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Sentenza

Sentenza del 07/01/2020 n. 7 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio

Processo tributario - Contenzioso - Impugnazione - Appello - Motivi - Difetto di specificità - Inammissibilità - Interpretazione.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

l'appello era stato prospettato con osservazioni giudicate carenti di specificità; la questione centrale riguardava se applicare la sanzione di inammissibilità prevista dall'art. 53, comma 1, del d.lgs. n. 546/1992 ogniqualvolta i motivi risultino formalmente non sufficientemente specifici, oppure se tale disposizione debba essere interpretata restrittivamente in favore dell'accesso alla giustizia.

La decisione

la Corte ha ritenuto che la sanzione di inammissibilità dell'appello per difetto di specificità dei motivi debba essere interpretata in modo restrittivo, conformemente al principio contenuto nell'art. 14 delle disposizioni preliminari del codice civile, trattandosi di norma eccezionale che limita l'accesso alla giustizia. Ne consegue che, quando nell'atto di appello risulti comunque espressa la volontà di contestare la decisione di primo grado, va consentito il sindacato sul merito dell'impugnazione e l'appello non deve essere dichiarato inammissibile per mere carenze formali di specificità.

Norme richiamate

  • d.lgs. 546/1992

    la disposizione che prevede l'inammissibilità dell'appello per difetto di specificità deve essere letta in senso restrittivo: non può operare meccanicamente quando dall'atto emerga comunque la volontà di impugnare e sia possibile esercitare il sindacato di merito

  • disposizioni preliminari codice civile

    principio di interpretazione restrittiva delle norme eccezionali che limitano l'accesso alla giustizia; va privilegiata l'effettività del diritto di difesa e del sindacato giurisdizionale

Massime di principio

  • Le norme che sanciscono inammissibilità per carenze formali (come la specificità dei motivi) devono essere interpretate restrittivamente per non comprimere il diritto di accesso al giudice.
  • Se nell'atto di appello emerge in modo intellegibile la volontà di contestare la decisione di primo grado e si possono comunque comprendere le ragioni della impugnazione, il giudice dovrebbe ammettere l'appello e valutare il merito, evitando di dichiararlo inammissibile per mere carenze formali.
  • La verifica della specificità dei motivi va svolta tenendo conto della sostanza e della funzione dell'atto: è rilevante se sia possibile desumere le ragioni di diritto o di fatto impugnate e non solo la presenza di formule generiche.
  • L'interpretazione restrittiva trova fondamento nel bilanciamento tra interessi procedurali e il principio costituzionale dell'accesso alla giustizia; l'inammissibilità può essere pronunciata solo quando la carenza renda impossibile individuare l'oggetto del sindacato.
  • In casi dubbi il giudice dovrebbe preferire soluzioni che consentano il proseguimento del giudizio di merito, salvo che la gravità o l'irrimediabilità della carenza formale precludano totalmente la possibilità di decidere sul merito.

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