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Sentenza

Sentenza n. 192/2026 - Campobasso, Sezione 1

per l'annullamento previa sospensione cautelare del provvedimento prot. n. -OMISSIS- del -OMISSIS-, con il quale il -OMISSIS- del Comune di -OMISSIS- ha annullato in autotutela il permesso di costruire n. -OMISSIS-;

Giustizia amministrativa202500124

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Molise, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento comunale di annullamento in autotutela di un permesso di costruire rilasciato circa due anni prima

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietaria)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente aveva ottenuto il permesso di costruire per demolire due vecchi box in lamiera e realizzare un prefabbricato sulla medesima area, dopo l'esclusione dell'intervento dalla valutazione di incidenza e il rilascio dell'autorizzazione paesaggistica. Dopo l'inizio dei lavori, il Comune ha annullato in autotutela il permesso, ritenendo che le opere insistessero su spazi e aree pubbliche, sulla base di rilievi topografici e di una planimetria. La ricorrente ha dedotto: violazione degli artt. 1, 7 e 21-nonies della l. 241/1990; violazione dell'art. 97 Cost. e dei principi di buona amministrazione e leale collaborazione; violazione del termine di dodici mesi per l'annullamento d'ufficio; difetto di istruttoria, errore nei presupposti di fatto e di diritto e sviamento; legittimità del permesso di costruire; omessa individuazione e ponderazione dell'interesse pubblico; mancata comunicazione di avvio del procedimento. Ha inoltre contestato la ricostruzione comunale della proprietà dell'area, richiamando una perizia giurata dalla quale risultava che le opere insistevano su particelle private e che la rappresentazione catastale della strada comunale era probabilmente errata. Il Comune ha sostenuto l'infondatezza del ricorso, richiamando l'insistenza delle opere sulla fascia di rispetto stradale e su aree pubbliche.

La decisione

Il TAR ha accolto integralmente il ricorso e annullato il provvedimento comunale. Ha ritenuto illegittima, anzitutto, la mancata comunicazione di avvio del procedimento: l'annullamento d'ufficio di un titolo edilizio favorevole implica una valutazione discrezionale, nella quale devono essere ponderati l'interesse pubblico alla rimozione dell'atto, l'affidamento del destinatario e gli elementi difensivi da questi eventualmente rappresentati. L'omissione non è stata ritenuta sanabile ai sensi dell'art. 21-octies l. 241/1990, poiché l'atto di autotutela non aveva contenuto vincolato. Il TAR ha inoltre ritenuto superato il termine di dodici mesi previsto dall'art. 21-nonies l. 241/1990, considerando tale termine cogente e preclusivo dell'esercizio del potere, salvo il caso di false dichiarazioni, che il provvedimento non contestava. Il Comune non poteva integrare postumamente la motivazione attraverso gli scritti difensivi. Sono stati poi ravvisati difetto di istruttoria e travisamento dei fatti: la perizia giurata e gli stessi rilievi tecnici comunali indicavano che l'area apparteneva alla ricorrente e che la rappresentazione della strada comunale poteva derivare da un errore planimetrico catastale; la sola planimetria comunale non è stata ritenuta probante. Infine, il provvedimento non esplicitava un interesse pubblico attuale e concreto alla rimozione del titolo, né comparava tale interesse con l'affidamento della destinataria. Il Comune è stato condannato alle spese, liquidate in euro 1.500,00 oltre accessori e rimborso del contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 7 l. 241/1990

    La comunicazione di avvio è necessaria, salvo motivati casi di urgenza, quando l'amministrazione intende annullare in autotutela un provvedimento favorevole, perché il destinatario deve poter partecipare al procedimento.

  • art. 21-nonies l. 241/1990

    Il termine di dodici mesi per l'annullamento d'ufficio è ritenuto cogente e preclusivo, salvo il caso di false dichiarazioni; il suo superamento rende illegittima l'autotutela.

  • art. 21-octies l. 241/1990

    La sanatoria dei vizi formali non è applicabile all'omessa comunicazione di avvio di un procedimento di annullamento d'ufficio, caratterizzato da discrezionalità e dalla necessità di ponderare interessi e affidamenti.

  • art. 97 Cost.

    È richiamato in relazione ai principi di buona amministrazione e leale collaborazione con il cittadino.

Massime di principio

  • L'annullamento d'ufficio di un provvedimento favorevole deve essere preceduto dalla comunicazione di avvio del procedimento, salvo motivati casi di urgenza, poiché il destinatario deve poter partecipare alla valutazione discrezionale dell'interesse pubblico, dell'affidamento e degli altri interessi coinvolti.
  • Quando l'amministrazione annulla d'ufficio un titolo favorevole oltre il termine di dodici mesi previsto dall'art. 21-nonies l. 241/1990, l'esercizio del potere è precluso, salvo che l'atto sia stato conseguito mediante false dichiarazioni; tale eccezione deve risultare dal provvedimento e non può essere introdotta per la prima volta in giudizio.
  • Il provvedimento di annullamento d'ufficio deve indicare un interesse pubblico attuale e concreto alla rimozione dell'atto e deve compararlo con l'affidamento maturato dal destinatario, soprattutto quando il provvedimento originario è favorevole e ha già prodotto effetti.
  • L'annullamento d'ufficio fondato sull'asserita natura pubblica dell'area richiede un'istruttoria adeguata sulla titolarità e sulla consistenza dei luoghi; l'utilizzo di una planimetria inattendibile, smentita da altri elementi tecnici e documentali, determina difetto di istruttoria e travisamento dei fatti.

Come è indicizzato

MaterieTitoli abilitativi ediliziAutotutelaMotivazione del provvedimentoPartecipazione al procedimento
RamiEdiliziaProcedimento amministrativo
IstitutiAutotutela decisoriaPartecipazione procedimentaleTermini del procedimentoLegittimo affidamento

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