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Sentenza

Sentenza n. 1353/2026 - Salerno, Sezione 2

Giustizia amministrativa202502015

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: sentenza del TAR Campania, Salerno, Sez. II, che aveva accolto il ricorso contro il diniego di una SCIA in sanatoria relativa alla realizzazione di una tettoia, nonché gli atti edilizi sottostanti

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha proposto opposizione di terzo ai sensi dell'art. 108 c.p.a. contro la sentenza con cui il TAR aveva accolto il ricorso di un privato avverso il diniego comunale di una SCIA in sanatoria relativa a una tettoia. La sentenza opposta aveva ritenuto illegittimo il diniego per violazione dell'art. 10-bis l. 241/1990, in ragione dell'omessa comunicazione dei motivi ostativi all'accoglimento dell'istanza. L'opponente ha inteso contestare gli effetti della decisione, anche in relazione alla precedente vicenda di condono edilizio, dapprima favorevolmente definita e poi annullata in autotutela su sua iniziativa. Nel corso del giudizio, tuttavia, il Comune ha adottato un nuovo diniego, integralmente sostitutivo di quello annullato, dopo una rinnovata istruttoria e la valutazione delle osservazioni del privato. Il nuovo diniego è stato autonomamente impugnato dal beneficiario della SCIA in un distinto giudizio, nel quale l'odierna ricorrente è controinteressata e si è costituita.

La decisione

Il TAR ha dichiarato improcedibile l'opposizione di terzo per sopravvenuto difetto di interesse. Il nuovo provvedimento comunale non è stato qualificato come mera esecuzione della sentenza né come atto meramente confermativo: esso ha svolto una nuova istruttoria, ha esaminato le osservazioni del privato, ha adottato una motivazione in parte diversa e ha integralmente sostituito il precedente diniego nella disciplina del rapporto controverso. Poiché l'atto originariamente contestato era ormai privo di effetti e il nuovo diniego era stato autonomamente impugnato in altro giudizio, nel quale l'opponente poteva far valere le proprie ragioni quale controinteressata, non residuava un interesse concreto e attuale alla decisione dell'opposizione. Il TAR ha aggiunto che, data la natura riproponibile della SCIA, neppure un'eventuale declaratoria di inammissibilità del precedente ricorso avrebbe conservato un autonomo rilievo ai fini dell'interesse al giudizio. Le spese sono state integralmente compensate, poiché l'improcedibilità è derivata da una sopravvenienza indipendente dalla disponibilità della ricorrente.

Norme richiamate

  • art. 108 c.p.a.

    Disciplina l'opposizione di terzo proposta contro una sentenza amministrativa da chi sia stato pregiudicato dalla decisione pur non avendo partecipato al giudizio.

  • art. 10-bis l. 241/1990

    La sentenza opposta aveva ritenuto illegittimo il diniego della SCIA in sanatoria per omessa comunicazione dei motivi ostativi all'accoglimento dell'istanza.

  • art. 36-bis d.P.R. 380/2001

    Costituisce la base normativa della SCIA in sanatoria oggetto dei dinieghi comunali.

  • art. 33 d.P.R. 380/2001

    Costituisce la base normativa dell'ordinanza di demolizione richiamata nell'oggetto della controversia.

Massime di principio

  • Quando, dopo l'annullamento giudiziale di un provvedimento, l'amministrazione adotta un nuovo atto integralmente sostitutivo, fondato su una rinnovata istruttoria e su una motivazione anche parzialmente diversa, il nuovo atto non costituisce mera conferma o semplice esecuzione del precedente, ma un autonomo provvedimento destinato a sostituirlo.
  • L'integrale sostituzione del provvedimento impugnato con un nuovo atto privo di effetti retroattivi determina il sopravvenuto difetto di interesse alla decisione del giudizio diretto contro l'atto originario, con conseguente improcedibilità della domanda.
  • L'interesse alla decisione non permane quando il nuovo provvedimento sia stato autonomamente impugnato in un diverso giudizio nel quale il soggetto interessato può partecipare e far valere le proprie ragioni come controinteressato.
  • La rinnovazione procedimentale e la sostituzione dell'atto impugnato possono rendere improcedibile l'opposizione di terzo contro la sentenza che aveva annullato il precedente provvedimento, poiché la decisione non è più idonea a produrre effetti attuali sul rapporto controverso.

Come è indicizzato

MaterieTitoli abilitativi ediliziAutotutelaInvalidità del provvedimentoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseLegittimazione e interesse a ricorrereEffetto conformativo e riedizione del poterePartecipazione procedimentale

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