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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 2449/2022 del 20/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Richiesta di restituzione nel termine per proporre personalmente appello avverso la sentenza di condanna n. 975/2014, motivata dal mancato ricevimento dell'estratto della sentenza contumaciale. Il ricorrente sosteneva di non essere stato effettivamente edotto della condanna e che l'impugnazione proposta dal difensore d'ufficio non escludeva il suo diritto di impugnare personalmente.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. È stato ritenuto che il ricorrente avesse avuto conoscenza del procedimento per aver ritirato presso l'ufficio postale il plico contenente il decreto di citazione a giudizio notificato all'indirizzo di residenza; il successivo mancato ritiro di altri plichi è stato valutato come scelta volontaria di sottrarsi alla conoscenza degli atti, escludendo la restituzione in termine. Condanna alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 157, comma 8, cod. proc. pen.

    Richiamata rispetto alla modalità di notifica (uso residuale della notifica "a mani"); la Corte ha ritenuto che l'inosservanza della dicitura "si chiede notifica a mani" non incideva se la notifica era eseguita nelle forme di legge.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Applicato per disporre la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e all'obbligo di versamento a favore della Cassa delle Ammende in caso di inammissibilità del ricorso.

  • Sentenza n. 32266/2020 (Corte di cassazione)

    Decisione precedente che aveva annullato con rinvio l'ordinanza di rigetto per carenza di accertamento circa la conoscenza effettiva del procedimento da parte dell'imputato; il giudice di merito, in seguito, ha svolto l'accertamento richiesto e ha ritenuto la conoscenza provata.

  • Sez. 1, n. 57650 del 29/09/2017 (Bartolelli)

    Giurisprudenza richiamata nel senso che la volontaria sottrazione alla conoscenza degli atti (rinuncia inequivoca) esclude la possibilità di ottenere la restituzione dei termini per impugnare.

Massime di principio

  • La presa in consegna di un plico contenente il decreto di citazione al proprio indirizzo di residenza costituisce elemento probatorio rilevante della conoscenza del procedimento.
  • Il mancato ritiro successivo di notifiche allo stesso indirizzo può essere valutato come volontaria sottrazione alla conoscenza degli atti e impedire la restituzione nel termine per impugnare.
  • L'impugnazione proposta dal difensore d'ufficio non esclude di per sé il diritto dell'imputato a impugnare personalmente; tuttavia, per ottenere la restituzione dei termini l'imputato deve dimostrare di non aver avuto conoscenza effettiva della sentenza o dell'esito del giudizio.
  • La dicitura "si chiede notifica a mani" non rende automaticamente invalida una notifica eseguita regolarmente secondo le forme di legge; il giudice valuta la conformità formale e sostanziale dell'atto notificato per accertare la conoscenza.
  • Per evitare il rischio di perdere diritti processuali: eleggere tempestivamente domicilio, mantenere contatti attivi con il difensore, ritirare le raccomandate o documentare l'impossibilità di ricevere atti e, in caso di contestata mancata notifica, produrre prove documentali immediate.

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