Sentenza del 01/12/2022 n. 5550 - Corte di giustizia tributaria di secondo grado del Lazio
Finanza locale - Ici-Imu - Aree adibite a cave qualificate dal Piano Regolatore comunale quali aree edificabili - Applicabilità dell'imposta - Sussiste.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
1) Disputa sull'applicabilità dell'ICI/IMU a aree effettivamente adibite a cave ma qualificate dal Piano Regolatore Comunale come aree edificabili: il ricorrente sosteneva l'esenzione o non imponibilità per l'uso effettivo a cava. 2) Questione sulla legittimità delle imposte sui giochi d'azzardo con riferimento al diritto dell'Unione: i ricorrenti (operatori di scommesse, talvolta esteri) contestavano eventuali restrizioni o discriminazioni derivanti dall'imposizione fiscale nazionale
La decisione
1) Per l'ICI/IMU il giudice ha ritenuto che l'imposta si applica alle aree qualificate dal PRG come edificabili anche se concretamente adibite a cave: la qualificazione urbanistica prevale ai fini dell'assoggettabilità all'imposta. Il ricorso del privato è stato respinto. 2) Sulle imposte dei giochi d'azzardo la Corte non ha ravvisato un obbligo di armonizzazione a livello UE che impedisca allo Stato membro di introdurre restrizioni fiscali: l'imposta unica si applica a tutti gli operatori che raccolgono scommesse sul territorio italiano senza discriminazione tra operatori nazionali ed esteri, purché rispettato il principio di proporzionalità. Anche in questo ambito il gravame dei ricorrenti è stato respinto
Norme richiamate
legge 220/2010, art. 1 co. 66
Richiamata in relazione alla disciplina fiscale sui giochi e alle entrate locali: viene interpretata come parte del quadro normativo che legittima interventi impositivi nel settore del gioco
d.lgs. 504/1998
Norma di riferimento per la disciplina delle imposte locali (principi e applicazione): utilizzata per confermare l'assoggettabilità di aree qualificate come edificabili all'imposta comunale
Cass. 8909/21
Giurisprudenza di legittimità richiamata a supporto dell'interpretazione secondo cui la qualificazione urbanistica (PRG) rileva ai fini dell'assoggettamento fiscale delle aree, anche se l'uso attuale è diverso
Corte di Giustizia CE, causa C-440/12
Interpretazione comunitaria richiamata per affermare che, in assenza di armonizzazione normativa UE sulle imposte sul gioco, gli Stati membri possono imporre regimi fiscali diversi purché non discriminatori e proporzionati; quindi l'imposta nazionale non viola il diritto UE se applicata uniformemente
Massime di principio
- Se un'area è qualificata dal Piano Regolatore Comunale come edificabile, l'ordinaria conseguenza è l'assoggettamento all'ICI/IMU anche se l'utilizzo attuale è a cava: la qualificazione urbanistica prevale ai fini fiscali.
- Per contestare l'applicabilità dell'imposta su aree qualificate come edificabili il contribuente deve dimostrare una specifica causa di esenzione o un errore formale/di diritto nella qualificazione urbanistica, non solo l'uso effettivo diverso.
- Le imposte sui giochi d'azzardo non sono armonizzate a livello UE: ciò consente agli Stati membri di adottare regimi fiscali differenziati purché rispettino il divieto di discriminazione e il principio di proporzionalità.
- Un ricorso basato sulla presunta discriminazione tra operatori nazionali ed esteri richiede la prova che la normativa nazionale tratti in modo meno favorevole gli operatori esteri; l'applicazione uniforme di un'imposta a tutti gli operatori rende il motivo destinato a fallire.
- In casi analoghi valutare sempre: a) la qualificazione urbanistica ufficiale e i relativi atti amministrativi; b) la presenza di norme che prevedono esenzioni o criteri diversi; c) per questioni UE, se esiste un atto di armonizzazione o diritti fondamentali violati (discriminazione/proporzionalità).
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