Ordinanza n. 409/2026 - Palermo, Sezione 3
per la declaratoria - dell’illegittimità del silenzio/inadempimento serbato dall’Amministrazione intimata sulla richiesta di concessione di Permesso di costruire avanzata con istanza prot. 5131/2006, di concessione edilizia per la realizzazione di un edificio per abitazioni e uffici, da realizzare in Palermo alla via Sammuzzo, nell’immobile indicato al Catasto al Foglio n. 124, Particelle nn. 235, 237, 238; - nonché dell’illegittimità del silenzio/inadempimento sulla richiesta di rilascio dell’attestazione del silenzio/assenso ai sensi dell’art. 30 d.l. n. 69/2013 ai fini della definizione dell’iter del Permesso di costruire prot. n. 508304 del 24.06.2015 e successive integrazioni, per la realizzazione di un edificio per abitazioni e uffici, da realizzare in Palermo, via Sammuzzo, immobile indicato al Catasto al Foglio n. 124, Particelle nn. 235, 237, 238, richiesta a mezzo pec e consegnata in data 10.07.2025; - nonché per il risarcimento di tutti i danni, patrimoniali e non, subiti dal ricorrente a causa del comportamento illegittimo del Comune intimato, quantificandone l’ammontare in base alla documentazione prodotta ed a seguito di un’espletanda C.T.U.;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: silenzio/inadempimento sulle istanze relative al rilascio del permesso di costruire e dell'attestazione del silenzio-assenso
Esito
La controversia
Il ricorrente ha agito contro il Comune di Palermo chiedendo la declaratoria dell'illegittimità del silenzio serbato sulla richiesta di concessione edilizia presentata nel 2006 per la realizzazione, in via Sammuzzo a Palermo, di un edificio destinato ad abitazioni e uffici. Ha inoltre dedotto l'illegittimità del silenzio sulla richiesta, presentata tramite PEC e consegnata il 10 luglio 2025, di rilascio dell'attestazione del silenzio-assenso ai sensi dell'art. 30 del d.l. n. 69/2013, con riferimento al procedimento per il permesso di costruire prot. n. 508304 del 24 giugno 2015 e successive integrazioni. È stato altresì chiesto il risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali asseritamente derivati dal comportamento dell'Amministrazione, anche mediante espletamento di CTU. Dal testo non risultano ulteriori motivi di illegittimità articolati né una costituzione del Comune.
La decisione
Il TAR non ha definito nel merito la domanda avverso il silenzio né quella risarcitoria. Ha ritenuto necessario acquisire dal Comune documentati chiarimenti sullo stato del procedimento relativo al rilascio del titolo edilizio richiesto. Ha ordinato all'Amministrazione di fornire tali chiarimenti entro venti giorni dalla comunicazione o notificazione dell'ordinanza, avvertendo che l'eventuale mancato riscontro potrà essere valutato ai fini probatori ai sensi dell'art. 64 c.p.a. La trattazione è stata rinviata alla camera di consiglio del 23 aprile 2026.
Norme richiamate
artt. 65, 66 e 67 c.p.a.
Disposizioni richiamate quali base per gli incombenti istruttori disposti dal giudice.
art. 64 c.p.a.
Il mancato riscontro dell'Amministrazione agli incombenti istruttori potrà consentire al Tribunale di trarre argomenti di prova.
art. 30 d.l. n. 69/2013
Norma richiamata dal ricorrente quale fondamento della richiesta di attestazione del silenzio-assenso relativa al procedimento edilizio.
Massime di principio
- Quando, in un giudizio avverso il silenzio della pubblica amministrazione, lo stato del procedimento non risulta sufficientemente documentato, il giudice può disporre l'acquisizione d'ufficio di chiarimenti documentati dall'amministrazione prima di decidere la domanda.
- L'ordine istruttorio rivolto all'amministrazione può essere accompagnato dall'avvertimento che il mancato riscontro sarà valutato ai sensi dell'art. 64 c.p.a. ai fini della formazione del materiale probatorio.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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