Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 6281/2024 del 13/02/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione per cassazione avverso la sentenza di conferma in appello della condanna per guida sotto l'influenza di stupefacenti (art. 187, co.1 e 1‑quater, d.lgs. 285/1992). Il ricorso svolge quattro censure principali: 1) doglianza sulla mancata omologazione/taratura periodica del dispositivo utilizzato per il test salivare (Alere DDS2) e possibile impatto sull'attendibilità del risultato; richiesta di sollevare questione di legittimità costituzionale dell'art. 187 C.d.S. in relazione alla mancata previsione di omologazione/taratura per il dogometro; 2) vizio di motivazione e violazione del principio in dubio pro reo in relazione alla presunta insufficienza delle prove sulla alterazione psico‑fisica (contestando la legittimità dell'intimazione al controllo e sottolineando la debolezza del quadro probatorio, inclusa la mera ammissione d'uso quotidiano di cannabis); 3) erronea esclusione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto ex art. 131‑bis c.p.; 4) omissione di pronuncia sulla riduzione della sanzione amministrativa accessoria (sospensione della patente).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Motivazione: il ricorso ha sostanzialmente reiterato i motivi già proposti in appello senza confrontarsi criticamente con le argomentazioni adottate dalla Corte territoriale, violando il principio di autosufficienza del gravame in cassazione. Sul merito delle censure principali la Corte ha osservato: 1) riguardo al dogometro/Alere DDS2, la Corte territoriale aveva raccolto la deposizione del medico della Polizia Stradale che attestava il corretto funzionamento, la taratura annuale e la procedura di auto‑taratura/auto‑omologazione con l'uso della cartuccia; pertanto la questione di legittimità costituzionale prospettata manca di rilevanza nel caso concreto; 2) la statuizione circa lo stato di alterazione è sorretta dalla testimonianza del medico che rilevò segni clinici coerenti con alterazione e dall'esito positivo del prelievo salivare; la comparazione con casi diversi non costituisce motivo di censura valido in cassazione; 3) l'esclusione dell'art.131‑bis è stata adeguatamente motivata con riferimento alla gravità del comportamento (guida notturna con passeggeri in evidente stato di alterazione); 4) la doglianza sulla riduzione della sanzione amministrativa è inammissibile perché non dedotta in appello e quindi non proponibile in cassazione. Conseguenze: ricorso dichiarato inammissibile; il ricorrente è condannato alle spese processuali e al pagamento di Euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 187, commi 1 e 1‑quater, d.lgs. 30 aprile 1992 n. 285

    Norma penale che sanziona la guida sotto l'influenza di sostanze stupefacenti; la Corte ha ritenuto sussistenti gli elementi probatori (accertamenti salivari positivi e valutazione clinica) per la responsabilità ai sensi di questa disposizione.

  • art. 131‑bis cod. pen.

    Disciplina la causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto; la Corte ha ritenuto corretta la mancata applicazione perché il giudizio di tenuità è negativo alla luce della gravità del fatto (guida in stato di alterazione con passeggeri e rischi connessi).

  • art. 3 Cost.

    Richiamato dall'impugnante in tema di parità di trattamento e ragionevolezza; la Corte ha ritenuto la doglianza infondata perché la diversa soluzione in altri casi non costituisce automaticamente violazione del principio di uguaglianza senza un'adeguata comparazione e motivazione.

  • art. 606 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina i motivi di cassazione: la Corte ha applicato il principio secondo cui il ricorso non può limitarsi a riproporre criticamente i motivi già decisi in appello senza affrontare le specifiche ragioni del rigetto; la mancata critica specifica rende il ricorso inammissibile.

  • art. 133 cod. pen.

    Criteri per la determinazione della pena (richiamato in relazione alla valutazione della tenuità dell'offesa ai fini dell'art. 131‑bis); la Corte ha osservato che non è necessaria l'esposizione di tutti gli elementi di valutazione, ma l'indicazione di quelli ritenuti rilevanti è sufficiente.

Massime di principio

  • In Cassazione il ricorrente deve confrontarsi espressamente e criticamente con le argomentazioni svolte dalla Corte territoriale: la mera riproposizione dei motivi d'appello senza affrontare le ragioni del rigetto comporta inammissibilità.
  • Per contestare la validità di strumenti elettronici (es. Alere DDS2) è necessario fornire elementi specifici e probativi sulla mancanza di taratura, omologazione o sul malfunzionamento; la sola ipotesi astratta non è sufficiente.
  • La valutazione dello stato di alterazione può essere conforme se fondata su una combinazione di evidenze cliniche (valutazione medica), esiti di test strumentali e dichiarazioni dell'imputato; la loro presenza autorizza la condanna salvo prova contraria convincente.
  • La diversità di esito in casi 'simili' non è automaticamente fonte di illegittimità: è necessario dimostrare la non comparabilità dei casi o errori motivazionali specifici della decisione impugnata.
  • L'applicabilità dell'art. 131‑bis c.p. richiede una valutazione concreta della tenuità dell'offesa; il giudice deve indicare i criteri ritenuti rilevanti, ma non è obbligato a esaurire tutti gli elementi previsti dall'art. 133 c.p.
  • Questioni non sollevate in sede di appello non possono essere dedotte per la prima volta in cassazione: occorre rispettare il limite di devoluzione delle questioni al giudice di legittimità.
  • Se si intende impugnare la prova strumentale, il difensore dovrebbe acquisire e documentare (già in primo o secondo grado) elementi tecnici sul funzionamento, taratura, catena di custodia del dispositivo e sul protocollo operativo adottato al momento dell'accertamento.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.