Cassazione Penale, Sentenza n. 6289/2024 del 13/02/2024
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
I ricorrenti impugnano la sentenza della Corte d'appello di Palermo del 12/01/2023. Valfrè Sebastiano deduce insufficienza e contraddittorietà della prova per le residue accuse di furto (contesta la valutazione basata su compatibilità fisica e agganci di celle telefoniche) e la mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche. Sammartano e Martinico censurano la logica della condanna per ricettazione continuata (capo U) nonostante l'assoluzione, in primo grado, degli autori dei furti presupposto; denunciano inoltre la mancanza di motivazione della Corte d'appello in ordine all'applicazione dell'art.114 c.p., delle attenuanti generiche e della sospensione condizionale della pena.
La decisione
La Corte di legittimità ha dichiarato inammissibile il ricorso di Valfrè Sebastiano, condannandolo alle spese e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende. Per Sammartano Roberto e Martinico Angelo il ricorso è stato ritenuto non manifestamente infondato: la Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata nei loro confronti perché il reato loro ascritto (capo U) si è estinto per prescrizione (termine prescrizionale decennale maturato il 4 marzo 2023). La Corte non ha ritenuto applicabile una pronuncia di assoluzione di merito ex art.129, comma 2 c.p.p., e ha considerato superfluo ogni ulteriore esame di merito in presenza della causa estintiva.
Norme richiamate
art. 62-bis cod. pen.
Richiamata nella discussione sulle attenuanti generiche: la modifica normativa consente al giudice di limitarsi a dichiarare di avere valutato i criteri di cui all'art.133 c.p.; non è richiesta analitica motivazione negativa quando si esclude l'attenuante, mentre quando la si concede è necessario motivare positivamente gli elementi che la giustificano.
art. 133 cod. pen.
Criteri per la determinazione della pena e per l'applicazione delle attenuanti generiche; la Corte territoriale è stata ritenuta sufficiente nel riferire di avere applicato i criteri ex art.133.
art. 624, art. 624-bis cod. pen.
Norme relative ai furti e alle ipotesi aggravate: la Corte di merito ha ritenuto congrua la valutazione probatoria (compatibilità fisica e agganci di celle) sufficiente a mantenere la condanna per le residue fattispecie di furto nei confronti di Valfrè; la Cassazione ha escluso la rilettura in fatto degli elementi probatori.
art. 648 cod. pen. (ex art. 648)
Norma sulla ricettazione; i ricorrenti hanno contestato la fondatezza della condanna per ricettazione in ragione dell'assoluzione degli autori dei furti presupposto e per carenza di ulteriori riscontri alla sola intercettazione telefonica; la Corte ha ritenuto fondate tali doglianze fino al punto da ritenere il vizio radicato nel grado di giudizio, ma ha disposto l'annullamento per prescrizione.
art. 114 cod. pen.
Richiesta dalle parti come attenuante; la Corte ha censurato la totale mancanza di motivazione della Corte d'appello su tale specifica istanza, fatto che ha contribuito all'accoglimento parziale del ricorso dei due imputati.
artt. 157, comma 1 e 161, comma 2 cod. pen.
Norme usate per calcolare il termine prescrizionale: il combinato disposto ha determinato un termine prescrizionale di dieci anni per il reato contestato, maturato il 4 marzo 2023, con conseguente estinzione del reato per prescrizione.
art. 129, comma 2 cod. proc. pen.
Previsione sulla pronuncia assolutoria di merito: la Corte ha escluso la possibilità di applicarla nel caso di specie, ritenendo congrue le valutazioni di merito e non sussistendo i presupposti per un'assoluzione piena.
Corte Cost., sent. n. 186/2000
Richiamata in relazione all'imposizione delle spese e del versamento alla Cassa delle ammende: la Corte ha ritenuto non sussistenti motivi per l'esonero dal pagamento.
Massime di principio
- La Corte di Cassazione non può rivedere liberamente la valutazione di merito sui fatti quando la motivazione della Corte territoriale è logica e congrua; il sindacato in cassazione è limitato a vizi di legge e a manifesta illogicità.
- In tema di attenuanti generiche, il giudice che le concede deve motivare positivamente i ragioni dell'adeguamento della pena; se invece le esclude è sufficiente che il giudice dia atto di avere valutato i criteri di cui all'art.133 c.p.
- La mancanza assoluta di motivazione su richieste specifiche (es. riconoscimento di particolari attenuanti o sospensione condizionale) può costituire motivo valido di cassazione ove il vizio sia rilevante e radicato nel giudizio di merito.
- L'assoluzione degli autori dei reati-presupposto non esclude automaticamente la responsabilità per ricettazione dei presunti acquistatori: occorre valutare la completezza e la logicità del compendio probatorio; tuttavia, l'assenza di adeguati riscontri alla sola intercettazione può rendere la posizione del ricettatore vulnerabile a censure.
- La maturazione della prescrizione estingue il reato e rende superfluo ogni ulteriore accertamento di merito: la Cassazione può annullare senza rinvio per prescrizione e non entrare nel merito delle questioni sostanziali.
- Quando sussiste una causa estintiva (p. es. prescrizione) la pronuncia di legittimità prevale sull'eventuale rinvio al giudice di merito anche in presenza di nullità processuali.
- La decisione di ammettere o negare benefici come la sospensione condizionale della pena o le attenuanti deve risultare motivata; l'omissione può portare a riforma della sentenza o ad annullamento.
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