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Sentenza

Sentenza n. 5447/2026 - Napoli, Sezione 6

per l'accertamento della illegittimità del silenzio inadempimento formatosi sulla istanza di rilascio del permesso di soggiorno richiesto per motivi di lavoro subordinato.

Giustizia amministrativa202603255

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania, Sez. VISentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio-inadempimento sulla domanda di primo rilascio del permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

La controversia

Il ricorrente ha agito per l’accertamento dell’illegittimità del silenzio-inadempimento serbato dal Ministero dell’Interno sulla domanda di primo rilascio del permesso di soggiorno per lavoro subordinato. Nel corso del giudizio l’Amministrazione ha documentato di avere concluso il procedimento con un provvedimento espresso di rigetto adottato il 13 luglio 2026.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, poiché l’obbligo di provvedere è stato adempiuto con l’adozione di un provvedimento espresso, indipendentemente dal suo contenuto favorevole o sfavorevole. La conclusione del procedimento ha soddisfatto l’interesse azionato nel giudizio sul silenzio, consistente nell’ottenere una determinazione espressa, e integra la condizione per la pronuncia di merito prevista dall’art. 34, comma 5, c.p.a. La sentenza non ha esaminato la legittimità del diniego del permesso. Spese compensate, anche in considerazione delle peculiarità della controversia e del fatto che, durante il procedimento, al ricorrente era comunque assicurata la permanenza nel territorio nazionale.

Norme richiamate

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    Può dirsi, dunque: - realizzato il soddisfacimento dell’interesse di cui era titolare il ricorrente, con il correlato conseguimento della bene della vita cui esso ricorrente aspirava, id est la conclusione del procedimento con un provvedimento espresso, quale che ne sia il segno; - integrata la condizione per la pronunzia di merito contemplata all’art. 34, comma 5, c.p.a. (TAR Lombardia, I, 7 giugno 2018, n. 1436; CdS, VI, 27 marzo 2018, n. 1923; CdS, IV, 24 luglio 2017, n. 3638).

    Nel giudizio contro il silenzio, l’adozione in corso di causa di un provvedimento espresso, a prescindere dal suo segno, soddisfa l’interesse a ottenere la conclusione del procedimento e integra la condizione per la pronuncia di merito prevista dalla disposizione.

Massime di principio

  • Nel giudizio contro il silenzio-inadempimento, la sopravvenuta adozione di un provvedimento espresso conclude l’obbligo di provvedere e soddisfa l’interesse all’ottenimento di una determinazione, anche quando questa sia sfavorevole al richiedente; ne consegue la cessazione della materia del contendere, senza che ciò comporti una decisione sulla legittimità del provvedimento sopravvenuto.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoTermini e notificazione del ricorsoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesse

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