Cassazione Penale, Sentenza n. 3307/2023 del 25/01/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
L'imputato era stato condannato per il reato previsto dall'art. 73 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309: detenzione illecita di sostanze stupefacenti (188 g di marijuana, 326 g di hashish nell'appartamento; 1.230 g di hashish e 185 g di cocaina nella cantina di pertinenza) e cessione a terzi per un corrispettivo non inferiore a 1.655 euro. In cassazione ha dedotto (1) vizi di motivazione e violazione di legge in ordine alla responsabilità, sostenendo che non aveva la disponibilità delle chiavi della cantina dove furono trovati i quantitativi più consistenti e quindi non poteva essergli ascritta la disponibilità della sostanza; (2) mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche, neppure in equivalenza con la recidiva.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto congrua e non illogica la motivazione della Corte d'appello che aveva ricostruito i fatti e indicato numerosi elementi indiziari a sostegno della disponibilità della droga da parte del ricorrente: dichiarazioni ammissive rese dall'imputato e foto sul suo telefono sia della sostanza rinvenuta in casa sia dei panetti trovati in cantina. Ha inoltre spiegato le ragioni del diniego delle circostanze attenuanti generiche, richiamando i numerosi precedenti penali, anche specifici, dell'imputato. Per l'inammissibilità del ricorso il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, art. 73
La norma è stata applicata per configurare il reato di detenzione e cessione di sostanze stupefacenti; la Corte ha ritenuto che la disponibilità della sostanza possa essere desunta da una pluralità di elementi indiziari (dichiarazioni, fotografie sul cellulare) e non sia esclusa dal fatto che l'imputato non avesse formalmente le chiavi della cantina
Massime di principio
- La disponibilità di sostanze stupefacenti può essere accertata non solo tramite il possesso materiale delle chiavi o l'accesso diretto, ma anche mediante elementi indiziari convergenti (dichiarazioni, fotografie, altro materiale probatorio) che attestino il controllo sulla sostanza.
- In sede di cassazione i giudici non riesaminano i fatti se la motivazione di merito è logica e dettagliata: argomentazioni generiche o ripetute senza un confronto specifico con la motivazione impugnata tendono a rendere il ricorso inammissibile.
- Le circostanze attenuanti generiche possono essere negate quando il giudice di merito documenti la gravità del fatto e la personalità dell'imputato, ad esempio per precedenti penali e recidiva; il semplice chiedere l'equivalenza non basta se non si confutano le ragioni del diniego.
- Per ottenere l'annullamento in sede di legittimità è necessario proporre motivi specifici e confrontarsi puntualmente con la motivazione della sentenza impugnata; argomentazioni di principio non supportate da elementi nuovi o da vizio di diritto non superano la soglia di ammissibilità.
- La dichiarazione di inammissibilità del ricorso può comportare conseguenze economiche per il ricorrente, quali spese processuali e somme da versare alla Cassa delle ammende.
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