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Cassazione Civile, Ordinanza n. 34761/2024 del 28/12/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (amministrazione finanziaria)

La controversia

A seguito di verifica della Guardia di Finanza, un avvocato era stato destinatario di un avviso di accertamento per l’anno d’imposta 2009, fondato su annotazioni rinvenute in un’agenda personale che l’Ufficio aveva interpretato come incassi non contabilizzati per complessivi Euro 289.495. Il contribuente aveva sostenuto che tali annotazioni non riguardassero compensi professionali ma i metri percorsi in bicicletta. Il ricorso per cassazione articolava quattro censure: 1) nullità/illegittimità dell’atto per motivazione insufficiente e contraddittoria, anche con riferimento alle norme sul procedimento e sulla motivazione degli atti impositivi; 2) falsa applicazione delle norme sulle presunzioni e sull’accertamento tributario, assumendo che le annotazioni non avessero valore indiziario idoneo e che mancassero presunzioni gravi, precise e concordanti; 3) falsa applicazione della disciplina IRAP, contestando la sussistenza di una autonoma organizzazione; 3 bis) omesso esame di fatti decisivi, per non avere considerato la natura dei beni strumentali e l’assenza di lavoro altrui ai fini dell’autonoma organizzazione.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondato il primo motivo perché la motivazione per relationem dell’avviso era sufficiente a rendere conoscibile al contribuente la pretesa, la sua entità e la sua composizione; ha inoltre ribadito la distinzione tra motivazione dell’atto e prova della pretesa. Ha dichiarato inammissibili il secondo, il terzo e il terzo-bis motivo perché diretti, sotto l’apparente deduzione di violazioni di legge o omessi esami, a ottenere una rivalutazione del materiale istruttorio e dei fatti storici, attività riservata al giudice di merito e non consentita in cassazione. Il ricorso è stato quindi integralmente respinto; il ricorrente è stato condannato alle spese e la Corte ha dato atto dei presupposti per il raddoppio del contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 360, comma 1, n. 3 c.p.c.

    Il ricorrente lo aveva invocato per denunciare violazioni di legge; la Corte ha rilevato che alcune censure, pur formalmente incardinate in tale vizio, miravano in realtà a una rivalutazione del fatto e della prova.

  • art. 360, comma 1, n. 5 c.p.c.

    La Corte ha ricordato che il vizio non consente di censurare la complessiva valutazione delle risultanze processuali né di ottenere una revisione del convincimento del giudice di merito.

  • artt. 7 e 12 L. 212/2000

    Richiamati dal ricorrente per lamentare un difetto di motivazione dell’avviso; la Corte ha escluso l’invalidità dell’atto perché la motivazione risultava comunque sufficiente.

  • art. 3 L. 241/1990

    Richiamato dal ricorrente in tema di motivazione; la Corte ha ritenuto sufficiente la motivazione dell’avviso in relazione allo scopo di consentire la difesa del contribuente.

  • art. 42 d.P.R. 600/1973

    Richiamato nel primo motivo per contestare la motivazione dell’accertamento; la Corte ha ritenuto legittima la motivazione per relationem.

  • artt. 54 e 55 d.P.R. 633/1972

    Richiamati dal ricorrente in tema di accertamento e motivazione; la Corte non ha ravvisato vizi dell’atto impositivo.

  • artt. 39 e ss. d.P.R. 600/1973

    Richiamati nel secondo motivo per contestare il ricorso a presunzioni; la Corte ha ritenuto che la censura sollecitasse una rivalutazione del merito.

  • artt. 54 e ss. d.P.R. 633/1972

    Richiamati nel secondo motivo in relazione all’accertamento IVA; la Corte ha escluso la fondatezza della censura.

  • artt. 2727-2729 c.c.

    Richiamati dal ricorrente per negare la sufficienza degli indizi; la Corte ha ricordato che la valutazione della gravità, precisione e concordanza delle presunzioni spetta al giudice di merito ed è sindacabile solo per incoerenza motivazionale.

  • art. 2 d.lgs. n. 446/1997

    Richiamato per contestare l’esistenza dell’autonoma organizzazione ai fini IRAP; la Corte ha ritenuto la censura inammissibile perché volta a rimettere in discussione l’accertamento di fatto.

  • art. 116 c.p.c.

    La Corte ha affermato che il comportamento processuale delle parti può essere valorizzato come argomento di prova e, in certi casi, anche come unica fonte probatoria.

  • art. 380-bis.1 c.p.c.

    Richiamato quanto al deposito della memoria in vista della decisione in camera di consiglio.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 115/2002

    La Corte ha dato atto dei presupposti per il raddoppio del contributo unificato, se dovuto per legge.

  • art. 1, comma 17, L. 228/2012

    Norma richiamata quale fonte dell’inserimento del comma 1-quater nell’art. 13 del d.P.R. 115/2002.

Massime di principio

  • L’avviso di accertamento è validamente motivato quando consente al contribuente di comprendere la pretesa tributaria, la sua entità e la sua composizione; non è necessario che l’atto riproduca o alleghi integralmente i documenti richiamati, se la motivazione per relationem è sufficiente e il piano della motivazione va distinto da quello della prova.
  • In sede di legittimità non è consentito chiedere una nuova valutazione del materiale istruttorio o una diversa ricostruzione dei fatti storici sotto la veste formale di violazione di legge o omesso esame di fatti decisivi.
  • La valutazione della prova presuntiva, inclusi i requisiti di gravità, precisione e concordanza, appartiene al giudice di merito ed è censurabile in cassazione solo per illogicità o incoerenza della motivazione, non per la mera contrapposizione di una lettura alternativa degli indizi.
  • Nel giudizio tributario il giudice può valorizzare anche le difese e il comportamento processuale delle parti come elementi di valutazione probatoria, senza che la natura impugnatoria del processo impedisca di considerarli nel quadro complessivo del convincimento.
  • Le censure che mescolano vizi eterogenei o che formulano in modo incongruo il motivo di ricorso sono inammissibili, specie quando mirano sostanzialmente a rimettere in discussione accertamenti di fatto già compiuti nei gradi di merito.

Come è indicizzato

MaterieAccertamentoContenzioso tributarioProve
RamiTributiProcesso civile
IstitutiOnere della prova

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