Cassazione Civile, Ordinanza n. 00078/2024 del 02/01/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (curatore fallimentare)
La controversia
Un soggetto aveva chiesto l'ammissione al passivo fallimentare di un credito di euro 93.988,12 per retribuzioni da agosto 2013 a giugno 2014 e per T.f.r., invocando la prelazione ex art. 2751-bis n. 1 c.c. Il tribunale aveva rigettato l'opposizione allo stato passivo perché riteneva non provato il rapporto di lavoro subordinato e, anzi, sospetta la simulazione del rapporto, valorizzando la documentazione prodotta come non opponibile o più compatibile con un rapporto di amministrazione. In cassazione il ricorrente ha dedotto, in sintesi, violazione di norme sul rapporto di lavoro, sulla prova e sulla procedura fallimentare, lamentando: l'ingiustificata esclusione della prova testimoniale; l'omesso esame di fatti decisivi; l'erronea configurazione della simulazione del rapporto, anche per mancata specificazione se assoluta o relativa e per mancata prova dell'accordo simulatorio e della causa simulandi, richiamando documenti come Unilav ed estratto contributivo.
La decisione
La Corte ha ritenuto i quattro motivi connessi ma tutti inammissibili. Ha osservato che le doglianze, pur formalmente prospettate come violazioni di legge e omessi esami di fatti decisivi, miravano in realtà a contestare la ricostruzione del fatto e la valutazione delle prove compiuta dal giudice di merito. Ha ribadito che l'art. 2697 c.c. è violato solo se l'onere probatorio è posto a carico della parte sbagliata, non quando si contesta l'apprezzamento delle prove; nel caso concreto, correttamente l'onere della prova dell'esistenza del rapporto di lavoro gravava sul creditore opponente. Ha inoltre confermato che il tribunale aveva legittimamente negato ingresso alla prova testimoniale per difetto di adeguata allegazione dei fatti costitutivi del rapporto subordinato, secondo la logica di circolarità tra allegazione, contestazione e prova nel rito del lavoro. Anche la censura di omesso esame è stata esclusa perché volta a sollecitare una nuova valutazione delle risultanze istruttorie e priva del requisito della decisività. Il ricorso è stato quindi dichiarato inammissibile; il ricorrente è stato condannato alle spese e la Corte ha dato atto dei presupposti per il raddoppio del contributo unificato.
Norme richiamate
art. 98 l. fall.
ai sensi dell’art.98 l. fall.
regola l'opposizione allo stato passivo nel fallimento, nel cui ambito è stata proposta la domanda del creditore
art. 2751-bis n. 1 c.c.
ai sensi dell’art. 2751bis n. 1 c.c.
è stato invocato per la prelazione del credito da retribuzioni e T.f.r. di natura lavoristica
art. 1417 c.c.
i limiti probatori della simulazione non vincolano il curatore, quale terzo rispetto al negozio
art. 2094 c.c.
artt. 2094, 2120, 2697, 2722, 2723, 2724, 2725, 2726 c.c.
richiamato dal ricorrente per sostenere la subordinazione del rapporto di lavoro
art. 2120 c.c.
artt. 2094, 2120, 2697, 2722, 2723, 2724, 2725, 2726 c.c.
richiamato dal ricorrente in relazione al credito per T.f.r.
art. 2697 c.c.
artt. 2094, 2120, 2697, 2722, 2723, 2724, 2725, 2726 c.c.
l'onere della prova dell'esistenza del rapporto di lavoro grava sul creditore che insinua il credito; è violato solo se attribuito alla parte sbagliata
artt. 2722, 2723, 2724, 2725, 2726 c.c.
artt. 2094, 2120, 2697, 2722, 2723, 2724, 2725, 2726 c.c.
norme invocate per contestare l'esclusione della prova orale e i limiti alla prova testimoniale
art. 244 c.p.c.
norma richiamata in relazione all'ammissibilità della prova testimoniale
artt. 24, 52, 92, 93, 95, 96, 99 l. fall.
artt. 24, 52, 92, 93, 95, 96, 99 l. fall.
richiamati dal ricorrente a sostegno delle doglianze in materia di accertamento del passivo e regime concorsuale
art. 380bis1 c.p.c.
ai sensi dell’art. 380bis1, secondo comma, ult. parte c.p.c.
richiamato per il procedimento camerale e la riserva della motivazione
art. 360, primo comma, n. 3 c.p.c.
art. 360, primo comma, n. 3 c.p.c.
la violazione di legge è censurabile solo quando la norma sia male interpretata o male sussunta la fattispecie concreta, non quando si contesti il fatto
art. 360, primo comma, n. 5 c.p.c.
art. 360, primo comma, n. 5 c.p.c.
l'omesso esame riguarda solo un fatto storico decisivo, non una diversa lettura delle prove
art. 1414 c.c.
artt. 1414, 1417, 2113, 2120, 2126, 2697, 2700, 2712, 2719, 2929 c.c.
richiamato dal ricorrente per contestare la simulazione del rapporto
art. 2113 c.c.
artt. 1414, 1417, 2113, 2120, 2126, 2697, 2700, 2712, 2719, 2929 c.c.
richiamato dal ricorrente, senza specifica interpretazione della Corte
art. 2126 c.c.
artt. 1414, 1417, 2113, 2120, 2126, 2697, 2700, 2712, 2719, 2929 c.c.
richiamato dal ricorrente, senza specifica interpretazione della Corte
art. 2700 c.c.
artt. 1414, 1417, 2113, 2120, 2126, 2697, 2700, 2712, 2719, 2929 c.c.
richiamato dal ricorrente in tema di efficacia probatoria degli atti
art. 2712 c.c.
artt. 1414, 1417, 2113, 2120, 2126, 2697, 2700, 2712, 2719, 2929 c.c.
richiamato dal ricorrente in tema di riproduzioni meccaniche/documenti
art. 2719 c.c.
artt. 1414, 1417, 2113, 2120, 2126, 2697, 2700, 2712, 2719, 2929 c.c.
richiamato dal ricorrente in tema di copie e fede probatoria
art. 2929 c.c.
artt. 1414, 1417, 2113, 2120, 2126, 2697, 2700, 2712, 2719, 2929 c.c.
richiamato dal ricorrente, senza specifica interpretazione della Corte
art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002
Ai sensi dell’art. 13 comma 1quater del d.p.r. n. 115 del 2002
in caso di inammissibilità del ricorso, sussistono i presupposti processuali per l'ulteriore importo a titolo di contributo unificato
art. 380-bis.1 c.p.c.
norma sul procedimento camerale utilizzato per la decisione
Massime di principio
- Nel giudizio di legittimità, non è deducibile come violazione di legge una censura che, sotto etichetta giuridica, miri solo a ottenere una diversa ricostruzione dei fatti e una nuova valutazione delle prove compiuta dal giudice di merito.
- L'art. 2697 c.c. è violato, ai fini del ricorso per cassazione, solo se il giudice distribuisce l'onere probatorio tra le parti in modo errato; non quando ci si limita a contestare l'apprezzamento delle prove o la loro sufficienza.
- Chi insinua al passivo un credito fondato su un rapporto di lavoro deve provare l'esistenza del rapporto e, se deduce la subordinazione, i relativi indici costitutivi; il fallimento non ha l'onere di dimostrare un diverso rapporto alternativo per ottenere il rigetto della domanda.
- Nel rito del lavoro opera una circolarità tra allegazione, contestazione e prova: la prova testimoniale può essere legittimamente esclusa quando manchi una tempestiva e adeguata allegazione dei fatti specifici da provare.
- Il vizio di omesso esame ex art. 360, n. 5, c.p.c. richiede l'omissione di un fatto storico decisivo, non la mancata valorizzazione di elementi istruttori o documentali già esaminati o la richiesta di una loro diversa lettura.
- Le limitazioni probatorie in tema di simulazione non impediscono al curatore fallimentare, quale terzo rispetto al negozio, di utilizzare presunzioni e di non essere vincolato ai limiti tra le parti originarie del rapporto.
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