previsto dall'art. 12, comma 7, della legge n. 212/2000 quando l'Amministrazione finanziaria svolge un'attività di controllo esclusivamente documentale e interna, senza accessi, ispezioni o verifiche presso i locali del contribuente. La Commissione distingue l'accertamento in senso stretto, caratterizzato da attività eseguite nei locali dell'impresa o del professionista, dal mero controllo a tavolino effettuato negli uffici dell'Amministrazione. Rileva inoltre che, in caso di controllo esclusivamente documentale, normalmente non viene redatto un processo verbale di constatazione, rendendo incerta l'individuazione del momento iniziale del termine di sessanta giorni.

La decisione

La Commissione ha ritenuto non pertinente il richiamo all'art. 12, comma 7, della legge n. 212/2000, stabilendo che tale disposizione si applica soltanto quando l'Amministrazione abbia effettuato un accesso, un'ispezione o una verifica presso i locali in cui il contribuente esercita la propria attività. Il termine dilatorio non è quindi applicabile ai controlli meramente documentali svolti presso gli uffici dell'Amministrazione finanziaria. Dal testo non risultano indicati gli estremi della sentenza né il dispositivo formale, ma il principio affermato è favorevole all'Amministrazione finanziaria.

Norme richiamate

  • Art. 12, comma 7, legge n. 212/2000 (Statuto dei diritti del contribuente)

    La norma prevede un termine dilatorio di sessanta giorni prima dell'emissione dell'atto impositivo, salvo casi di particolare e motivata urgenza, dopo il rilascio della copia del processo verbale di chiusura delle operazioni.

    La disposizione tutela il contribuente esclusivamente nelle ipotesi in cui siano stati effettuati accessi, ispezioni o verifiche presso i locali destinati all'attività del contribuente. Non si applica al controllo documentale svolto a tavolino negli uffici dell'Amministrazione finanziaria.

Massime di principio

  • Il termine dilatorio di sessanta giorni dell'art. 12, comma 7, della legge n. 212/2000 presuppone un'attività istruttoria esterna svolta presso i locali del contribuente, non un semplice controllo documentale interno.
  • La mera richiesta o analisi di documenti da parte dell'Amministrazione, senza accessi, ispezioni o verifiche presso i locali dell'attività, non determina automaticamente l'obbligo di attendere sessanta giorni prima dell'emissione dell'accertamento.
  • Per stabilire se il termine sia applicabile occorre verificare la natura concreta dell'attività svolta, non la sua generica qualificazione come controllo o accertamento.
  • L'assenza di un processo verbale di constatazione è un indice significativo del fatto che si tratti di un controllo documentale a tavolino, anche se la qualificazione deve dipendere dalle modalità effettive dell'istruttoria.
  • Qualora vi sia stato un accesso, un'ispezione o una verifica nei locali del contribuente, l'Amministrazione deve normalmente rispettare il termine dilatorio, salvo una specifica e motivata situazione di urgenza.

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