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Sentenza

Sentenza n. 10185/2026 - Roma, Sezione 2B

per l'annullamento previa sospensione - del provvedimento Prot. numero QI 2026/22865 del 5.2.2026 del Dipartimento Attuazione Urbanistica Direzione Edilizia Privata U.O. Condono Edilizio di Roma Capitale, con il quale è stato comunicato il diniego di rettifica del titolo in sanatoria numero 408429 del 29.10.2024 rilasciato in riferimento all’immobile sito in Roma, alla Via Edoardo Gatti, 62, censito al Nuovo Catasto Edilizio ed Urbano del Comune di Roma al Foglio 1068, particella 1456, notificato a mezzo posta elettronica certificata il 6.2.2026; di ogni altro provvedimento, per quanto di estremi ignoti, al primo presupposto o, comunque, connesso, precedente, coevo o successivo

Giustizia amministrativa202605266

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. II bisSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di rettifica di un titolo edilizio in sanatoria relativo a un immobile sito in Roma

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato il diniego con cui Roma Capitale ha respinto la richiesta di rettifica del titolo in sanatoria n. 408429 del 29 ottobre 2024, chiedendone anche la sospensione cautelare. Roma Capitale ha eccepito l'inammissibilità del ricorso per carenza di interesse, rilevando che l'immobile era stato già regolarizzato mediante due distinti titoli edilizi in sanatoria, n. 408429 e n. 408430, con conseguente esaurimento dello spazio per un'eventuale rettifica. In camera di consiglio, alla luce delle deduzioni dell'amministrazione, i ricorrenti hanno dichiarato di non avere più interesse alla decisione nel merito, precisando che la circostanza determinativa della perdita di interesse era stata prospettata dall'amministrazione soltanto nel corso del giudizio.

La decisione

Il TAR, previo avviso alle parti della possibile definizione del giudizio con sentenza in forma semplificata ai sensi dell'art. 60 c.p.a., ha dichiarato il ricorso improcedibile ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., prendendo atto della sopravvenuta assenza di interesse alla decisione nel merito dichiarata dai ricorrenti in udienza camerale. Non è stata quindi esaminata la legittimità del diniego di rettifica. Le spese di lite sono state integralmente compensate in ragione della singolarità dei fatti di causa.

Norme richiamate

  • art. 60 c.p.a.

    previo avviso alle parti, la causa può essere definita con sentenza in forma semplificata

    Il giudizio è stato definito in camera di consiglio con sentenza in forma semplificata, previo avviso alle parti.

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    sopravvenuta assenza di interesse alla decisione nel merito dell'affare

    La sopravvenuta carenza di interesse alla decisione determina l'improcedibilità del ricorso.

Massime di principio

  • La sopravvenuta carenza di interesse alla decisione nel merito, anche quando sia dichiarata dal ricorrente in udienza camerale alla luce di circostanze emerse nel corso del giudizio, determina l'improcedibilità del ricorso ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
  • Quando il ricorrente dichiara espressamente di non avere più interesse alla decisione, il giudice può definire il giudizio senza esaminare i motivi di illegittimità dedotti contro il provvedimento impugnato.
  • La compensazione integrale delle spese può essere disposta quando la particolare configurazione dei fatti di causa, compresa l'emersione in corso di giudizio della circostanza determinativa della perdita di interesse, giustifica una deroga al criterio della soccombenza.

Come è indicizzato

MaterieSanatoria e condono edilizioEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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