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Parere

Parere n. 843/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 1

Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, con istanza cautelare, proposto con deposito diretto ex art. 11, d.P.R. n. 1199/1971, dai signori Fusha Bashkim e Haxhija Valjet contro il Comune di Prato per l’annullamento: - del provvedimento 29 giugno 2023 emesso dal Comune di Prato - Servizio Sviluppo Economico S.U.E.A.P. e Tutela dell’Ambiente - U.O.C. Sportello Unico per l’Edilizia e le Attività Produttive - U.O. Gestione Procedimentale, con il quale: a) si dichiara l’inidoneità sostanziale della S.C.I.A. P.G. n. 257888 del 25 novembre 2022 (PE-5026-2022) a costituire valido titolo abilitante alla realizzazione dei lavori segnalati; b) si ordina il divieto di prosecuzione dell’attività edilizia di cui alla medesima S.C.I.A. e c) la rimozione degli effetti dannosi di essa eventualmente prodottisi mediante ripristino delle parti già poste in essere; - di ogni altro atto ad esso presupposto e conseguente, ancorché incognito, ivi compreso, per quanto occorrer possa, l’invito a conformare l’attività edilizia oggetto della medesima S.C.I.A., emesso dal Comune di Prato il 22 dicembre 2022;

Giustizia amministrativa202301261

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IRicorso straordinario al Presidente della Repubblica

Ricorso straordinario per l’annullamento del provvedimento del Comune di Prato che ha dichiarato inidonea una SCIA edilizia, vietato la prosecuzione dei lavori e ordinato il ripristino degli effetti eventualmente prodotti, nonché degli atti presupposti e conseguenti.

Esito

IMPROCEDIBILITA

Prevale l’amministrazione

La questione giuridica

I ricorrenti hanno impugnato il provvedimento comunale del 29 giugno 2023 e l’invito a conformare del 22 dicembre 2022, deducendo violazione degli artt. 3, 19, 21 e 21-nonies della legge n. 241/1990, dell’art. 23 del d.P.R. n. 380/2001 e degli artt. 135, 145 e 146 della legge regionale Toscana n. 65/2014, nonché eccesso di potere per carenza o erronea valutazione dei presupposti, contraddittorietà, travisamento, illogicità manifesta e difetto di istruttoria. Nel corso del procedimento il Comune di Prato ha proposto tempestiva opposizione ai sensi dell’art. 10 del d.P.R. n. 1199/1971, chiedendo la trasposizione del ricorso in sede giurisdizionale. Il gravame è stato quindi riassunto dinanzi al competente TAR Toscana. La questione esaminata dal Consiglio di Stato ha riguardato esclusivamente gli effetti processuali dell’opposizione e della conseguente trasposizione.

Il parere

Il Consiglio di Stato ha ritenuto rituale e tempestiva l’opposizione del Comune di Prato e ha preso atto dell’avvenuta trasposizione del ricorso in sede giurisdizionale mediante riassunzione dinanzi al TAR Toscana. Poiché il ricorso straordinario non può proseguire quando, a seguito dell’opposizione dell’amministrazione, la controversia viene trasferita davanti al giudice amministrativo, la Sezione ha dichiarato l’improcedibilità del ricorso per trasposizione. L’esame dei motivi di merito e dell’istanza cautelare è rimasto assorbito.

Osservazioni

Trasposizione del ricorso in sede giurisdizionale

La tempestiva e rituale opposizione dell’amministrazione resistente ai sensi dell’art. 10 del d.P.R. n. 1199/1971, seguita dalla riassunzione del giudizio dinanzi al TAR competente, comporta l’improcedibilità del ricorso straordinario per trasposizione.

Istanza cautelare

La domanda cautelare è stata dichiarata assorbita in conseguenza dell’improcedibilità del ricorso straordinario e della prosecuzione della controversia in sede giurisdizionale.

Norme richiamate

  • art. 11 d.P.R. n. 1199/1971

    La disposizione è richiamata quale base per il deposito diretto del ricorso straordinario presso il Consiglio di Stato.

  • art. 10 d.P.R. n. 1199/1971

    La tempestiva opposizione dell’amministrazione determina la trasposizione del ricorso straordinario in sede giurisdizionale; una volta effettuata la riassunzione dinanzi al TAR competente, il ricorso straordinario diviene improcedibile.

  • art. 46 c.p.a.

    È richiamato in relazione all’atto di costituzione in giudizio con il quale il gravame è stato riassunto davanti al TAR Toscana.

  • art. 3 l. n. 241/1990

    Richiamato dai ricorrenti tra le disposizioni asseritamente violate dal provvedimento comunale; il motivo non è stato esaminato per l’improcedibilità del ricorso.

  • art. 19 l. n. 241/1990

    Richiamato dai ricorrenti in relazione alla SCIA; il motivo non è stato esaminato per l’improcedibilità del ricorso.

  • art. 21 l. n. 241/1990

    Richiamato dai ricorrenti tra le disposizioni asseritamente violate dal provvedimento comunale; il motivo non è stato esaminato per l’improcedibilità del ricorso.

  • art. 21-nonies l. n. 241/1990

    Richiamato dai ricorrenti in relazione all’autotutela amministrativa; il motivo non è stato esaminato per l’improcedibilità del ricorso.

  • art. 23 d.P.R. n. 380/2001

    Richiamato dai ricorrenti in relazione alla SCIA edilizia; la questione sostanziale non è stata esaminata.

  • artt. 135, 145 e 146 l.r. Toscana n. 65/2014

    Richiamati dai ricorrenti quali parametri regionali di legittimità dell’intervento comunale; le relative censure non sono state esaminate.

Massime di principio

  • Quando l’amministrazione destinataria di un ricorso straordinario propone tempestiva e rituale opposizione ai sensi dell’art. 10 del d.P.R. n. 1199/1971 e il ricorrente riassume la controversia davanti al giudice amministrativo competente, il ricorso straordinario deve essere dichiarato improcedibile per trasposizione.
  • La trasposizione in sede giurisdizionale assorbe l’esame dell’istanza cautelare proposta nell’ambito del ricorso straordinario, poiché la tutela cautelare deve essere eventualmente richiesta al giudice amministrativo davanti al quale il giudizio è proseguito.

Trasposizione di un ricorso straordinario relativo a una SCIA edilizia

Il parere riguarda un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica proposto da due privati contro il Comune di Prato per l’annullamento di un provvedimento comunale concernente una SCIA edilizia. Il provvedimento aveva dichiarato l’inidoneità sostanziale della SCIA a costituire valido titolo abilitante, vietato la prosecuzione dell’attività edilizia e ordinato la rimozione degli effetti eventualmente prodotti mediante il ripristino delle opere già realizzate.

Censure dedotte dai ricorrenti

I ricorrenti avevano dedotto due motivi di impugnazione, relativi alla violazione degli artt. 3, 19, 21 e 21-nonies della legge n. 241/1990, dell’art. 23 del d.P.R. n. 380/2001 e degli artt. 135, 145 e 146 della legge regionale Toscana n. 65/2014. Erano stati inoltre denunciati eccesso di potere per carenza o erronea valutazione dei presupposti, contraddittorietà, travisamento, illogicità manifesta e difetto di istruttoria.

Opposizione dell’amministrazione e riassunzione

Nel corso del procedimento il Comune di Prato ha notificato alle altre parti un atto di opposizione al ricorso straordinario ai sensi dell’art. 10 del d.P.R. n. 1199/1971, chiedendo che la controversia fosse trasferita in sede giurisdizionale. Il gravame è stato successivamente riassunto davanti al competente TAR Toscana mediante atto di costituzione in giudizio ex art. 46 c.p.a.

Decisione del Consiglio di Stato

La Sezione ha ritenuto rituale e tempestiva l’opposizione e ha preso atto dell’avvenuta trasposizione del ricorso in sede giurisdizionale. Per tale ragione ha dichiarato il ricorso straordinario improcedibile per trasposizione, senza esaminare le censure sostanziali relative alla legittimità della SCIA e dei provvedimenti comunali.

L’istanza cautelare è stata dichiarata assorbita. Ogni eventuale richiesta cautelare deve essere esaminata nell’ambito del giudizio proseguito dinanzi al TAR Toscana.

Come è indicizzato

MaterieRicorso straordinario al Presidente della RepubblicaEstinzione, perenzione e improcedibilitàTitoli abilitativi edilizi
RamiProcesso amministrativoProcedimento amministrativoEdilizia
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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