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Sentenza

Sentenza n. 3094/2026 - Roma, Sezione 1T

per l'accertamento dell’illegittimità del silenzio formatosi sull’istanza di primo ingresso formulata da parte ricorrente il 16.9.2025, nonché per l’accertamento dell'obbligo dell'Amministrazione intimata di provvedere in ordine alla summenzionata istanza,

Giustizia amministrativa202514300

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. I terSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio formatosi sull'istanza di primo ingresso del 16 settembre 2025

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (prefettura)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha agito per l'accertamento dell'illegittimità del silenzio serbato dallo Sportello Unico per l'Immigrazione della Prefettura di Roma sull'istanza di primo ingresso per lavoro domestico o subordinato, nonché per l'accertamento dell'obbligo dell'Amministrazione di provvedere. Nel corso del giudizio è emerso che lo Sportello Unico per l'Immigrazione ha rilasciato il modello 209, necessario per la successiva richiesta del permesso di soggiorno mediante kit postale presso la Questura.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, rilevando che il rilascio del modello 209 aveva concluso positivamente il procedimento innanzi allo Sportello Unico per l'Immigrazione, oggetto dell'azione avverso il silenzio. Le spese del giudizio sono state compensate, salva la restituzione del contributo unificato se versato. È stata inoltre rigettata l'istanza di ammissione al gratuito patrocinio, poiché la richiesta di attestazione all'Autorità consolare egiziana era stata inviata a indirizzi e-mail errati; il giudice ha rilevato che, anche in mancanza dell'indirizzo corretto, il difensore avrebbe potuto utilizzare altri strumenti, quali la raccomandata o la presentazione personale presso l'autorità consolare, ove non impedita da circostanze oggettive.

Norme richiamate

  • art. 31 c.p.a.

    L'azione avverso il silenzio presuppone un interesse attuale alla decisione; quando, nelle more del giudizio, l'Amministrazione conclude il procedimento, viene meno l'interesse alla pronuncia e il ricorso diviene improcedibile.

  • art. 126, comma 3, d.lgs. 286/1998

    Richiamato quale base normativa dell'istanza di ammissione al gratuito patrocinio proposta dal ricorrente.

  • art. 79, comma 2, d.P.R. 115/2002

    La richiesta di attestazione all'autorità consolare competente deve essere correttamente inoltrata; l'invio a indirizzi errati e il mancato ricorso ad altri strumenti utili impediscono l'accoglimento dell'istanza di gratuito patrocinio.

Massime di principio

  • Nel giudizio avverso il silenzio, la conclusione del procedimento amministrativo nelle more del processo determina la sopravvenuta carenza di interesse e impone la dichiarazione di improcedibilità del ricorso, senza necessità di esaminare nel merito l'illegittimità del silenzio.
  • Il rilascio del modello necessario per il successivo inoltro della domanda di permesso di soggiorno costituisce conclusione positiva del procedimento innanzi allo Sportello Unico per l'Immigrazione, quando il giudizio riguarda proprio l'istanza di primo ingresso trattata da tale ufficio.
  • Ai fini dell'ammissione al gratuito patrocinio richiesta da uno straniero, l'attestazione consolare deve essere richiesta all'autorità competente con modalità idonee e mediante recapiti corretti; l'utilizzo di indirizzi errati, seguito dall'inerzia nell'attivazione di strumenti alternativi ragionevolmente disponibili, giustifica il rigetto dell'istanza.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaTermini e notificazione del ricorso
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesse

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