Cassazione Penale, Sentenza n. 14525/2025 del 14/04/2025
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che ha confermato il sequestro preventivo diretto e in via equivalente sino a euro 115.050 nei confronti di Roberto Pulsone, contestato per concorso in truffa aggravata per aver predisposto falsa documentazione per consentire indebiti ristori pandemici. Il ricorrente deduce la illegittima applicazione del principio solidaristico per la confisca per equivalente nei confronti di chi non ha ricevuto o ha ricevuto importi diversi, l'assenza del periculum in mora (anche alla luce del rigetto del sequestro verso altri soggetti) e il vizio di motivazione in ordine al fumus.
La decisione
Il motivo principale è stato accolto. La Corte ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato al Tribunale di L'Aquila per un nuovo giudizio ai sensi dell'art. 324, comma 5, c.p.p. La Corte ha richiamato i principi fissati dalle Sezioni Unite (sentenza 26 settembre 2024): la confisca diretta richiede prova del nesso causale fra bene e reato; in assenza di tale nesso la confisca è per equivalente; nel concorso di persone non opera solidarietà passiva e la confisca va limitata a quanto ciascun concorrente ha concretamente conseguito (con prova nel contraddittorio), e solo se non è possibile individuare la quota soccorre il criterio della ripartizione in parti uguali. Tali principi valgono anche in sede di sequestro finalizzato alla confisca e il giudice dovrà rimodulare la motivazione valutando la partecipazione economica concreta del Pulsone.
Norme richiamate
richiamato dal ricorrente per contestare la disciplina applicata alla misura reale; attinente alle misure cautelari personali/realI e alle modalità di applicazione
richiamato dal ricorrente in relazione ai limiti e alla motivazione delle misure cautelari reali
art. 324 comma 5 cod. proc. pen.
norma invocata per il rinvio al giudice di merito dopo l'annullamento del provvedimento impugnato
Sentenza Sezioni Unite 26 settembre 2024
principi applicati: confisca diretta solo se provato il nesso causale; altrimenti confisca per equivalente; in concorso di persone la confisca riguarda solo quanto ciascuno ha concretamente conseguito; prova nel contraddittorio; se non è possibile individuare quote, si ricorre alla ripartizione paritaria; tali principi valgono anche in sede di sequestro finalizzato
Massime di principio
- La confisca diretta richiede la prova del nesso causale tra il bene (o somme) e il reato; in assenza di tale prova la confisca va qualificata e applicata in via equivalente
- In ipotesi di concorso di persone non opera una solidarietà passiva automatica: la confisca deve essere limitata a quanto ciascun concorrente ha concretamente conseguito
- L'accertamento della quota di profitto spettante a ciascun concorrente è questione di prova nel contraddittorio; solo se ciò non è possibile si può procedere a ripartizione paritaria
- I principi di cui sopra si applicano anche nella fase del sequestro preventivo finalizzato alla confisca: il giudice deve motivare tenendo conto del ruolo della fase procedimentale e degli elementi raccolti
- Per la difesa è strategico documentare e dimostrare l'assenza o la minore entità di vantaggi patrimoniali ricevuti; per l'accusa è necessario tracciare e dimostrare il flusso dei proventi per giustificare il sequestro diretto
- In caso di sequestro disposto solo nei confronti di alcuni partecipanti, il giudice deve motivare perché altri soggetti non sono stati colpiti dalla misura o perché la misura è necessaria solo verso taluni
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