Cassazione Penale, Sentenza n. 30263/2024 del 23/07/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugnava la sentenza della Corte di appello che lo aveva ritenuto responsabile del reato continuato di favoreggiamento dell'ingresso illegale nel territorio nazionale (art. 12, commi 3 ss., d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286). Nel ricorso si deduceva: (i) omissione della Corte di appello nell'acquisire come prova sopravvenuta le dichiarazioni rese in Pakistan dal correo Imran Mohsin; (ii) travisamento e valutazione superficiale delle intercettazioni e degli altri elementi probatori, sostenendo che il comportamento dell'imputato fosse riconducibile a mere cortesia e aiuto a familiari/connazionali, non a una partecipazione consapevole e organizzata; (iii) censura sulla motivazione del trattamento sanzionatorio e sul diniego delle attenuanti generiche, con contestazione dell'entità della pena.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile la censura processuale relativa alle dichiarazioni del correo per genericità e, comunque, ha ritenuto manifestamente infondata la doglianza. Ha confermato la correttezza della valutazione probatoria della Corte di appello, fondata su intercettazioni telefoniche e ambientali e su riscontri documentali che hanno dimostrato la messinscena di fittizie assunzioni e il ruolo attivo e consapevole di Shoaib nel ricevere, alloggiare e coordinare l'ingresso dei connazionali. La Corte ha inoltre ritenuto legittimo il diniego delle attenuanti generiche sulla base di indici di reiterazione, gravità e capacità a delinquere, e ha considerato adeguata la pena (4 anni e 6 mesi di reclusione oltre multa). Il ricorso è stato respinto e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen.
Norme richiamate
d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286 (T.U. immigrazione) - art. 12, commi 3 ss.
Articolazione del reato di favoreggiamento dell'ingresso illegale: la Corte ha ritenuto che l'imputato abbia partecipato consapevolmente a una strategia volta a far entrare stranieri con visti ottenuti tramite rappresentazioni artificiose, integrando il reato continuato.
codice di procedura penale - art. 495
Riferimento alle prove sopravvenute: la Corte ha ricordato che per l'acquisizione di dichiarazioni sopravvenute è necessario rispettare i limiti e le forme del codice, e che il ricorrente non ha specificato contenuti e modalità tali da giustificare l'ammissione straordinaria.
codice di procedura penale - art. 603, comma 2
Norma sul riesame in appello di nuove prove: richiamata per sostenere che non è stata dimostrata la rilevanza e la regolarità dell'acquisizione delle dichiarazioni del correo come prova sopravvenuta.
codice di procedura penale - art. 210
Principio del contraddittorio nel dibattimento: le dichiarazioni rese da persone imputate in procedimento connesso devono essere acquisite nel dibattimento nel rispetto del contraddittorio, salvo i casi tassativi previsti dal codice.
codice di procedura penale - artt. 512 e 512-bis
artt. 512 e 512-bis c.p.p.
Eccezioni che consentono l'acquisizione di verbali di dichiarazioni rese fuori contraddittorio (imprevedibile impossibilità di ripetizione, mancata comparizione nonostante citazione, ecc.): la Corte ha osservato che il ricorrente non ha dimostrato la sussistenza di tali presupposti.
codice di procedura penale - art. 12, comma 1, lett. a)
art. 12, comma 1, lett. a) c.p.p.
Regola sull'utilizzabilità delle dichiarazioni di persone imputate in procedimenti connessi: richiamata per precisare le condizioni in cui tali dichiarazioni possono entrare nel processo.
codice di procedura penale - art. 616
Norma che prevede l'obbligo di liquidare spese processuali al soccombente: la Corte ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali ai sensi di questa disposizione.
Massime di principio
- Le dichiarazioni rese da imputati in procedimenti connessi e fuori dal contraddittorio non possono essere automaticamente ammesse: vanno rispettate le forme del dibattimento e i casi tassativi degli artt. 512 e 512-bis c.p.p.; il mancato dettaglio sul contenuto e sulle modalità di acquisizione rende la censura inammissibile.
- Le intercettazioni, se valutate congruamente dal giudice di merito e corredate da riscontri documentali, costituiscono prova idonea a fondare una condanna; la Corte di Cassazione non procede a una rivalutazione del merito ma verifica la correttezza della motivazione.
- Per scalfire una motivazione di merito in Cassazione è necessario contestare in modo specifico e motivato gli elementi argomentativi del giudice; rilievi generici o alternative interpretative prive di concreto confronto non sono sufficienti.
- Il diniego delle attenuanti generiche può essere legittimamente motivato sulla base di indici oggettivi e soggettivi quali reiterazione delle condotte, gravità del fatto e capacità a delinquere; la sfera valutativa del giudice di merito è in larga misura non sindacabile in Cassazione.
- Una pena inflitta poco sopra il minimo edittale, adeguatamente motivata in rapporto alla gravità e alla recidiva di condotte, è difficilmente annullabile in sede di legittimità.
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