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Sentenza

Sentenza n. 807/2026 - Bologna, Sezione 2

per l'ottemperanza della sentenza del Tribunale di Rimini n. 356/2023, depositata e resa pubblica il 21.12.2023.

Giustizia amministrativa202501971

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Emilia-Romagna - Bologna, Sez. IISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Rimini n. 356/2023, passata in giudicato

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (docente scolastica)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha proposto ricorso per ottenere l'ottemperanza alla sentenza del Tribunale di Rimini n. 356/2023, divenuta irrevocabile e notificata al Ministero ai fini della decorrenza del termine dilatorio di 120 giorni per l'esecuzione. L'Amministrazione, rimasta inadempiente e non costituitasi in giudizio, non aveva dato esecuzione alle statuizioni del giudice ordinario. La ricorrente ha inoltre chiesto la corresponsione di una penalità di mora ai sensi dell'art. 114, comma 4, c.p.a.

La decisione

Il TAR ha accolto parzialmente il ricorso, rilevando la perdurante inadempienza del Ministero e ordinando al Ministero dell'Istruzione e del Merito e al Dirigente dell'Ufficio scolastico regionale per l'Emilia-Romagna di dare esecuzione alla sentenza del Tribunale di Rimini, detratto quanto eventualmente già corrisposto, entro sessanta giorni dalla notificazione o comunicazione della sentenza. Ha respinto la richiesta di penalità di mora, poiché la sentenza del giudice ordinario già prevedeva la corresponsione di interessi o rivalutazione, ritenuti misura equa anche ai fini dell'art. 114, comma 4, c.p.a. In caso di ulteriore inadempimento, il TAR ha nominato commissario ad acta il Dirigente dell'Ufficio scolastico regionale per l'Emilia-Romagna, o un funzionario da questi delegato, con facoltà di subdelega, per provvedere entro i successivi sessanta giorni. Il Ministero è stato condannato alle spese, liquidate in 400 euro oltre accessori e alla restituzione del contributo unificato, con distrazione in favore dei difensori.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    La disposizione costituisce la base normativa del giudizio di ottemperanza e consente al giudice amministrativo di ordinare l'esecuzione del giudicato, nonché di valutare la richiesta di penalità di mora. Nel caso concreto, la penalità è stata negata perché la sentenza da eseguire prevedeva già interessi o rivalutazione, ritenuti misura equa.

  • art. 114, comma 4, c.p.a.

    La richiesta di penalità di mora è stata respinta in quanto gli interessi o la rivalutazione già riconosciuti dal giudice ordinario costituivano una misura equa e sufficiente.

Massime di principio

  • Quando una sentenza passata in giudicato non viene eseguita dall'amministrazione entro il termine previsto, il giudice dell'ottemperanza può ordinare all'amministrazione di dare esecuzione alle statuizioni giudiziali entro un termine assegnato, detraendo quanto eventualmente già corrisposto.
  • In caso di ulteriore inadempimento dell'amministrazione dopo l'ordine di esecuzione, il giudice dell'ottemperanza può nominare fin dalla sentenza un commissario ad acta, individuando l'organo o il funzionario incaricato degli adempimenti sostitutivi.
  • La penalità di mora può essere negata quando il titolo giudiziale da eseguire prevede già interessi o rivalutazione e tali misure sono ritenute eque e sufficienti ai fini dell'esecuzione coattiva.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad acta

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