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Sentenza

Sentenza n. 1761/2026 - Firenze, Sezione 3

Giustizia amministrativa202501302

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Toscana - Firenze, Sez. IIISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Pisa, Sezione lavoro, che aveva ordinato l'assegnazione della Carta elettronica per gli anni scolastici 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docente di ruolo)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza deducendo l'inottemperanza del Ministero dell'Istruzione e del Merito alla sentenza del Tribunale di Pisa, Sezione lavoro, che aveva disposto in suo favore l'assegnazione della Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente di ruolo, per un importo complessivo di 1.500 euro. La sentenza era stata ritualmente notificata ai fini dell'esecuzione forzata ed era decorso il termine dilatorio di 120 giorni concesso all'amministrazione per l'adempimento spontaneo. La ricorrente ha chiesto anche la nomina di un commissario ad acta e la fissazione di una somma dovuta per ogni ulteriore violazione, inosservanza o ritardo nell'esecuzione del giudicato.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso, ritenendo sussistenti i presupposti dell'ottemperanza. Ha ordinato al Ministero di dare completa ed esatta esecuzione alla sentenza del Tribunale di Pisa entro trenta giorni dalla comunicazione o notificazione della sentenza. Per il ritardo successivo alla scadenza di tale termine, ha applicato una penale pari all'interesse legale sulle somme dovute a titolo di capitale per ogni giorno di ritardo. Ha inoltre nominato fin d'ora, in caso di persistente inerzia, il Direttore generale dell'Ufficio centrale di bilancio del Ministero quale commissario ad acta, con facoltà di delega, attribuendogli il compito di avviare le procedure contabili necessarie all'adempimento. Il Ministero è stato condannato alla rifusione delle spese del giudizio, liquidate in 800 euro oltre IVA, CPA e rimborso del contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    La disposizione è richiamata quale base processuale del giudizio di ottemperanza e consente al giudice di ordinare l'esecuzione del giudicato, fissare un termine per l'adempimento, nominare un commissario ad acta e disporre misure coercitive pecuniarie.

  • art. 1, comma 12, l. 13 luglio 2015, n. 107

    È indicato quale fondamento normativo della Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione dei docenti di ruolo.

Massime di principio

  • Quando l'amministrazione non esegue una sentenza ritualmente notificata ai fini dell'esecuzione forzata e decorre il termine dilatorio previsto per l'adempimento spontaneo, sussistono i presupposti per l'accoglimento del giudizio di ottemperanza.
  • Nel giudizio di ottemperanza il giudice può fissare un termine per la completa e corretta esecuzione del giudicato e, per l'ulteriore ritardo, imporre una penalità di mora parametrata all'interesse legale sulle somme dovute a titolo di capitale.
  • In presenza di persistente inerzia dell'amministrazione, il giudice dell'ottemperanza può nominare fin dalla sentenza un commissario ad acta, individuandone le funzioni necessarie all'esecuzione del giudicato.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanza
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad acta

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