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Sentenza

Sentenza n. 5181/2026 - Napoli, Sezione 5

per l'annullamento previa sospensione dell’efficacia a) dell’Ordinanza Commissariale n. 6 del 14.04.2026 del Comune di Sorrento avente ad oggetto: ORDINANZA CONTIGIBILE ED URGENTE A TUTELA DELLA PUBBLICA E PRIVATA INCOLUMITA’ PER LA CADUTA DI UN ALBERO POSIZIONATO IN PROSSIMITA’ DEL CONFINE SCARPATA NEL COMPLESSO RESIDENZIALE “PARCO DEGLI ANGELI”; b) nonché della relazione tecnica prot. n. 24376 del 10.04.2026 a firma del geom. Guido Russo, richiamata e recepita integralmente dall'Ordinanza Commissariale n. 6 del 14.04.2026, nonché di ogni altro atto presupposto, connesso e conseguente; c) per quanto possa occorrere del verbale di sopralluogo del giorno 08.07.26 richiamato nel provvedimento impugnato sub “a”; d) delle risultanze ispettive catastali tratte dal postale SISTER richiamate nel provvedimento impugnato sub “a”; e) di ogni altro atto presupposto, preordinato, conseguente, connesso e/o comunque lesivo per l’interesse dei ricorrenti.

Giustizia amministrativa202604172

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Ordinanza commissariale contingibile e urgente che imponeva ai ricorrenti, quali proprietari delle aree a valle, verifiche tecniche e interventi finalizzati all'eliminazione del pericolo e al ripristino delle condizioni di sicurezza dopo la caduta di un albero

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (proprietari)

Prevale il privato

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato l'ordinanza adottata dal Commissario straordinario del Comune di Sorrento ai sensi dell'art. 54 TUEL, deducendo violazione e falsa applicazione della norma, difetto dei presupposti, travisamento ed errore sui fatti, carenza di istruttoria, violazione dell'art. 3 l. 241/1990, difetto di motivazione, illogicità manifesta, nonché violazione dei principi di proporzionalità, ragionevolezza e buon andamento per erronea individuazione dei destinatari. L'ordinanza era stata emessa dopo la caduta di un albero collocato in prossimità del confine di un'area condominiale e imponeva anche ai ricorrenti, individuati come proprietari delle particelle poste a valle, di svolgere verifiche tecniche e ripristinare le condizioni di sicurezza. I ricorrenti contestavano che l'albero fosse radicato su terreni di loro proprietà e che dalle loro aree derivasse una situazione di emergenza o pericolo imminente. A seguito di ordinanza istruttoria, il Comune ha svolto sopralluoghi in contraddittorio e un rilievo topografico di precisione.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso nei limiti indicati in motivazione e ha annullato l'ordinanza commissariale nella parte in cui individuava i ricorrenti quali destinatari dell'ordine di messa in sicurezza. La relazione comunale espletata in esecuzione dell'ordinanza istruttoria ha accertato che l'albero caduto si trovava all'interno della particella di proprietà del Condominio Parco degli Aranci, presso la quale soltanto era stata riscontrata una potenziale situazione di instabilità locale, mentre nessuna custodia o responsabilità nella genesi del dissesto era imputabile ai comproprietari delle particelle dei ricorrenti. Il giudice ha quindi rilevato che l'Amministrazione, al momento dell'adozione dell'atto, non aveva compiutamente verificato il punto di radicamento dell'albero né la situazione di pericolo delle aree dei ricorrenti, limitandosi a un'ispezione incompleta condizionata dalla vegetazione spontanea. L'istruttoria successiva ha confermato le carenze originarie, non potendo sostituire la necessaria verifica dei presupposti prima dell'adozione dell'ordinanza. Il Comune è stato condannato alle spese di lite, liquidate in euro 1.500 oltre accessori, con rifusione del contributo unificato; nessuna statuizione sulle spese è stata adottata nei confronti del condominio non costituito.

Norme richiamate

  • art. 54 d.lgs. 267/2000

    poteri di cui all'articolo 54 T.U.E.L.

    L'esercizio del potere contingibile e urgente richiede una verifica effettiva e completa dei presupposti di fatto, inclusa l'individuazione dell'origine del pericolo e dei soggetti cui sia concretamente imputabile la situazione da fronteggiare.

  • art. 3 l. 241/1990

    La motivazione dell'ordinanza deve consentire di comprendere le ragioni dell'individuazione dei destinatari e deve poggiare su un'istruttoria adeguata circa la localizzazione del pericolo e la responsabilità delle aree interessate.

  • art. 60 c.p.a.

    ex art. 60 cod. proc. amm.

    Il giudizio è stato definito con sentenza in forma semplificata in camera di consiglio, sentite le parti.

Massime di principio

  • L'esercizio del potere contingibile e urgente previsto dall'art. 54 TUEL presuppone un'istruttoria effettiva e completa sull'esistenza del pericolo, sulla sua localizzazione e sulla riconducibilità causale o custodiale alle aree e ai soggetti destinatari dell'ordine.
  • È illegittima, per difetto di istruttoria e di motivazione, l'ordinanza contingibile e urgente che individui i destinatari dell'obbligo di messa in sicurezza senza avere previamente accertato, mediante un'ispezione adeguata dei luoghi, il punto di origine del pericolo e la situazione delle proprietà coinvolte.
  • Gli accertamenti svolti dall'amministrazione dopo l'adozione dell'ordinanza possono confermare le carenze istruttorie originarie, ma non sostituiscono la verifica dei presupposti di fatto che doveva precedere l'esercizio del potere contingibile e urgente.

Come è indicizzato

MaterieOrdinanze contingibili e urgentiMotivazione del provvedimento
RamiEnti locali e organizzazione amministrativaProcedimento amministrativo
IstitutiDifetto di istruttoriaDifetto di motivazioneProporzionalità e ragionevolezzaEccesso di potere

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