Cassazione Penale, Sentenza n. 40336/2024 del 04/11/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso straordinario per errore di fatto ex art. 625-bis c.p.p. avverso la sentenza della Corte di Cassazione del 20/12/2023 che aveva rigettato il ricorso contro l'ordinanza del 25/05/2023 del Tribunale del Riesame di Palermo. L'oggetto del contendere era il rigetto della richiesta di sostituzione della misura cautelare della custodia in carcere in relazione a delitti previsti dal DPR n. 309/1990 e dall'art. 416-bis c.p.; il ricorrente contestava che la Corte di Cassazione avesse errato nel ritenere la sussistenza di gravi indizi per il reato di cui all'art. 416-bis, errore che avrebbe inciso sul rigetto del suo ricorso
La decisione
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto che il rimedio straordinario per errore di fatto previsto dall'art. 625-bis c.p.p. non sia proponibile avverso decisioni della Corte di Cassazione intervenute in materia incidentale o in via cautelare, e che la norma non sia estensibile per analogia. Conseguentemente il ricorso è stato respinto e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento alla Cassa delle ammende della somma di euro 3.000,00 ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
art. 625-bis cod. proc. pen.
art. 625-bis cod. proc. pen.
Il rimedio straordinario per errore di fatto è di natura eccezionale e tassativa; la sua applicazione è limitata ai casi espressamente previsti dalla legge (principalmente sentenze o decreti penali di condanna divenuti definitivi) e non è proponibile avverso decisioni della Cassazione intervenute in sede incidentale o in materia cautelare
art. 616 cod. proc. pen.
Base normativa per la condanna alle spese del procedimento e per l'irrogazione della somma a favore della Cassa delle ammende a carico del ricorrente in caso di ricorso inammissibile
Corte costituzionale, sent. n. 186 del 13/06/2000
Corte cost. n. 186 del 13/06/2000
Richiamata in relazione al criterio di valutazione della colpa nella proposizione del ricorso; utilizzata per motivare la misura della sanzione pecuniaria, considerata l'assenza di elementi che attestino che il ricorso sia stato proposto con colpa
Norme sostanziali contestate nel procedimento cautelare
art. 81 cpv c.p., art. 73 comma 4, art. 74 c.p., DPR n. 309/1990, art. 416-bis c.p.
Riferimento ai reati per i quali era disposta la misura cautelare; la Corte di Cassazione aveva ritenuto sussistenza di gravi indizi in relazione all'art. 416-bis, circostanza contestata dal ricorrente e posta alla base dell'impugnazione
Massime di principio
- Il ricorso straordinario per errore di fatto ex art. 625-bis c.p.p. ha natura eccezionale e tassativa: è applicabile principalmente a decisioni che determinano una condanna definitiva (sentenze o decreti penali di condanna) e non può essere esteso per analogia ad altri tipi di provvedimenti
- Le decisioni della Corte di Cassazione che intervengono in procedimenti incidentali, in materia cautelare o su misure cautelari non sono in genere sindacabili con il rimedio previsto dall'art. 625-bis c.p.p.; tali decisioni non assumono il carattere idoneo a consentire il ricorso straordinario per errore di fatto
- Per impugnare provvedimenti cautelari o decisioni incidentali è necessario usare gli ordinari mezzi di impugnazione previsti dal codice (es. reclami, impugnazioni ordinarie ove ammesse) e non il rimedio straordinario per errore di fatto
- Quando si prospetta un errore di fatto ai fini di un ricorso straordinario, va preliminarmente verificata la natura definitiva del provvedimento impugnato e la corrispondenza ai requisiti tassativi dell'art. 625-bis; in assenza di tali presupposti il ricorso sarà dichiarato inammissibile e il proponente potrà essere sanzionato
- Nei casi di rigetto di istanze di sostituzione o revoca di misure cautelari, la giurisprudenza esclude la ricorribilità straordinaria per errore di fatto: la tutela deve essere cercata con gli strumenti previsti per la fase cautelare e con tempestive impugnazioni ordinarie
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