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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 43378/2022 del 15/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano in Cassazione la sentenza della Corte d'appello di Roma che aveva confermato in buona parte la condanna del Tribunale di Roma. I fatti: il 18/02/2016 D'Ascenzo esplode alcuni colpi di pistola contro l'auto con a bordo Wilfredo Alexander Dioses Bazan e familiari (capo A: tentato omicidio/reati connessi) e, con Cicchetti (e altri), pone in essere condotte minacciose ed intercettate finalizzate a sottrarre/impedire la restituzione di un ciclomotore a Ambra Licchelli (capo D: estorsione). Motivi di impugnazione principali: per D'Ascenzo contestazione dell'insufficienza probatoria e mancata riqualificazione del fatto (tentato omicidio vs minaccia aggravata), mancato riconoscimento delle attenuanti generiche e della speciale tenuità del danno patrimoniale; per Cicchetti contestazione dell'attendibilità della persona offesa, della qualificazione giuridica (estorsione vs violenza privata), mancato riconoscimento delle attenuanti generiche, invocazione dell'esimente ex art. 649 e doglianza sull'applicazione di pena accessoria (sospensione della responsabilità genitoriale) in violazione dei limiti edittali.

La decisione

Per D'Ascenzo: il ricorso è stato dichiarato inammissibile in tutti i motivi; risultano confermate le condanne e la rideterminazione della pena in appello (otto anni e sei mesi) e la condanna alle spese processuali. Per Cicchetti: il ricorso è in gran parte inammissibile, ma è stato accolto limitatamente al sesto motivo: la Corte ha annullato senza rinvio la sanzione accessoria della sospensione dell'esercizio della responsabilità genitoriale perché incompatibile con la pena effettivamente irrogata (3 anni e 4 mesi), alla luce del limite edittale dell'art. 32 c.p.; nel resto la condanna per il reato di capo D e le altre statuizioni sono state confermate.

Norme richiamate

  • art. 56 cod. pen.

    L'idoneità degli atti per il reato tentato va valutata ex ante, tenendo conto delle circostanze e delle modalità dell'azione per apprezzare l'attitudine a creare pericolo concreto per il bene tutelato; la Corte ha ritenuto presentare tale idoneità nella sparatoria di D'Ascenzo.

  • art. 133 cod. pen.

    Criteri per la determinazione della pena: la Corte territoriale ha effettuato una valutazione dosimetrica nei termini previsti dall'art.133, ritenendo non sussistenti le condizioni per concedere attenuanti generiche nei casi in esame.

  • art. 62-bis cod. pen.

    Disciplina delle attenuanti generiche; la Corte di cassazione richiama che il loro riconoscimento richiede il riscontro di situazioni specifiche e non può essere concesso in modo meramente discrezionale.

  • art. 62, comma primo, n. 4 cod. pen.

    Previsione relativa all'attenuante per il danno patrimoniale di speciale tenuità; la Corte ha ritenuto non applicabile tale attenuante perché il valore del ciclomotore non era irrisorio e le condotte erano dirette a ottenere un vantaggio (estorsione).

  • art. 29 cod. pen.

    "la condanna alla reclusione per un tempo non inferiore a tre anni importa l'interdizione dai pubblici uffici per la durata di anni cinque"

    La Corte chiarisce che il riferimento della norma è alla pena irrogata e non alla frazione di pena da eseguire dopo passaggio in giudicato; pertanto l'argomento difensivo basato su diversa interpretazione non è pertinente.

  • art. 32, comma terzo, cod. pen.

    "Il condannato alla reclusione per un tempo non inferiore a cinque anni è, durante la pena, in stato d'interdizione legale; la condanna produce altresì, durante la pena, la sospensione dall'esercizio della responsabilità genitoriale, salvo che il giudice disponga altrimenti"

    La sospensione dell'esercizio della responsabilità genitoriale deriva dalla condanna a reclusione non inferiore a cinque anni; avendo Cicchetti pena inferiore a cinque anni, la sanzione accessoria non poteva essere applicata.

  • art. 649 cod. pen.

    L'esimente richiamata dalla difesa (relativa ai rapporti tra conviventi) non si applica ai reati di rapina, estorsione e sequestro a scopo di estorsione anche se posti in essere con minaccia (giurisprudenza richiamata dalla Corte), pertanto non ha giustificato l'assoluzione di Cicchetti.

  • art. 620, lett. I) cod. proc. pen.

    Norma procedurale richiamata come titolo per l'eliminazione della sanzione accessoria pronunciata nei confronti di Cicchetti (annullamento senza rinvio di quella statuizione).

Massime di principio

  • La qualificazione di tentato omicidio richiede valutazione ex ante dell'idoneità degli atti: sparare contro un veicolo che trasporta persone può essere ritenuto idoneo a provocare la morte e dunque integra il tentativo quando le modalità evidenziano volontà omicida.
  • Le dichiarazioni della persona offesa, se coerenti, lineari e corroborate, possono da sole sostenere una condanna, previa adeguata motivazione sulla loro credibilità e attendibilità intrinseca.
  • Le intercettazioni e le captazioni, anche se criptiche, costituiscono prova fattuale la cui interpretazione spetta al giudice di merito; il sindacato della Cassazione è limitato alla coerenza logica delle conclusioni rispetto alle massime di esperienza.
  • Le attenuanti generiche e l'attenuante per speciale tenuità richiedono una motivazione puntuale: non sono da concedersi automaticamente e devono risultare compatibili con il disvalore e gli obiettivi della condotta (es. estorsione finalizzata ad ottenere vantaggio esclude tenuità).
  • Le sanzioni accessorie sono vincolate ai limiti edittali delle pene principali: il giudice non può applicare un'accessoria collegata a una soglia di pena quando la pena effettivamente irrogata è inferiore a tale soglia.
  • Le eccezioni e gli esimenti speciali (es. rapporti di convivenza) non coprono reati quali estorsione e rapina posti in essere con minaccia; la loro applicabilità va valutata restrittivamente.

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