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Sentenza

Sentenza n. 5258/2026 - Napoli, Sezione 3

per l’ottemperanza al giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale di Nola n. 2382 del 25 novembre 2021;

Giustizia amministrativa202505568

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. IIISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: inerzia del Ministero nell’esecuzione della sentenza del Tribunale di Nola n. 2382 del 25 novembre 2021

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (dipendente scolastica)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha proposto giudizio di ottemperanza deducendo il mancato adempimento del Ministero all’obbligo derivante dalla sentenza del Tribunale di Nola, passata in giudicato. Tale pronuncia aveva riconosciuto il diritto al computo, ai fini giuridici ed economici della ricostruzione di carriera, di sette anni, un mese e ventisei giorni, nonché il diritto al pagamento di euro 903,00 per il periodo dal 1° luglio 2017 al 28 febbraio 2018, oltre interessi legali, con condanna del Ministero al pagamento. La ricorrente ha chiesto l’ordine giudiziale di esecuzione del giudicato e, in caso di ulteriore inerzia, la nomina di un Commissario ad acta.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso, ritenendo integrati i presupposti dell’articolo 114 c.p.a., in particolare il passaggio in giudicato della sentenza azionata, comprovato da certificazione di cancelleria, e l’inutile decorso del termine previsto dall’articolo 14, comma 1, del decreto-legge n. 669 del 1996, convertito dalla legge n. 30 del 1997. Ha ordinato al Ministero di dare puntuale e integrale esecuzione alla sentenza del Tribunale di Nola entro sessanta giorni dalla notificazione o comunicazione della decisione, se anteriore. Ha inoltre nominato, per l’ipotesi di persistente inerzia, il Responsabile della Direzione generale per il Personale Scolastico quale Commissario ad acta, con facoltà di delega interna, stabilendo che il commissario possa intervenire entro ulteriori sessanta giorni dalla comunicazione della perdurante inottemperanza. Il compenso del Commissario, se concretamente dovuto, è stato determinato in euro 500,00, a carico del Ministero. Il Ministero è stato altresì condannato alle spese di giudizio, liquidate in euro 600,00 oltre accessori.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    Consente al giudice amministrativo di assicurare l’esecuzione del giudicato mediante l’ordine rivolto all’amministrazione e, in caso di inerzia, mediante la nomina di un Commissario ad acta.

  • art. 14, comma 1, d.l. n. 669/1996, convertito dalla l. n. 30/1997

    Il decorso del termine previsto dalla disposizione costituisce, nel caso esaminato, presupposto per la proposizione dell’azione di ottemperanza nei confronti dell’amministrazione debitrice.

Massime di principio

  • L’azione di ottemperanza è ammissibile quando il titolo giudiziale azionato sia passato in giudicato e sia inutilmente decorso il termine previsto dalla legge per l’adempimento dell’amministrazione.
  • In presenza di un giudicato non eseguito, il giudice dell’ottemperanza può ordinare all’amministrazione di provvedere entro un termine determinato, imponendo l’esecuzione puntuale e integrale del dispositivo del titolo.
  • La nomina del Commissario ad acta può essere disposta sin dalla sentenza di ottemperanza, con efficacia subordinata all’ulteriore inutile decorso del termine assegnato all’amministrazione e alla comunicazione della perdurante inerzia da parte del ricorrente.
  • Le spese per l’attività commissariale, quando concretamente dovute, possono essere poste a carico dell’amministrazione inadempiente.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potere

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